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Once upon a time, I had somebody that I cared about. It was a partner. Somebody I had to look after. And in this world, that sort of shit's good for one thing: Gettin' you killed." Questo è Bill, il cognome è sconosciuto. Come John Doe, questo è Bill. Bill è una lezione di vita.

Una dichiarazione d'amore, di amore in ogni sua forma.Un realista e un monito leopardiano, questo è un personaggio meraviglioso, questo è The Last of Us e questa è Naughty Dog.

Signori miei, benvenuti. Oggi andrò a ruota libera, tra sette giorni sarò alla Gamescom e sinceramente non ho voglia di parlarvi di nulla... così vi racconto una storia, o una dozzina, oppure una sola, bah, vediamo dove arrivo. Era Sabato, stavo male, malissimo, sentivo di non respirare, così presi Giogiò, la mia migliore amica, e ce ne andammo per due giorni in costiera. Lì mi tornò un pochino il respiro, sentivo l'aria con gli occhi gonfi, il bruciore, ragazzi, il bruciore, Dio mio, era insopportabile. Il giorno dopo mi chiamò Danilo, un amico fraterno, parlammo di videogiochi per una mezz'ora, io avevo davanti il mare, avrei potuto pensare ad altro... invece pensavo alle 100 stelle di Super Mario 64, a Zelda: Ocarina of Time, pensavo ad Uncharted, pensavo a Heavy Rain, a David Cage, pensavo a Max Payne, pensavo a Alan Wake, pensavo alla narrazione, ovviamente pensavo a Kojima e a MGS.

Era il 2005, era marzo, le cose non andavano bene. Non fraintendetemi, ragazzi, non sono un depresso del cazzo, anzi facendo il conto sulla bilancia i sorrisi per me vincono sulle lacrime, ma certe cose devo raccontarvele per arrivare a un punto. Era il 2005 e usciva Snake Eater. Ora dovete dirmi una cosa, quanti di voi credevano che si potesse fare a meno di Solid? Ecco, nessuno, me compreso... mi chiusi in me stesso per un mesetto, giocavo solo a Snake Eater, e sapete cosa? Uscì da me stesso, dopo aver finito quel capolavoro, dopo aver consumato quel disco io diventai migliore, io devo un favore a Kojima perché mi ha reso un uomo migliore.

[mks_pullquote align="right" width="300" size="24" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]Quel gioco mi fu regalato, ovviamente su mia richiesta, da una persona molto importante per me[/mks_pullquote]

Quel gioco mi fu regalato, ovviamente su mia richiesta, da una persona molto importante per me, una persona che andò via per sempre qualche anno dopo, non una donna, un parente che credeva in me anche se a 18 anni avevo bisogno di rinchiudermi in casa per i videogames, e a dire il vero tanto male non sono venuto su. Ora quel disco è custodito da un'altra persona a me molto cara, c'è una dedica, una dedica che ho scritto io, e mi sento benissimo pensando che un giorno possa aprire anche la sua di mente. In quella dedica c'è scritto solo "ti amo".

Cos'è "amore" per noi videogiocatori? Nulla di particolare, ragazzi, non siamo diversi e sono settimane che combatto contro i mulini a vento per farlo capire, e dovesse costermi la vita, quei cazzo di mulini a vento li farò a pezzi. Per me "amore" è un gioco di parole, una semplice combinazione tra "amo" strumento a cui si abbocca e "re", sensazione che si prova... cazzate, direte, ma provate a riflettere. Intanto io vi racconto un'altra storia.

È una storia che è ambientata mille anni fa o tra mille anni, parla di Re Topolino e un ragazzo, Sora, che deve salvare il mondo, anzi no, portarvi l'equilibrio. Quel gioco, non ne menziono il nome ché tanto avete capito benissimo, lo comprai la mattina di Natale e mi fece passare il miglior Natale del mondo. Lo giocavo in contemporanea con Danilo, l'amico che ho citato prima, e ancora oggi se parliamo di quel piccolo capolavoro ci scivola una lacrimuccia giù per la guancia. Riflettete anche su questo...

[mks_pullquote align="right" width="300" size="24" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]È una storia che è ambientata mille anni fa o tra mille anni, parla di Re Topolino e un ragazzo, Sora[/mks_pullquote]

Io ne racconto ancora una, una storia che parla di un ragazzo che va a Colonia, un ragazzo che va a Colonia e non ha nulla da lasciare qui. Quel ragazzo vedrà cose incredibili, quel ragazzo sarà al Gala di Metal Gear Solid e sentirà parlare Mr. Kojima in persona. Quel ragazzo, se sarà fortunato, potrà ringraziarlo, quel ragazzo guarderà il volto stranito del game designer: "ma grazie di cosa?" - "grazie di tutto". Di tutto, grazie perché grazie a te ho superato un momento di merda, e grazie a te ne supererò un altro. Big Boss diventa un demone, ci fa da padre, e nei padri espiamo i nostri peccati e le nostre colpe, per tornare puliti, candidi, ma segnati da mille cicatrici.

Intanto quel ragazzo ora gioca a The Last of Us, da solo, e da solo comprenderà il senso di un opera talmente immensa da avere il dono di poter cambiare l'umanità. Amici miei, avete capito dove voglio arrivare? No? Bene, ve lo dico io: i videogiochi, oltre ad essere tutte le belle cose che ho elencato in queste settimane, sono un rimedio per la solitudine, un modo di uscire dal guscio, una terapia contro la tristezza; i videogiochi ci raccontano storie che i libri che leggiamo, i film che guardiamo non potrebbero mai approfondire e sapete perché?

La risposta è nell' intro di Spec Ops: The Line: "con la partecipazione speciale di: TE" quel 'te' siamo noi, tutti noi, popolo solitario, diviso da mille battaglie e unito in una grande passione... amici miei, i videogiochi hanno curato la mia tristezza, la mia rabbia e la mia solitudine, e spero che potranno curare la vostra tristezza, la vostra rabbia e la vostra solitudine. Chiudo con un dialogo amalfitano tra me e Giogiò:

Io: che scrivo nel blog di martedì?
Giogiò: qualcosa ti verrà in mente...

Vi auguro la pace, e perdonate il mio flusso di coscienza. Voi auguratemi buon viaggio verso Colonia, altrimenti non vi faccio vedere neanche una foto di The Order: 1886 e Quantum Break. State bene, giovani, state bene.