[mks_dropcap size="90" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]Q[/mks_dropcap]uesto articolo poteva essere molto corto. Per rispondere ad una ipotetica domanda: “Come ti è sembrato il gioco?” avrei potuto usare due o tre parole, ma non mi ritengo una persona scurrile e non l’ho voluto fare. Avrei potuto citare il Rag. Fantozzi e la sua caustica recensione de La Corazzata Potemkin, ma è troppo abusata e a me non piace seguire le cose mainstream.

Alla fine quindi, ho deciso di fare una normale recensione di un gioco di cui non si sentiva il bisogno: Light.

Light è uno stealth game indipendente sviluppato da Just a Pixel, studio londinese con un anno di vita, e pubblicato da Team 17 Digital, che tutti noi conosciamo per la mai dimenticata serie di Worms.

Non è facile sfuggire alle guardie.
Non è facile sfuggire alle guardie.

La trama del gioco ci vede nei panni di un quadratino luminoso che rappresenta il nostro personaggio, un uomo che ha perso la memoria. Dopo esserci risvegliati in un luogo strano, ma stranamente familiare secondo quello che ci raccontano i messaggi di testo, ci accorgeremo subito che qualcosa non quadra e indizio dopo indizio, sgusciando tra i vari livelli, scopriremo sempre più dettagli sulla vicenda riguardante un oscuro complotto su scala mondiale che dovremo ovviamente sventare. È questo il pretesto narrativo che ci fa calare negli spigolosi panni dell’avatar di gioco. Passando all’azione, le fasi di esplorazione si svolgono seguendo tre punti che sono anche il sottotitolo del gioco stesso: sguscia, sabota, ruba.

[mks_pullquote align="right" width="300" size="24" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]Quello che colpisce di Light è lo stile grafico[/mks_pullquote]

In Light infatti si susseguono una serie di livelli in cui dovremo raggiungere determinati obbiettivi per avanzare a quello successivo. Spesso si tratta hackerare una serie di PC o trovare degli indizi per scoprire nuovi dettagli della trama per poi fuggire, il tutto mentre le guardie pattugliano la zona pronti a porre fine alla nostre infiltrazioni sparandoci senza pietà.

Il gameplay è decisamente semplice, con i tasti W A S D ci si muove negli spazi di gioco con la possibilità di interagire con alcuni elementi ambientali, come i terminali da violare per sbloccare le porte che danno accesso alle nuove aree. La natura furtiva di Light è accentuata inoltre dal fatto che non esiste nessun modo per combattere i nemici, se non la possibilità di stordire le guardie con la barra spaziatrice per rubare loro i vestiti. All’interno dei livelli oltre alle guardie sono anche presenti telecamere ed altri “personaggi” (parliamo sempre di quadratini) che non si allarmeranno per la nostra presenza, almeno finché non commetteremo degli atti particolari come aggredire le guardie.

Nessun checkpoint, se si sbaglia si ricomincia da capo.
Nessun checkpoint, se si sbaglia si ricomincia da capo.

Quello che veramente colpisce di Light però, diventando anche uno dei pochi punti di forza del gioco, è lo stile grafico. Voglio fare una premessa al riguardo: non apprezzo molto lo stile minimal nei videogiochi, ritengo che spesso sia una scusa per saltare a piè pari la fase di design estetico del gioco, vuoi per la mancanza di risorse o per una pigrizia intellettuale. Per la serie: “Non so cosa fare o non posso fare nulla, buttiamola sul minimal chic”. Nonostante questo, devo ammettere che Light ha i suoi pregi: tra lo stile grafico futuristico, la palette di colori elettrici e soprattutto la minima colonna sonora che ci accompagna, l’esperienza di gioco resta qualcosa di gradevole per tutta la sua esigua durata.[mks_pullquote align="right" width="300" size="24" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]Il gioco ci si mette di impegno per farsi odiare[/mks_pullquote]

Fino a qui si direbbe che Light sia un prodotto dalle grandi potenzialità. Sì, se non fosse che il gioco stesso ci si mette di impegno per farsi odiare. Se i pochi elementi stealth proposti da Just a Pixel basterebbero per creare un gioco almeno discreto, è la realizzazione finale che lascia a desiderare.

L’intelligenza artificiale del titolo non è ben calibrata e soffre di gravi bug, come le guardie che avvertono la nostra presenza ben al di fuori del loro campo visivo, e se si prova a nascondersi dietro ad un muro è inutile visto che di fatto vengono considerati trasparenti dai nemici – non sarebbe neanche strano se ci fosse una qualche motivazione a livello narrativo -.

Ci sono anche personaggi non ostili nei livelli.
Ci sono anche personaggi non ostili nei livelli.

Abbiamo accennato inoltre al fatto di potersi travestire da guardia, idea bellissima ma inutile visto che le guardie ci riconoscono sempre come dei nemici, anche senza che l’allarme sia scattato. Considerato che il gioco già di per se non è facilissimo, dover ricominciare da capo il livello dopo lunghissimi minuti di pianificazione e evoluzioni furtive per colpa di un bug del genere, farebbe spazientire anche il giocatore più rilassato. Una volta ad esempio è capitato di rimanere incastrati in un angolo e dover riavviare il gioco. Non è un episodio che può svalutare il titolo visto che è stato sporadico, ma ritengo che sia necessario se non altro menzionarlo.

Per tirare le somme Light è un prodotto assolutamente acerbo, che meriterebbe un voto ben peggiore se non fosse stato sviluppato da un piccolo studio indipendente, con tutto quello che ne consegue nella valutazione del lavoro di Just a Pixel. Sottotono, poco ispirato nel gameplay che tratta tematiche e meccaniche viste e riviste, si riprende un pochino sulla questione narrativa, la trama infatti intriga e spinge ad andare avanti per scoprirne sempre di più. Oltre ai difetti sopracitati e alla mancanza generale di ispirazione, escludendo il lato artistico se non altro gradevole, grava come un macigno la longevità del gioco al limite del ridicolo.

Potrebbe non essere un problema per chi è abituato alla filosofia dei giochi indipendenti - sono pochi infatti i titoli indie che si completano dopo lunghe sessioni - ma per portare a termine i dodici livelli di Light impiegherete meno di un’ora. Io ho impiegato precisamente 52 minuti. Aggiunto al fatto che viene venduto su Steam a 11,99 €, tutto ciò rende Light un prodotto che sconsiglio, a patto di non essere dei fan estremamente sfegatati dello stile minimal e dei giochi stealth, ma anche in quel caso vi consiglierei di attendere i saldi della piattaforma Valve.

[mks_dropcap size="52" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]5[/mks_dropcap]

Light è disponibile per PC, Mac e Linux. Abbiamo realizzato la nostra recensione con un codice PC fornito dallo sviluppatore.