[mks_dropcap size="90" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]T[/mks_dropcap]ell Me About Games non sarebbe un sito che parla di videogiochi che si rispetti senza una rubrica di retrogaming. Se ci avete seguito nei nostri primi passi – a questo proposito, grazie! - avrete capito senz’altro che noi non siamo come tutti gli altri e anche stavolta vi daremo qualcosa di diverso, unico. Non tireremo fuori il Commodore 64 dalla cantina per fare i radical chic, giocando ad un gioco a caso di cui sappiamo a malapena il nome. Non andremo a scorrere le classifiche di vendita né i giochi con i voti più alti, la selezione che faremo sarà dettata unicamente dal nostro gusto personale, sta a voi poi giudicare se sia un gusto del trash o meno.

Retrogems sarà una rubrica curata da più autori e spetta a me il compito di inaugurarla, con un titolo che in pochi avrete giocato – non è stato esattamente un campione d’incassi – ma che merita di essere ricordato come tutte le gemme videoludiche di cui vi parleremo. Il faccione di Jack Cayman in copertina lascia poche interpretazioni riguardo al titolo che analizzeremo: Mad World per Nintendo Wii.

Jack è un tipo che non passa inosservato
Jack è un tipo che non passa inosservato

NINTENDO CHIAMA, PLATINUM GAMES RISPONDE

È il 2009 e per Wii è un periodaccio. O meglio, a livello di vendite Nintendo non può lamentarsi di certo visto che Wii continua ad infilarsi senza ritegno in tutti i salotti delle case di mezzo mondo, ma la bolla di stupore e meraviglia dei primi tempi è destinata ad esplodere. I giocatori veri – gli hardcore gamers, mortacci loro! - e soprattutto lo zoccolo duro di Nintendo stavano scalpitando, quelli che come me difendevano a spada tratta Nintendo 64 ed esibivano con orgoglio Gamecube nelle proprie case si erano stancati dei giochini casual. Erano già passati due anni da Super Mario Galaxy e Skyward Sword sarebbe arrivato solo due anni dopo, chi avrebbe pensato a tenere buoni i fan?

[mks_pullquote align="right" width="300" size="24" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]È il 2009 e per Wii è un periodaccio[/mks_pullquote]

Platinum Games (Bayonetta, Vanquish, The Wonderful 101) è uno studio di quelli che ce ne vorrebbero a iosa nell’industria videoludica. Fondato da Shinji Mikami, Atsushi Inaba e Hideki Kamiya, precedentemente membri chiave di Clover Studio di Capcom (Viewtiful Joe, Okami), Platinum Games sotto l’ala protettrice di Sega – che indubbiamente ci vide lungo – ha esordito nel mercato proprio con Mad World per Nintendo Wii. Sin dai primi annunci il gioco fu osannato e divenne uno titolo attesissimo ma si sa, l’hype è una brutta bestia…

GRANDE FRATELLO? NO, DEATHWATCH!

Mad World così come tutta la produzione di Platinum Games, è un prodotto intriso di innovazione, idee controverse e classe. Come saprete bene però per l’industria mediamente vale il discorso delle perle ai porci, le mele sono più buone e se sono marcie è anche meglio. Tutta questa grande poetica per dire che Mad World fu un mezzo fallimento all’epoca, per colpa proprio della sua eccentricità e del target di giocatori a cui si rivolgeva, pubblico che già da un pezzo non impugnava più il Wiimote.

Mad World è il titolo che gli hardcore gamers aspettavano
Mad World è il titolo che gli hardcore gamers aspettavano
[mks_pullquote align="right" width="300" size="24" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]Mad World si dimostra un gioco diverso dalla massa[/mks_pullquote]

Mad World già dalle prime immagini si dimostra un gioco diverso dalla massa, dichiaratamente ispirato ai fumetti supereroistici e al Sin City di Frank Miller per l’uso del bianco e nero con il rosso del sangue a fare da forte contrasto. Le meccaniche di gioco sono ispirate ai picchiaduro a scorrimento degli anni ’90, dove con un debole pretesto narrativo si andava avanti a prendere a ceffoni chiunque ostacolasse il cammino del protagonista, ma rielaborate e riviste con lo stile tipico di Platinum Games.

