[mks_dropcap size="90" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]E[/mks_dropcap]ccoci di nuovo con Rumor Control, arrivata alla pubblicazione numero 9 da quando siamo approdati su TMAG. Questo numero sarà anche l’ultimo di questo periodo estivo, con la rubrica che ripartirà regolarmente da settembre, diventando un appuntamento fisso settimanale che tratterà, come di consueto, tutti i rumor e approfondimenti delle console di Microsoft.

Questa settimana faremo una breve sintesi di quanto sta accadendo nell’ultimo periodo a Microsoft e, soprattutto, a Xbox One.

La nuova console venne annunciata lo scorso maggio del 2013, presentata dall’allora vecchia dirigenza capitanata da Don Mattrick, ex di Electronic Arts.

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Xbox One doveva essere un “all in one system”, racchiudere cioè in un'unica piattaforma diversi media, come quello ludico, televisivo, Internet, intrattenimento per la famiglia e via discorrendo. Alla presentazione mancarono i giochi e tutto l’evento si basò sull’ormai famoso TV-TV-TV-Sport-TV-TV-COD. La vecchia guardia di fan rimase non male, malissimo! Va bene una nuova visione di intrattenimento, ma quello che chiedono i giocatori console sono videogiochi, non app né tantomeno show televisivi. Poi la botta del prezzo: 499 euro poiché il primo bundle era composto da Xbox One più Kinect, quest’ultimo obbligatorio e visto come parte integrande dell’offerta.

[mks_pullquote align="right" width="300" size="24" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]L’annuncio di Xbox One fu un flop colossale[/mks_pullquote]

Rispetto a PS4, mostrata a febbraio del 2013, l’annuncio di Xbox One fu un flop colossale, reso ancor più ridicolo da un E3 2013 basato su altre scelte discutibili: DRM, impossibilità di prestare i giochi su supporto fisico, always-online che obbligava a collegarsi al Live almeno una volta ogni 24 ore, assenza totale verso gli sviluppatori indie e, ancora una volta, una console strettamente legata al medium TV. Una situazione inaccettabile per i fan di Xbox che si scagliarono apertamente contro Microsoft, Xbox One e la divisione Xbox. Di Xbox 360 non era stato ripreso nulla e la nuova visione cozzava direttamente con quanto di buono fatto con la precedente console. Cosa avrebbe dovuto incarnare Xbox One?

Inoltre l’intera campagna di marketing fu contradditoria, poco precisa e spesso non efficace. Si creò così tanta confusione attorno al nuovo progetto che, pre-order alla mano, Microsoft fu costretta a rivedere tutto il progetto iniziale. Venne così allontanato Mattrick, autore del disastro di One, e messo a capo Phil Spencer, ex boss di Microsoft Studios. La vecchia dirigenza messa in formalina e si allestì la nuova visione di Xbox One. Come vi avevamo indicato in un vecchio RC, Spencer stava lavorando ad una trasformazione mediatica e contemplando la rivoluzione di Xbox, partendo dal basso ed eliminando ogni riferimento a quel maledetto maggio-giugno scorso.

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I videogiocatori esigono i “Games”, tutto il resto è puramente accessorio: Spencer, da hardcore gamer che è, era conscio di tutto quello che voleva il pubblico Xbox, era consapevole del successo di Xbox 360 ed era l’uomo più vicino alla community.

In pochi mesi il buon Phil ha portato alla ribalta un progetto altrimenti destinato a fallire: via Kinect obbligatorio, via Kinect da dentro la confezione (e creazione di due bundle, Xbox One con e senza Kinect), via DRM sull’usato, via Always-online, via abbonamenti Gold multipli per utilizzare la console con più account, fondazione di ID@XBOX per riavvicinarsi agli sviluppatori in erba  fondazione e ristrutturazione di studi interni, abolizione di Xbox Entertainment Studio (addetti ai progetti extra ludici come documentari, film, serie TV; tutto il lavoro verrà fatto da Microsoft Studios), riduzione di reparti poco utili, investimenti massicci su AAA games, incentivi per le software house più piccole, collaborazioni con team esterni, esclusive e contenuti in anteprima, integrazione sempre maggiore di SmartGlass.

