[mks_dropcap size="90" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]Q[/mks_dropcap]ual è la reazione giusta all'annuncio di Assassin's Creed Rogue? Qual è la risposta migliore alla presentazione un po' frettolosa della "rinascita" del primo Resident Evil? Quale il modo migliore di comportarsi di fronte a queste due rivelazioni che snobbano in maniera clamorosa e offensiva la Gamescom 2014 ormai alle porte?

Ho aspettato un paio di giorni prima di dire la mia, nel (vano) tentativo di somatizzare al meglio, di capire quali possano essere le ragioni che hanno portato a un simile scempio comunicativo.

Da un lato abbiamo Capcom, che ci ha abituato a riedizioni su riedizioni - evito di entrare nel merito perché non è questo il punto, oggi - in maniera tale da non far più notizia. Il secondo rebirth di Resident Evil, dello stesso Resident Evil, ci stava passasse un po' più in sordina. Che non venisse reclamizzato troppo non per una questione di vergogna (consideratelo quanto e come volete, ma è comunque un lavoro e va rispettato a tutto tondo) ma per una mera logica di mercato: lo annunciamo quatti quatti, lo promuoviamo un paio di mesi prima del lancio e poi lo portiamo sugli scaffali, come quei giochi che di cui ignori - persino tu che ne sei appassionato - l'esistenza fin quando non li vedi a magazzino. Sarà triste ma per me, torno a dirlo, ci sta.

Ci sta a maggior ragione perché la nostra Capcom tanto nostra non è: ha un evento casalingo ormai alle porte, ossia il Tokyo Games Show, ed è probabile che voglia esporsi lì piuttosto che nel Vecchio Continente. La sua presenza in Europa è risibile se non nulla, pertanto un comunicato in anteprima, qualche immagine preparata non dico in fretta e furia ma quasi, e tutti felici.

[mks_pullquote align="right" width="300" size="24" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]Ditemi voi che senso ha portare alla luce in questa maniera Assassin's Creed Rogue[/mks_pullquote]

Ma Ubisoft? Ditemi voi Ubisoft che scusa ha per quell'annuncio di due giorni fa, la presentazione con uno scarno comunicato stampa, un trailer insignificante... Ditemi voi che senso ha portare alla luce in questa maniera Assassin's Creed Rogue, il nuovo episodio di una serie multi-milionaria. Quando poi, da sviluppatore e publisher, hai una ramificazione mondiale da far paura alla Nike di turno e hai il tuo quartier generale a Parigi, non troppi kilometri dalla Germania.

Insomma, la Gamescom è stata ancora una volta snobbata, ma dubito che questo evento abbia delle colpe. Quella di Colonia - lo testimonieremo con il miglior coverage possibile dalla fine di questa settimana - è una fiera in crescita costante e che poco ha da invidiare alla "cugina" losangelina, l'E3. Se non il supporto che le viene offerta dai padroni di casa.

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Giustamente, gli editori usano tutti i loro assi nella manica in casa propria: negli Stati Uniti, dove appunto gran parte di chi produce e pubblica ha sede, o comunque dove esistono filiali radicate sul territorio e potenti al punto (quasi) da poter fare a meno della "madre" - penso a SCEA, penso a Nintendo of America. Perché questo non avviene anche dalle nostre parti?

Quando qualche giorno fa, nell'entusiasmo e nel fervore dei preparativi, il caro Felice Di Giuseppe mi ha sottoposto un paio di numeri estremamente interessanti sulla Gamescom. Chiedendoci cosa mancasse davvero all'evento tedesco, visto che ormai sul piano dei dati e delle statistiche il confronto con l'E3 non è più una chimera, azzardai un'ipotesi poi confermata dai fatti accaduti in questi giorni: la voglia, la volontà, le possibilità e il derivante supporto dei grandi nomi dell'industria videoludica.

Saranno le Ubisoft, saranno le Milestone, saranno le Koch Media e Deep Silver, saranno le Codemasters e tutte le altre realtà "locali" a dover decidere delle sorti di questa manifestazione: se farle fare il salto di qualità o relegarla, inevitabilmente, alla Gamescom di provincia cui abbiamo assistito negli ultimi dieci anni.