[mks_dropcap size="90" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]I[/mks_dropcap]l 17 luglio il PlayStation Network è stato messo a dura prova durante il suo primo grande appuntamento dall’avvento del multiplayer a pagamento: la beta di Destiny. Non che c’entri molto con lo giocare a pagamento (la versione di prova poteva essere scaricata e giocata quasi nella sua interezza senza disporre di un abbonamento al PlayStation Plus), ma la grande affluenza di utenza delle prime ore ha mandato in tilt i server di Sony, rendendo impossibile il download del launcher.

Non mi aspettavo una reazione del genere e devo ammettere di essere stato colto di sorpresa dal grosso interesse che l’utenza PlayStation ha dimostrato nei confronti della nuova epopea prodotta da Bungie. Sarà il fattore novità, sarà la forte spinta del lavoro del reparto marketing in atto da qualche mese, sarà che una grossa fetta dei giocatori in possesso di PlayStation 4 proviene da altri lidi, sarà che Destiny è un gran bel gioco…

Ecco, sarà pure particolarmente strano sentirlo dire da me che ci sono andato cauto con l’alpha di inizio giugno, ma è così: Destiny è un gran bel gioco e sono sicuro che le poche incertezze di questi giorni non intaccheranno minimamente l’esperienza finale.

destiny

Devo però ammettere che fino alla grande abbuffata del weekend le mie prime impressioni non avevano lasciato spazio all’entusiasmo. Poi è arrivata l’intuizione: dovevo farmi conquistare giocando in compagnia, trovando il giusto affiatamento con la mia squadra. Ed per questo che vi dico con certezza: potrete benissimo giocare come dei lupi solitari, ma credetemi, non è quella l’esperienza l’ideale che la software house di Seattle ha concepito per la sua più ambiziosa produzione di sempre. È stato ribadito a più riprese su diversi lidi: Destiny ha le carte in regola per consacrare definitivamente la concezione di MMO su console con le vesti di un genere tanto caro al gioco da divano, quello degli sparatutto in prima persona. Ed è proprio per questo che vi dico che quello di Destiny è un viaggio che va vissuto con la giusta compagnia, perché farsi rapire in questo modo dal suo universo sarà una passeggiata e la pacatezza generale del gameplay (e del  gunplay) non si farà sentire più di tanto.

Ecco, dopo svariate ore di gioco, è ancora questa una delle poche “critiche” che mi sento di muovere ai creatori di Halo: il feeling delle armi e l’annesso divertimento che si può provare sparando non ha del miracoloso. Destiny non è certo uno sparatutto puro, ma paragonandolo (è inevitabile, mi dispiace) ancora una volta a Borderlands, non faccio fatica a dire che ne esce con le ossa palesemente rotte. Da questo punto di vista continuo a credere che il lavoro di Gearbox sia decisamente una spanna sopra a quello di Bungie.

[mks_pullquote align="right" width="300" size="24" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]Quello di Destiny è un viaggio che va vissuto con la giusta compagnia[/mks_pullquote]

Non me ne vogliate, ma tra la poca differenziazione e caratterizzazione delle armi e alcuni discutibili scelte (la mira semi automatica è una di queste) è chiaro che il focus sia prevalentemente indirizzato su altri aspetti. Degli aspetti che sono intrinseci degli MMO o degli action in stile Diablo: la ricerca dell’armatura perfetta, del potenziamento devastante, del loot più raro o le centinaia di appaganti numerini su schermo. Una struttura che già ora funziona e certamente condannerà milioni di giocatori a migliaia di ore di gioco.

Parlando del PvP (il multiplayer competitivo, per gli amici che masticano solo sparatutto bellici e affini) continuo però a nutrire un po’ di riserbo dovuto al fatto che le caratteristiche del personaggio e le situazioni che affronterà nel PvE influenzeranno pesantemente il vostro andazzo nelle partite. Unificare i due percorsi è sicuramente giusto per l’identità e la continuità del gioco, ma in più frangenti ho pensato che l’equipaggiamento e i potenziamenti siano fin troppo sbilanciati. A volte c’è fin troppa discrepanza tra gli utenti, e non è detto che questa sia necessariamente legata alla loro bravura. La casualità e la fortuna che possono incorrere durante la costruzione e l'evoluzione dell'alter ego non sono certo il massimo per l’aspetto competitivo di uno sparatutto online. Ma c’è comunque la sensazione che, esattamente come successo in passato, la beta sia servita anche a rendersi conto di questo aspetto e che Destiny arriverà nei negozi con un bilanciamento differente e un matchmaking impeccabile.

Passando alla realizzazione artistica, non c’è alcun punto a sfavore che possa essere annoverato nel firmamento di Destiny. Stiamo parlando di un lavoro certosino e di gran classe che va a definire con carattere tutti gli aspetti del mondo di gioco. L’incredibile atmosfera che si respira, prendendo ispirazione da decine immaginari, riesce a costruire qualcosa che ha dell’incredibile già da ora, anche prendendo in considerazione il non strabiliante aspetto tecnico. Destiny non è un titolo che vi farà urlare al miracolo e spalancare la mascella per il graficone next-gen, Destiny è invece un gioco che raggiunge quei canoni con una realizzazione e una convinzione artistica (visiva e musicale) che supera tranquillamente la soglia dietro la quale sia ha a che fare con un vero e proprio masterpiece.

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E, alla stregua di quanto fatto con la concezione di gioco e la sua filosofia shared world, ci sono tutti i presupposti per creare un franchise persistente, di cui la prima iterazione sarà solo la punta dell’iceberg. Già immagino le dozzine di esperienze cross-mediali, gli spin-off (vi prego, datemi uno sparatutto con navicelle spaziali in stile StarFox!), le espansioni e i seguiti ancor più ricchi a cui andremo incontro tra qualche anno. C’è solo da tenersi ben saldi sulla sedia per evitare svenimenti, questa è cosa certa.

A poco più di un mese dalla release completa del gioco, questo appuntamento estivo con Destiny non ha fatto altro che convincermi della caratura della next big thing di Bungie dopo Halo. Una produzione immensa che metterà i piedi sul mercato coraggiosamente, conscia della sua natura e consapevole dei passi che sta muovendo per ridefinire non pochi canoni nel mondo dei videogiochi. E con questa forte convinzione e la bellezza del suo epico universo, solo delle grosse pecche e mancanze su più fronti possono scongiurare la sua riuscita.

Il 9 settembre se ne vedranno delle belle, ma per ora non possiamo fare altro che rimandare il nostro giudizio e tutti gli approfondimenti del caso all’immancabile recensione di fine estate.

Abbiamo provato la beta di Destiny in versione PlayStation 4 grazie a un codice ricevuto effettuando il preordine del gioco.