[mks_pullquote align="right" width="300" size="24" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]Venne così allontanato Mattrick, autore del disastro di One, e messo a capo Phil Spencer, ex boss di Microsoft Studios[/mks_pullquote]

“La gente da Xbox vuole i giochi, e questi porteremo”, ci confidò Spencer. E così partì il progetto attuale che state vivendo ogni giorno voi utenti: Microsoft ora è molto più attenta ai fan, più vicina alla community, sempre attiva, di Xbox e sempre disponibile ad ascoltare critiche costruttive.

La storia è poi recente, con Xbox One ora a 399 euro senza Kinect, più offerta di bundle con i giochi, sconti, Games with Gold anche sulla nova console, il Preview Program per testare e notificare eventuali bug/consigli sui nuovi aggiornamenti di sistema e un sacco di nuovi progetti che bollono in pentola. In più il recente E3 2014 ha riportato sotto i riflettori Xbox One, ora più “ammirata” dai media che sembrano essere meno negativi con questa console.

Di lavoro da fare ce ne è ancora molto, ma siamo sulla giusta strada ed articoli provocatori e faziosi come quelli di Edge (ricorderete il titolo PS4 sarà l’unica nuova console che acquisterete…) o di Kotaku (Xbox One è un disastro) non se ne leggono in giro da tempo, a parte ancora qualche strascico di resolution-gate, ma sta per concludersi anche questo.

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Il problema della One è che è stata lanciata anche troppo presto sul mercato, forte di una nuova struttura hardware ma non sfruttata dai dev-kit e, soprattutto dagli sviluppatori. Anche in questo contesto la situazione è drasticamente migliorata, grazie all’arrivo di nuovi kit di sviluppo che utilizzano anche il 10% di risorse della GPU, del 5% della CPU, a chi non intende utilizzare Kinect (che rimane però operativo nelle funzionalità di base): un esempio lampante su tutti è dato da Destiny, in grado di girare a 1080p anche su One e senza compromessi tecnici, al pari di PS4.

Il fatto di Destiny è emblematico, basti vedere come ha reagito il pubblico, che vedeva prima un Destiny eccezionale sotto il profilo visivo, ora un po’ meno vista la parità prestazionale con Xbox One. Siamo alle solite: esaltano anche indie che girano a risoluzione superiore (Trials Fusion a 1080p su PS4, 900p su One) e si tirano indietro quando su titoli più performanti non ci sono differenze di sorta (Destiny, Sniper Elite 3, Wolfenstein: The New Order ecc.) additando incompetenze dei dev o, nel migliore dei casi, “titolo cross-gen che non sfruttano il potenziale di PS4”, come si legge sempre più spesso su NeoGaf, per esempio. La realtà è tutta l’opposta ed è One che soffre di conversioni poco ottimizzate visto il suo hardware innovativo, chiave di svolta di future produzioni in ambito GPU per PC (Carrizo di AMD, per dire).

[mks_pullquote align="right" width="300" size="24" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]One soffre di conversioni poco ottimizzate per il suo hardware innovativo[/mks_pullquote]

Ora il vento è cambiato e lo dimostrano tutte le nuove produzioni, con le software house che hanno scelto Xbox One come piattaforma di riferimento (Assassin’s Creed: Unity mostrato da Ubisoft su One in occasione del Comic-Con di San Diego e alla vecchia GDC 2014, Call of Duty: Advanced Warfare con la stessa prassi, The Division, The Witcher 3, Dragon Age: Inquisition e moltissimi altri titoli in via di sviluppo).

Inoltre la super potenza di PS4 inizia a perdere di credibilità, già minata dai recenti fatti di Killzone: Shadow Fall (non gira a 60 frame solidi, e quando ci gira è sotto i 1080p, come nel multiplayer), Watch Dogs (a 900p e non 1080p), Battlefield: Hardline (beta non a 1080p), la pochezza di The Order: 1886 (800p), il frame rate di 30fps per il racing game di punta (Driveclub), il frame rate incostante e ballerino di Tomb Raider: Definitive Edition, Murdered: Soul Suspect, The Last of Us: Remastered (30 fps solidi e miglior accuratezza delle ombre, 60 fps incerti e qualità visiva inferiore), gli ambienti vuoti  e spogli di Infamous: Second Son (sempre a 30fps poi…).

