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hi ha letto i miei scritti o seguito i miei commenti su TMAG sa bene che ritengo entrambe le console next-gen molto simili ai PC. Per quanto esse possano aver adottato un certo tipo di personalizzazioni, sono dotate della stessa architettura AMD x86-64; e questo è un bene. Sono certo che nella prossima gen le differenze fra PC e console si assottiglieranno ancora, fino quasi a scomparire del tutto.

Certo siamo ancora lontani dal sogno (utopico?) della console unica, ma pensateci. Non sarebbe fantastico poter disporre di un'unica piattaforma videoludica da salotto? Non sto parlando di una sola console monopolista, sto parlando di un'architettura unica di console perfettamente compatibili fra di loro.

Il sogno della console unica

Quale gamer non vorrebbe dire definitivamente addio alle limitazioni che impediscono di poter giocare ai capolavori di tutte le console disponibili sul mercato?

Personalmente sono assolutamente insofferente alle esclusive e sopporto con fastidio le esclusive temporali. Stesso discorso per la maggior parte dei gamers presenti sul pianeta. Gli unici allergici a questa soluzione sono i produttori di hardware delle console.

[mks_pullquote align="right" width="300" size="24" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]Pensate a Naughty Dog e Remedy che lavorano "insieme" per sviluppare giochi multipiattaforma. Pensate di poter riuscire ad assaporare le emozioni offerte da Halo o Uncharted senza sprecarsi in guerre di religione[/mks_pullquote]

Pensate a Naughty Dog e Remedy che lavorano "insieme" per sviluppare giochi multipiattaforma. Pensate di poter riuscire ad assaporare le emozioni offerte da Halo o Uncharted senza sprecarsi in guerre di religione e senza restrizioni. Le software house avrebbero un bacino di utenza infinitamente più grande e venderebbero centinaia di migliaia di copie aggiuntive. Gli appassionati smetterebbero di sprecare soldi e spazio per piazzare 2-3 console sotto il televisore (che spesso vengono utilizzate solo per pochi titoli in esclusiva).

Chi già adesso sviluppa giochi multipiattaforma avrebbe a disposizione tool di sviluppo unificati, potendo quindi concentrarsi unicamente sull'ottimizzazione del gioco, invece di investire tempo e denaro per effettuare dei porting (che spesso non sono all'altezza), tentando di volta in volta di adattarsi alle diverse scelte ingegneristiche.

Basta store proprietari con politiche dei prezzi monopolistiche: il mercato si aprirebbe, i giochi in digital delivery potrebbero essere acquistabili su qualunque store digitale. Mercato aperto significherebbe concorrenza, maggior concorrenza implicherebbe l'abbattimento dei costi.

Se Nintendo, l'unica della vecchia scuola ancora in pista, ha basato e continua a basare la sua strategia di mercato sul gaming, per Sony e Microsoft la questione è sempre stata ben più profonda delle mere vendite hardware. Già dagli esordi Sony (CD-ROM e Blu-Ray) e Microsoft (DirectX, HD-DVD) hanno avuto la necessità di spingere le proprie tecnologie come standard. Di recente entrambe hanno fiutato i profitti di un mercato ben più ampio: il mercato dell'home entertainment. Il cloud, la fruizione di musica, TV e film in streaming: le possibilità sono tantissime e nessuno vuole essere lasciato indietro o messo da parte.

Chi è Gabe Newell

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Se c'è un uomo che per primo ha scrutato le potenzialità di questi mercati e del digital delivery in particolare, quest'uomo è Gabe Newell. Per chi non lo conoscesse bene, Gabe Newell viene descritto da alcuni come il padrino del PC gaming, colui che ha dato nuova linfa vitale a un mercato che sembrava destinato al declino.

È famoso per aver odiato a morte l'architettura di PS3 definendola come un "disastro totale oltre ogni limite, il contrario di ciò che vogliono gli sviluppatori", e per aver descritto Windows 8 (ma riferendosi in particolare al Windows Store) come una "grande catastrofe per il mondo PC".

