[mks_dropcap size="90" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]C[/mks_dropcap]olonia - Quanto è difficile ripetere il proprio successo dopo anni e anni di iterazioni? Tanto, fidatevi, tantissimo. Ne sa qualcosa Electronic Arts che per ogni episodio annuale del suo FIFA ha bisogno di mettere nero su bianco una serie di funzionalità tali da giustificarne l'uscita. FIFA 15 riesce in questo intento? Scopriamolo insieme.

Con l'avvento della next-gen, al di là dell'impatto grafico, i ragazzi di EA Sports si sono concentrati principalmente sull'intelligenza artificiale. Se con l'introduzione dell'engine Ignite si è parlato di IA più realistica e vicina alle controparti sportive reali, in FIFA 15 a farla da padrona sono animazioni inedite e relativi comportamenti dei giocatori in campo, specie dei portieri.

Questo, promesso con un trailer durante la conferenza di EA della quale vi parleremo a breve, è un cambiamento sostanzialmente epocale. Un rito di passaggio dagli estremi difensori goffi e inaffidabili cui siamo stati abituati negli ultimi anni, ai numeri uno che vincono coppe e campionati sparsi per il mondo. Il tutto grazie a un nuovo set di animazioni, ad un lavoro certosino di ben due anni, e alla capacità di calcolo delle nuove console che permettono ai giocatori di avere emozioni e atteggiamenti completamente esclusivi.

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Le promesse sono sempre belle e altrettanto belle è poterle mettere alla prova nel giro di qualche ora. Il tempo di ultimare l'ascolto della press conference di Electronic Arts et voilà, ero lì a mettere le mani sulle demo station di FIFA 15 disseminate per il booth dell'editore californiano alla Gamescom 2014. Ho disputato due match lunghi sei minuti a tempo l'uno. Nel primo ho battuto un collega inglese per 3 a 0, in un Liverpool - Manchester City emblematico di come si sia conclusa la scorsa stagione di Premier League. Durante quest'incontro è successo, come al solito, praticamente di tutto: Joe Hart ha fatto un errore dei suoi, di quelli clamorosi, in uscita mentre l'arbitro mi ha fischiato contro un rigore inesistente - per fortuna fallito dal Kun Aguero.

Ne consegue che, almeno da questa fugace prova su strada, il lavoro di EA Sports non rispecchi esattamente quanto mostrato alla conferenza della Gamescom 2014. Da un lato abbiamo davvero delle animazioni e dei comportamenti, sostanzialmente delle reazioni mai viste prima. Splendide come mai in un videogioco di calcio, realistiche al punto da sembrare tratte da una trasmissione televisiva. Dall'altro, però, abbiamo ancora dei momenti completi di blackout, uno spegnimento complessivo dell'IA che risulta non solo in una perdita di efficienza dei portieri - generalmente coincidente con le uscite -, ma anche in bizzarrie firmate dal direttore di gara.

Il tasto è quindi ancora dolente e speriamo possano arrivare dei correttivi in tempo per il lancio, soprattutto per non deludere le aspettative di chi si aspettava una rivoluzione in tal senso. Le demo che ho provato, in ogni caso, giravano su PS4 e Xbox One senza alcuna differenza, e mettevano in bella mostra un comparto grafico sostanzialmente rivisitato rispetto a quello di FIFA 14. Tra le migliorie visibili a occhio nudo si trovano una migliore gestione delle ombre proiettate dallo stadio sul campo, un numero superiore di oggetti sia a bordo campo che sugli spalti (cartelloni e sciarpe tra le mani dei tifosi), maglie che si sporcano d'erba, e tanti "piccoli" accorgimenti che spostano ulteriormente il mirino sul fotorealismo e sulla vicinanza alla resa televisiva dell'evento calcistico.

A questa voce subentrano la visuale "shaky", mossa, durante l'esultanza dei giocatori, sui quali non parte più il primo piano ma rimane bensì un campo largo come da copione delle regie europee. Idem per le sostituzioni. Prima che la palla arrivi a centrocampo, segnato un gol, parte inoltre la sottile sovrimpressione col nome del calciatore interessato, per ricordarlo ai "telespettatori".

Buono anche il lavoro sui volti, ora meno "gonfi" e più vicini alle controparti reali: un esempio su tutti è Marek Hamsik, finalmente identico, al pari di tanti altri calciatori pure meno importanti, al trequartista che ogni maledetta domenica guida il Napoli nel campionato di Serie A. Restando in tema di volti, è stato in un paio di casi impressionante vedere delle animazioni partire sulle facce dei protagonisti in campo: un guardalinee digrigna i denti dopo una decisione presa e contestata, o magari sbuffa: il claim "feel the game", in questo caso, risulta più azzeccato rispetto a quello incentrato sui portieri.

Una vera e propria rivoluzione appare invece negli scontri uno contro uno: alla pressione del tasto B/cerchio, infatti, il nostro calciatore non si limita a mettere la mano sulla spalla dell'avversario come nello scorso capitolo, ma ne prende la maglia e la tira a sé in modo da rallentarne la corsa. Questo è un cambiamento epocale: il sogno della maglia che si allunga esiste fin dai tempi di Winning Eleven, quando Konami andava di video introduzione in computer grafica e nella colonna sonora folleggiavano i Queen con We Will Rock You. Potete immaginare quanto sia stato emozionante vederlo perpetuarsi davanti ai miei occhi ieri in fiera, e badate che non si tratta solo di emozioni, perché questa feature avrà il suo bell'impatto sul gameplay.

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Per chiudere sui cambiamenti, FIFA 15 introduce un nuovo sistema per la gestione della formazione: questa non viene più visualizzata tramite elenco dal momento che EA Sports è passata, in maniera del tutto simile a PES e Konami, allo schema su sfondo verde e due barre inferiori per scorrere tra i panchinari (e i giocatori in tribuna). A primo impatto ho trovato abbastanza scomodo redigere la formazione così ma sarà una questione di abitudine. Alla pressione del tasto pausa, infine, anziché comparire subito il menù del gioco fa capolino un recap video con tutte le azioni salienti proposte in formato cinema.

In attesa della versione dimostrativa pubblica, che arriverà a settembre (per l'Italia ci asrà il Napoli, mentre tra le altre squadre figureranno Boca, Barcellona, Liverpool, Manchester City, Borussia Dortmund), posso ritenermi soddisfatto a metà di questa prova su strada in quel di Colonia. Abbiamo portieri e arbitri che ancora faticano ad adattarsi agli standard di eccellenza raggiunti in ogni altro settore di FIFA 15, e un set di novità a dir poco da paura per quello che potrebbe rivelarsi il gioco più ripulito e completo del franchise.

Vedremo quale dei due lati avrà la meglio nei due mesi che ci separano dal lancio del titolo completo.