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Tutta la superiorità di GPU e GDDR5 ancora non si è vista e se è vero che One è partita con l’handicap (multi castrati nella risoluzione nativa), il gap si è andato via via colmando, in attesa sempre delle DirectX 12, viste come l’intercooler della console di Microsoft.

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Anche le recenti dichiarazioni di Yoshida, capo di Sony Wolrdwide Studios hano fatto storcere il naso ai fan di PlayStation, con la casa nipponica che vuole puntare su Realtà Virtuale (Project Morpheus) indie game e lasciando meno spazio proprio ai titoli tripla A tanto decantati, dimenticandosi anche degli aggiornamenti della console.

La mancanza di giochi si inizia a far sentire e lo zoccolo duro sta inveendo contro Sony.

Dall’altra invece abbiamo una Microsoft che sta facendo le cose per bene, facendo tornare gli indie sulla One grazie al progetto ID@XBOX in maniera da ottenere anche preziose esclusive a tempo indeterminato: Ori and the Blind Forest e Cuphead su tutti.

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Ma non solo: un servizio Live che conta 300.000 server attivi, server dedicati, Azure per il cloud computing (vedere Cloudngine e Crackdown 3), esclusiva con sviluppatori nipponici come Scalebound di Platinum Games o 5bp, un controller costato 100 milioni di dollari e visto da molti come il miglior pad in assoluto, nuove strategia come l’EA Access che permette, solo per i possessori di One, di avere l’accesso anticipato di tutti i giochi di Electronic Arts, sconti, titoli vecchi gratuiti semplicemente sottoscrivendo un mini abbonamento (mensile o annuale). La cosa non è andata giù a Sony e ai soliti “gaffiani”.

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In più i “games, games, games…” che iniziano a fioccare, molti dei quali in esclusiva e sviluppati dai team interni. Da qui, infatti, i nuovi rumor:

  • Il remake di Killer Instinct 2 su One è più di una voce di corridoio: annuncio alla Gamescom di Colonia. Attendibilità 80%
  • Rare sta lavorando a Conker per Xbox One, la cui uscita è fissata per il 2016. Il gioco sfrutterà nativamente le DX12 e si potrà godere di una grafica in stile computer graphic. L’annuncio è ancora lontano, ma segnalatevi questa indiscrezione.  Attendibilità: 90%
  • L’aggiornamento di sistema di novembre incorporerà il Family Sharing, tanto decantato al reveal della console ma poi eliminato assieme ai DRM. Microsoft sta lavorando a questa interessantissima opzione che consentirà di scambiare e usufruire della stessa libreria di giochi digitali anche con gli amici. Attendibilità: 90%
  • Un paio di annunci alla GamesCom 2014 per due nuove IP dirette a One, Sono ancora top secret, ma dovrebbero riguardare un action game e un simil-strategico. Attendibilità: 75%
  • Cortana su One dovrebbe debuttare entro fine anno, grazie alle universal app su cui Microsoft sta lavorando. Attendibilità: 85%
  • Primo trailer di Gears of War alla GamesCom: un breve trailer in computer grafica e poco più. Attendibilità: 80%
  • Il nuovo capitolo di Saints Row debutterà su One e PS4, oltre che su PC. Annuncio alla GamesCom 2014. Attendibilità: 95%
  • Stesso discorso per il nuovo action game di Ninja Theory: previsto su console next gen. Attendibilità: 95%
  • Novembre e dicembre saranno la volta di nuovi kit che integreranno i primi asset delle DX12: i primi giochi a godere dei benefici delle nuove API arriveranno verso metà 2015. Attendibilità: 95%
  • Annuncio di due vecchie glorie Xbox, in rotta verso One. Non sappiamo ancora di quali titoli possa trattarsi ma l’annuncio è imminente. Attendibilità: 60%

Il futuro, altra cosa che ribadiamo da tempo, è tutto dalla parte dei videogiocatori Xbox, che possono finalmente contare su di un sistema versatile, potente, innovativo e dal numero considerevole di giochi in uscita. Anche produzioni di altissimo livello. E siamo solo all’inizio di questa gen. Il terreno perduto all’inizio si sta recuperando.

Hanno svegliato il gigante, e non è The Last Guardian…