[mks_dropcap size="90" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]D[/mks_dropcap]opo lo straripante esordio - su Facebook non si è parlato d’altro per giorni - eccoci con un nuovo appuntamento della rubrica di retrogaming più chiacchierata della rete: Retrogems. A questo proposito voglio ringraziare la calorosa accoglienza che ci avete dato, nonostante il videogioco scelto per l’inaugurazione fosse a dir poco particolare. Nello scorso numero avevamo parlato infatti di Mad World, controverso picchiaduro a scorrimento per Nintendo Wii.

Oggi cambiamo decisamente genere ed epoca storica, con un filo di emozione che mi scorre tra le dita vi annuncio che sotto i riflettori ci sarà niente poco di meno che il leggendario Baldur’s Gate.

La pausa tattica permette di pianificare le proprie mosse durante uno scontro.
La pausa tattica permette di pianificare le proprie mosse durante uno scontro.

UNA GRANDE ANNATA

Se avete un paio di decine di anni da videogiocatore come me alle spalle, ricorderete senz’altro il 1998 come una delle annate più leggendarie dell’industria di sempre. Giusto per fare una carrellata veloce possiamo dire che nel 1998 Blizzard presenta per la prima volta Starcraft ed Epic Games annuncia il suo Unreal, Nintendo mette in vendita Game Boy Color e Sega si appresta a lanciare in Giappone il mai dimenticato Dreamcast, per non parlare poi di una delle pietra miliari del videogioco, che si appresta a scuotere le menti di videogiocatori ed addetti ai lavori per sempre: The Legend of Zelda: Ocarina of Time.[mks_pullquote align="right" width="300" size="24" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]Ricorderete senz’altro il 1998 come una delle annate più leggendarie dell’industria di sempre.[/mks_pullquote]

In tutto questo marasma di epicità videoludica, nel 1998 esce il titolo che ridefinirà per sempre il concetto di “gioco di ruolo occidentale”. Se per i JRPG esiste Final Fantasy come araldo del genere, dal versante occidentale degli rpg Baldur’s Gate è l’eccellenza a cui aspirare.

Un piccolo focus sugli sviluppatori: Baldur’s Gate è frutto del lavoro dei ragazzi di Bioware, studio che non ha di certo bisogno di presentazioni. Creatori di grandi successi come Neverwinter Nights, Star Wars: KOTOR e più recentemente le saghe di Dragon Age: Origins e Mass Effect. La canadese BioWare è stata fondata a Edmonton nel febbraio 1995 da Ray Muzyka, Greg Zeschuk e Augustine Yip che si erano laureati assieme in medicina alla University of Alberta. Utilizzando le nozioni base di programmazione apprese all'università e 100.000 dollari di loro fondi accumulati con i successi medici hanno dato inizio alla vita dell'azienda. Dopo un primo titolo nel 1996 chiamato Shattered Steel, si buttano nel 1998 allo sviluppo di Baldur’s Gate basando molta della progettazione sul celebre motto “L'obiettivo di BioWare è di creare i migliori giochi del mondo basati sullo sviluppo di una storia”.

Frase che troverà riscontro sempre più forte negli anni a venire con i sopracitati Dragon Age: Origins e Mass Effect, giochi che puntano moltissimo sulla componente narrativa, anche con collegamenti tra un capitolo e l’altro.

DALLA CARTA ALLA TASTIERA

Baldur’s Gate è il primo capitolo di quella che diventerà una serie di videogiochi ambientati a Faerûn, continente principale dell’ambientazione Forgotten Realms per Advanced Dungeons & Dragons. Non è certamente il primo videogioco ispirato – anche nelle meccaniche come vedremo più avanti - al gioco di ruolo cartaceo creato da Gary Gygax, ma Baldur’s Gate è stato il titolo che per la prima volta ha restituito una parvenza delle sensazioni che si provano giocando al tavolo con gli amici, in particolare grazie al focus sul comprato narrativo del titolo come dicevamo poco sopra.

Un esempio di scheda del personaggio.
Un esempio di scheda del personaggio.

Partiamo dall’inizio: il personaggio principale del giocatore, creato con un sistema mutuato in parte dal regolamento del gioco cartaceo, è un orfano allevato a Candlekeep, un'antica biblioteca fortificata a sud di Baldur's Gate. Il personaggio e la sua amica Imoen sono cresciuti insieme fin dall'infanzia, sotto la tutela del loro padre adottivo Gorion. Tuttavia, strani avvenimenti stanno accadendo sulla Costa della Spada: la produzione di ferro è virtualmente ferma, i banditi infestano le campagne alla ricerca di ferro oltre ogni altro tesoro e il metallo che giunge a destinazione si sgretola rapidamente. Il tutto coincide con una serie di attentati alla vita del protagonista all’interno di Candlekeep, che spinge Gorion ad intraprendere un viaggio per allontanarsi dal nemico. Successivamente però Gorion perde la vita in un attentato per salvare quella del protagonista, lasciandolo da solo alla ricerca della verità.