Partiamo proprio dalla trama, solo inizialmente debole ma che cresce intorno al protagonista Jack, di Mad World che viene raccontata da alcune cutscene realizzate con un mix di immagini di gioco e tavole da motion comic. Un’organizzazione terroristica ha isolato una parte dell’immaginaria Varrigan City per farne il proprio reality show personale chiamato DeathWatch, con tanto di cronisti, presentatore e pubblico, dove i partecipanti devono uccidersi nel modo più cruento possibile per la gioia di chi guarda. Una celebrazione della violenza allo stato puro dove i più creativi vengono premiati, una trama ispirata in parte a 1997: Fuga da New York o Running Man. In tutto questo interpreteremo il violento Jack Cayman, che viene presentato inizialmente come un concorrente qualunque ma in realtà ha lo scopo di abbattere il capo dei terroristi per conto della polizia.

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=K5Af9tDrqMc[/youtube]

NOMINATION A COLPI DI MOTOSEGA

Per avanzare negli scenari, tutti incredibilmente caratterizzati e pieni di elementi di interazione, non basta annientare ogni essere vivente sulla nostra linea di vista, ma bisogna farlo con stile, raggiungendo un punteggio minimo ad ogni sezione del livello. Quindi se prendere a calci e pugni un avversario, per poi finirlo con la motosega retrattile piantata nel braccio di Jack non è abbastanza spettacolare, invece infilare un nemico in un pneumatico, per poi piantargli un cartello stradale nel cranio, una granata in bocca e lanciarlo con una mazza da baseball su una parete piena di spuntoni affilati beh, questo è abbastanza spettacolare. Un gameplay ostico che ha fatto la gioia degli hardcore gamers, ma che non è piaciuto alla maggioranza del pubblico che non era pronta o semplicemente non ha apprezzato il lavoro di Platinum Games in questo senso.

È proprio la varietà presente nei livelli, delle situazioni, dei minigiochi – citiamo giusto Man Darts, dove si gioca a freccette con dei poveri malcapitati - e dei boss incredibilmente caratterizzati a rendere Mad World un vero capolavoro, non mi vergogno a dirlo. La violenza poi è messa in scena con ironia, vuoi per i commenti scurrili ed esilaranti dei telecronisti (in italiano!) o per le esecuzioni al limite dell’assurdo come la gente sparata in aria con i fuochi d’artificio, e rende il titolo un vero piacere per gli occhi. Anche il comparto sonoro fa la parte del leone: un mix di tracce hip-hop, rock e di musica elettronica che non solo funzionano perfettamente insieme, ma i testi fungono da prefetto accompagnamento ai massacri di Jack.

Uno dei minigiochi presenti all'interno dei livelli
Uno dei minigiochi presenti all'interno dei livelli
[mks_pullquote align="right" width="300" size="24" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]Il titolo d’esordio di Platinum Games rimane qualcosa di unico e difficilmente replicabile[/mks_pullquote]

Mad World è un gioco perfetto quindi? Purtroppo no. Il titolo di Platinum Games è purtroppo minato da due difetti che sono impossibili da ignorare: la scarsa longevità e il fatto che non ci sia niente che spinga a giocare una seconda partita, niente collezionabili o simili ma solo l’auto-erotismo ludico di battere i propri punteggi, e l’assenza di una qualsiasi modalità multiplayer che avrebbe potuto essere la proverbiale ciliegina sulla torta.

Il titolo d’esordio di Platinum Games rimane tuttavia qualcosa di unico e difficilmente replicabile. Un gameplay d’altri tempi che onestamente mancava, una cura grafica e stilistica inarrivabile su Nintendo Wii e sostanzialmente tanta classe esibita dal team di sviluppo, dal character al level design passando per la mera realizzazione tecnica. Un titolo coraggioso su una console che, ahimè, tanto coraggiosa non lo è stata alla fine.

Fatevi un giro in un mercatino dell’usato o dal vostro Gamestop di fiducia per recuperare Mad World, sarebbe un vero peccato perdersi questa gemma videoludica. Poi non vorrete mica far incazzare Jack con la sua motosega?