Non tutti sanno che Gabe Newell, quando studiava ancora all'università, incontrò l'allora Business Manager di Microsoft, Steve Ballmer, che lo convinse a lasciare Harvard per lavorare proprio in Microsoft. Un'esperienza simile a quella capitata allo stesso Bill Gates, che lasciò Harvard per fondare l'azienda che lo rese l'uomo più ricco del mondo. Gabe Newell lavorò a Redmond per ben 13 anni riuscendo ad accumulare una grande fortuna.

Alla fine lasciò Microsoft per fondare insieme a un suo ex-collega (Mike Harrington) la Valve Corporation. Era il 1996 e di lì a poco quella azienda sarebbe diventata famosa per lo sviluppo di uno degli FPS più influenti di tutti i tempi: Half-Life, vincitore di oltre 50 premi GOTY ed eletto nel 1999 da PC Gamer come "Miglior gioco per PC di sempre".

Cosa sono le Steam Machines?

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Oramai tutti abbiamo sentito parlare almeno una volta delle SteamBox (ufficialmente Steam Machines) di Valve, progetto ibrido PC/Console che promette di coniugare la semplicità di utilizzo delle macchine da salotto, ai vantaggi del PC da scrivania. Le SteamBox saranno basate su SteamOS, sistema operativo aperto basato su Linux; e potranno contare su Steam, una potente piattaforma molto apprezzata dagli utenti PC.

Gabe Newell è convinto che i sistemi aperti siano il futuro di un mercato che sta andando incontro a profonde trasformazioni. Più di dieci anni fa, quando lanciò Steam, Gaben parlò dell'importanza fondamentale di internet e del Digital Delivery per il mercato dei videogames e di come avrebbero piano piano soppiantato le vendite dei giochi retail. Venne preso per un pazzo delirante.

Ma sappiamo tutti com'è andata a finire: adesso Steam è in assoluto la prima piattaforma di digital delivery su PC e può contare su oltre 75 milioni di utenti registrati.

"I giorni peggiori per lo sviluppo di giochi furono quelli delle cartucce NES. All'epoca avevi tutti quei giochi accatastati da qualche parte in un magazzino. Ora è l'estremo opposto, possiamo mettere qualcosa su Steam e distribuirlo a tutte le persone del mondo. Steam non ha limitazioni di spazio come gli scaffali."
— Gabe Newell

Quali sono i vantaggi di una Steam Machine?

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1. Steam. Una comunità che conta oltre 75 milioni di utenti; possibilità di usufruire gratuitamente di tutti i servizi ad essa collegati: chat, gruppi, cloud, achievements, workshop, multiplayer online.

2. Family Sharing. Usando SteamBox è possibile condividere la libreria dei giochi con una lista di persone a scelta (simile alla soluzione che voleva introdurre Microsoft in Xbox One).

3. In-Home Streaming. Se già si possiede un PC, è possibile usufruire di tutti i giochi in streaming casalingo. Il gioco può essere trasmesso tramite la rete domestica direttamente a un qualsiasi altro dispositivo della casa, così da poter giocare, ad esempio, a tutti i giochi installati sul PC, anche sulla TV del salotto, utilizzando una comoda intefaccia studiata per il controller.

4. Piattaforme unificate. Tutti i giochi acquistati sullo Store, sono disponibili su qualunque tipo di dispositivo, che sia una SteamBox, un portatile o un PC casalingo.

5. Abbattimento dei costi. Su Steam sconti del 75%, fino al 90%, sono prassi comune. Questa politica aggressiva dei prezzi sarebbe un terremoto per il mercato console attuale, che per adesso vive ancora di mercato retail, con poche finestre di sconti e prezzi dei giochi intorno ai 60/70€.

6. Hardware upgradabile. Le Steam Machines, pur essendo pensate per il salotto e per essere semplici da utilizzare come una console, sono pur sempre basate su normali GPU acquistabili in qualsiasi negozio di hardware; per questo sarà permesso (la scelta è però a discrezione dei produttori) di aggiornare la scheda video o altre componenti di sistema. Questo implica la possibilità di poter potenziare la console senza costringerci ad aggiornare l'intera macchina o aspettare la generazione successiva.