[mks_pullquote align="right" width="300" size="24" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]Ciò che risulta ancora straordinario giocando a Baldur’s Gate nel 2014 è come con pochissimo riesca a creare la giusta atmosfera.[/mks_pullquote]

Da questo pretesto narrativo parte l’avventura epica strutturata tra una quest principale e una miriade di secondarie, spesso attivate proprio dai personaggi secondari che vi seguono, in relazione anche alle risposte che vengono date ai dialoghi con costoro. Proprio i dialoghi con battute a scelta multipla e la storia che si modifica in base ad essi, sarà un segno distintivo della produzione Bioware, una sorta di pietra angolare del gameplay dei futuri titoli della software house.

Ciò che risulta ancora straordinario giocando a Baldur’s Gate nel 2014 è come con pochissimo riesca a creare la giusta atmosfera. Dove l’industria oggi è caratterizzata da colpi all’ultimo pixel di risoluzione, fantomatiche risorse grafiche nascoste delle console e gare a chi sviluppa il gioco più fotorealistico dell’altro, Baldur’s Gate riesce con un paio di fondali pre-renderizzati ben piazzati ed una colonna sonora ispirata a coinvolgere il giocatore come pochi videogiochi hanno fatto e fanno tutt’ora. Il “fascino dell’old-school” direbbe qualcuno.

“I WON DUNGEONS AND DRAGONS, AND IT WAS ADVANCED!”

Baldur’s Gate è un videogioco di ruolo con visuale isometrica, i cui controlli sono destinati prevalentemente al mouse a metà tra un gestionale e un punta-e-clicca. Durante l’avventura sarà possibile esplorare numerosi ambienti, tutti ovviamente evocativi e di grande impatto in stile fantasy. Come dicevamo prima la grande cura nelle ambientazioni e nella trama stessa – profonda molto più di tanti titoli blasonati di oggi – così come per gli evocativi dialoghi, rende Baldur’s Gate un prodotto veramente indimenticabile, un capostipite a cui guardare con affetto ed ammirazione.

[mks_pullquote align="right" width="300" size="24" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]Giocare a Baldur’s Gate oggi riporta indietro nel tempo a quando i videogiochi rappresentavano una sfida.[/mks_pullquote]

Per quanto riguarda il gameplay dicevamo che è mutuato dalla versione Advanced di Dungeons & Dragons. All’inizio infatti è possibile creare il proprio personaggio con lo stesso sistema utilizzato per la versione cartacea del gioco di ruolo, attraverso la scelta di una razza ed una classe, ed assegnando un punteggio ad ognuna delle sei caratteristiche principali che andranno a formare la scheda del protagonista. In alternativa se si vuole giocare subito se ne può scegliere uno tra quelli preconfezionati. Anche i combattimenti così come le fasi esplorative funzionano con una trasposizione del regolamento cartaceo, con i vari THAC0 (To Hit Armor Class Zero) e i tiri del dado da 20 facce di sorta per superare le varie prove per scassinare una porta o superare una trappola.

Giocare a Baldur’s Gate oggi riporta poi indietro nel tempo a quando i videogiochi rappresentavano una sfida. Abbiamo ripreso in mano il titolo – la Ehnanced Edition per l’esattezza – per preparare l’articolo e dopo tanti anni di videogiochi che si completano da soli o quasi, tornare a dover pensare ad ogni mossa ed avere paura durante ogni scontro è una sensazione che scalda il cuore. Ogni porta è pericolosa ed ogni dungeon è potenzialmente mortale, e questo è fantastico.

È tempo per gli avventurieri di sgranchirsi un po'.
È tempo per gli avventurieri di sgranchirsi un po'.

Potremmo riempire svariati megabyte di Internet per scrivere di Baldur’s Gate e non riuscire ad esprimere la metà della sua essenza e di ciò che ha rappresentato all’epoca. Il consiglio, come per ogni Retrogems, è sempre lo stesso: recuperatelo senza pensarci due volte.

Nel frattempo noi torniamo all'avventura, il nostro party ci attende per svaligiare un dungeon.