[mks_dropcap size="90" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]P[/mks_dropcap]untuali come sempre eccoci con un nuovo appuntamento di Retrogems, la rubrica di chiacchiere videoludiche che ritorna indietro nel tempo per rivivere i giochi del passato.

Nell’appuntamento precedente abbiamo affrontato un titolo di certo rilievo: Baldur’s Gate. Visto che abbiamo trattato la fatica di Bioware con fin troppa serietà, pienamente giustificata vista l’importanza storica del prodotto, questa volta abbiamo deciso di rilassarci un attimo. In tema con le temperature estive e le serate in riva al mare, nel nuovo appuntamento di Retrogems parleremo di Donkey Konga.

DO THE KONGA!

Chi ha posseduto una o più console Nintendo sa cosa significa divertirsi genuinamente davanti ai videogiochi. Da sempre maestra del divertimento videoludico, da Mario Party – ne parleremo prossimamente - passando per Mario Kart e la serie di Super Smash Bros., la casa di Kyoto non si smentì neanche con Donkey Konga.[mks_pullquote align="right" width="300" size="24" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]Chi ha posseduto una console Nintendo sa cosa significa divertirsi genuinamente[/mks_pullquote]

Il gioco uscì a cavallo tra il 2003 e il 2004 per Nintendo Gamecube, precisamente i bonghi di Nintendo toccarono il suolo europeo il 15 Ottobre del 2004. Pubblicato da Nintendo e sviluppato dal team di Namco responsabile di Taiko Drum Master (Taiko no Tatsujin) per Playstation 2, Donkey Konga è un classico rhythm game che sfrutta la prorompente simpatia di Donkey Kong e soci.

L'accoglienza per il titolo fu più che positiva, Donkey Konga venne giudicato con una media voti piuttosto alta e un alto gradimento da parte del pubblico, in parte proprio grazie alla novità rappresentata dalla singolare periferica che accompagnava il titolo nei negozi: una coppia di bonghi. A contribuire ulteriormente al successo del titolo furono anche l'assenza di un rhythm game dal sapore "latino-americano", esperienza che ai giocatori mancava dal mai dimenticato Samba de Amigo per Dreamcast, oltre ad una tracklist abbastanza spumeggiante con alcune strizzate d'occhio ai fan con degli arrangiamenti di temi classici della storia di Nintendo.

Il gioco veniva venduto assieme alla periferica in bundle.
Il gioco veniva venduto assieme alla periferica in bundle.

PERFORMANCE A PORTATA DI TUTTI

Dicevamo che Donkey Konga è divertente e la domanda che vi state sicuramente facendo è: perché? Cosa lo contraddistingue da un classico rhythm game come ce ne sono a centinaia? Donkey Konga è semplice. Non la semplicità con cui siamo abituati ad avere a che fare ora, intesa come facilità di completamento del gioco, ma la stessa semplicità per cui battendo su una percussione si crea un suono, e continuando a batterci si crea una musica.

[mks_pullquote align="right" width="300" size="24" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]È questa la forza di Donkey Konga, la forza stessa della musica[/mks_pullquote]

È questa la forza di Donkey Konga, la forza stessa della musica. Giusto per citare un esempio illustre, mentre Guitar Hero – uscirà solo nel 2006 in Europa – farà del tecnicismo e dell’emulazione dell’esperienza di un chitarrista il suo punto di forza, Donkey Konga va alla radice della musica, cioè il genuino divertimento di cui sopra, grazie soprattutto alla semplicità dello strumento con cui si gioca.

Dopo averne parlato tanto è tempo di analizzare la periferica. Come avete visto da una delle immagini a corredo dell’articolo, i DK Bongos sono letteralmente la riproduzione dello strumento a percussione di origine cubana, gli input possibili sono ovviamente i due tamburi che si possono percuotere singolarmente o contemporaneamente, e un microfono che cattura il battito delle mani. Sulla qualità della periferica c’è poco da dire: realizzata in modo decisamente ottimo con un input lag inesistente e una solidità fisica del prodotto lodevole. Non che fosse una novità per Nintendo all'epoca, tanto per fare un esempio ricordiamo il mitico controller Wavebird ancora oggi con nostalgia.