7. Linux e OpenGL. Windows utilizza le DirectX proprietarie. Questo significa che il loro destino è affidato unicamente alle mani di Microsoft, che, per preservare la sua posizione dominante, non le rende disponibili su GNU/Linux, costringendo i PC gamer a utilizzare un SO windows-based. Non solo, le OpenGL sono cross-platform, cioè consentono agli sviluppatori di ottimizzare e sviluppare i giochi per ogni tipo di piattaforma utilizzando le stesse API.

E gli svantaggi?

Mi viene in mente soltanto: Linux e OpenGL. Esatto; anche se è possibile installare tranquillamente Windows su qualsiasi Steam Machine, questo andrebbe completamente contro la loro filosofia, rendendo vacua la loro esistenza. Per adesso, essendo la maggior parte dei giochi basati solo su DirectX, la Steam Machine non riuscirebbe a eseguire nativamente tutti i giochi, limitando la scelta a quelli compatibili con Linux. Tuttavia c'è da tenere in considerazione che Valve sta lavorando a ToGL, un Transaction Layer che consente di convertire le istruzioni direct3D in OpenGL. Al momento lo sviluppo è in fase embrionale e consente la compatibilità solo con D3D9 (niente Dx10 e Dx11, figuriamoci Dx12).

[mks_pullquote align="right" width="300" size="24" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]Purtroppo le DirectX, come Windows, sono monopoli de facto[/mks_pullquote]

Purtroppo le DirectX, così come Windows, sono diventati monopoli de facto. Dal punto di vista funzionale le OpenGL offrono le stesse potenzialità offerte dalle DirectX, ma queste ultime sono più semplici da implementare, proprio perché, grazie agli investimenti milionari di Microsoft, riescono a offrire miglior supporto, migliori tools e miglior documentazione.

Con l'uscita delle DirectX 12 le OpenGL si troveranno ancora di più in difficoltà: bisognerà riscrivere il codice per adeguarsi alle potentissime concorrenti. Sarà dura, anche perché la comunità dell'Open Source non dispone delle immense risorse finanziare di cui può disporre Microsoft, ma Valve ha già dichiarato di essere pronta a impegnarsi schierandosi in prima linea. Le acque cominciano a muoversi e le OpenGL non sono più l'unica alternativa da prendere in considerazione (Qualcuno ha detto Mantle?).

"Le misure restrittive fanno incazzare inutilmente i clienti. Gli sviluppatori perdono sulle vendite proprio a causa di queste misure [...] Ci si dovrebbe concentrare sul garantire ai clienti la miglior esperienza possibile e pensare a modi di creare valore per loro, piuttosto che rendergli la vita difficile".
— Gabe Newell

Conclusioni

Dove ci porterà il futuro? Purtroppo nessuno ha la sfera di cristallo e ora come ora il cielo è oscurato dalle nubi. Alla sua nascita nessuno avrebbe scommesso un centesimo su Linux; invece è riuscito a ritagliarsi una grossa fetta di mercato, diventando il sistema operativo più utilizzato in ambito server, embedded e mobile (Android).

Gabe Newell non è un benefattore, è un imprenditore che ha come scopo quello di portare nuovi utenti a fare acquisti su Steam e accrescere il fatturato, esattamente come qualsiasi altra società capitalistica; che sia Valve, Google o Microsoft. Questo lo sappiamo tutti. Tuttavia Gaben ci sta indicando una prospettiva, un sogno meraviglioso che potrebbe diventare realtà; un sogno che abbatte barriere e restrizioni, che tenta di oltrepassare confini che prima erano invalicabili: la "piattaforma unica".

Macchine differenti, un'unica filosofia che pone al centro dell'attenzione gli interessi dei giocatori e non soltanto quelli sovrastrutturali che tutti, sonari, boxari, nintendari o Pcisti, sono stati costretti a subire in questi anni.