Donkey Konga vi farà sudare le proverbiali sette camicie.
Donkey Konga vi farà sudare le proverbiali sette camicie.

LAST NIGHT A DK SAVED MY LIFE

Donkey Konga dicevamo è un classico rhythm game e il funzionamento è quello noto ai più. A schermo compaiono degli input a ritmo di musica, per cui bisogna percuotere i bonghi o battere le mani, talvolta anche “rullando” sui tamburi o applaudendo a lungo dove richiesto. Inutile dire come questa sia la formula per una serata tra amici vincente.

[mks_pullquote align="right" width="300" size="24" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]La tracklist del titolo è piuttosto variegata, ed è differente per ogni versione del gioco e mercato di riferimento[/mks_pullquote]

La tracklist del titolo è piuttosto variegata ed è differente per ogni versione del gioco, per andare ovviamente incontro ai gusti dei mercati di riferimento: in quella europea sono presenti più di 30 canzoni tra classici Nintendo arrangiati e canzoni della cultura pop e classiche. La qualità delle tracce è generalmente buona, con alcuni bassi: se il tema di Super Mario o “Louie Louie” restituiscono un feeling adeguato all’esperienza, canzoni come “Tubthumping” stonano un po’ con lo sbattere incessante sui bonghi e lo stile caraibico del titolo. Niente che possa compromettere l’esperienza di gioco, solo una sensazione strana che si avverte suonando certi brani.

Donkey Konga offre una esigua ma funzionale varietà di modalità di gioco. La Street Performance in cui si sceglie una canzone e si esegue, con la variante Jam in cui non appaiono a schermo gli input da premere e quindi si deve andare a memoria oppure a ritmo, e due modalità multiplayer chiamate Challenge e Battle. La prima è una sorta di survival musicale, in cui il giocatore che completa la serie di canzoni più lunga dell’altro vince, mentre Battle è una normale esecuzione uno contro uno, in cui di tanto in tanto appaiono dei pulsanti speciali (come il classico POW di Super Mario) che infastidiscono l’avversario.

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=R9awS7E0jDc[/youtube]

Inoltre con le monete guadagnate durante le partite, è possibile sbloccare delle versioni remix delle tracce presenti, di solito più complicate, e una serie di minigiochi che a dire il vero sono decisamente dimenticabili. Donkey Konga è un rhythm game decisamente impegnativo, per portare a termine tutte le canzoni al massimo della difficoltà – ce ne sono tre: Monkey, Chimp e Gorilla - ci vuole davvero molto tempo e pazienza, per la gioia dei giocatori musicisti che vogliono mettere alla prova il loro senso del ritmo.[mks_pullquote align="right" width="300" size="24" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]Dove il rhythm game di Nintendo e Namco pecca in extra e modalità di gioco, recupera in divertimento e giocabilità[/mks_pullquote]

Donkey Konga all’epoca mi divertì parecchio, talmente tanto che per il successo che il gioco aveva riscosso tra la mia combriccola di amici, fui costretto a comprare un secondo DK Bongos sborsando generosi euro, ma devo dire che ne valse decisamente la pena. Dove il rhythm game di Nintendo e Namco pecca in extra e modalità di gioco, recupera decisamente in divertimento e giocabilità e feeling generale dell’esperienza, colorata e fresca come solo su console Nintendo può succedere.

Piccola nota finale: successivamente a Donkey Konga seguirono Donkey Konga 2 nel 2005 che ebbe altrettanto successo di critica e pubblico, e Donkey Konga 3 che venne addirittura progettato prima del secondo capitolo, ed uscì sempre nel 2005 ma rimase dentro i confini nipponici e non raggiunse il resto del mondo.

Dopo questa ondata di atmosfera latina, vi saluto... e ci rivediamo tra due settimane con il prossimo Retrogems!