[mks_dropcap size="90" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]N[/mks_dropcap]el mondo affollatissimo dei free to play si affaccia un nuovo titolo, non l'ennesimo MOBA ma un FPS, se ne sentiva il bisogno? Ma sì, perché no? Dirty Bomb è uno shooter in prima persona sviluppato da Splash Damage - autori di Brink e della modalità multiplayer di Batman: Arkham Origins - che si ritaglia il suo spazio nel settore degli shooter gratuiti con alcune, piccole e discrete novità.

Il gioco è essenzialmente votato al multiplayer competitivo, non esistono ad oggi modalità in single player né tanto meno una modalità campagna. Il pretesto narrativo - non che serva in questi casi - è quello di prendersi a fucilate in location legate ad una Londra post-apocalittica, devastata da un non meglio specificato conflitto.

In Dirty Bomb non c'è spazio per la noia
In Dirty Bomb non c'è spazio per la noia

Parliamoci chiaro, non stiamo parlando della rivoluzione nel mondo degli FPS, ma per essere un titolo gratuito Dirty Bomb è più che discreto. Il gameplay del gioco non si discosta molto dalla frenesia di un Call of Duty a caso (sopratutto gli ultimi capitoli) con tutti i pregi e difetti che ne conseguono di cui parleremo successivamente, ma ci sono alcune piccole novità che se non altro possono servire a respirare un paio di boccate di proverbiale aria fresca.

[mks_pullquote align="right" width="300" size="24" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]Per essere un titolo gratuito, Dirty Bomb è più che discreto[/mks_pullquote]

Per quanto abbiamo potuto constatare dalla build attuale del gioco, non esistono modalità di gioco di puro deathmatch ma solamente ad obbiettivi. Si gioca in due turni scambiandosi di posto - il classico "attacco e difesa" - e la squadra che alla fine è avanzata di più in percentuale negli obbiettivi, che sia hackerare una postazione o piazzare il sempreverde esplosivo C4, vince la partita.

Questa è a mio parere una scelta coraggiosa visto che l'utente medio degli sparatutto desidera modalità competitive dove mettersi in mostra, rendendo Dirty Bomb un titolo da approcciare con meno nervosismi da agonismo, a beneficio del puro divertimento. C'è però un rovescio della medaglia, se da un lato Dirty Bomb premia i giocatori che prediligono le tattiche di squadra, dall'altro l'eccessiva frenesia del titolo porta alcune volte le partite a concludersi con una serie di assalti che finiscono in sparatorie furiose e poco ragionate. I punti di respawn fissi poi non aiutano, causando a volte dei momenti di stallo se una squadra riesce a controllarli, uccidendo gli avversari sistematicamente appena rinascono.

Le torrette sono uno strumento tattico molto versatile
Le torrette sono uno strumento tattico molto versatile

Dirty Bomb si fa apprezzare però per alcune sue peculiarità che lo rendono interessante. Dicevamo che il gioco incentiva il gioco di squadra, ma come? Al posto della classica personalizzazione delle classi, con abilità o perks di sorta, esistono dei veri e propri personaggi preconfezionati adatti ad un ruolo piuttosto che un altro, un po' come un MOBA. Splash Damage da questo punto di vista ha fatto un gran lavoro: i guerriglieri sono tutti abbastanza ispirati in quanto a character design sebbene qualcuno sappia di "già visto", ma sopratutto durante la nostra prova non abbiamo visto nessuna sbilanciamento di un personaggio piuttosto che un altro.

[mks_pullquote align="right" width="300" size="24" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]Siamo sicuri che se giocato in coordinazione con degli amici, Dirty Bomb saprà regalare grandi emozioni ai giocatori più strategici[/mks_pullquote]

Ognuno degli avatar ha due armi e in media due o tre abilità da poter usare durante gli scontri. Quindi si spazia dai classici uomini grossi con armi altrettanto possenti, diversi personaggi di supporto da chi piazza torrette a chi si occupa di rianimare i feriti, fino ad alcuni armati con fucili d'assalto in grado di muoversi velocemente per la mappa. Ce n'è davvero per tutti i gusti, ognuno troverà il personaggio adatto al proprio stile, sopratutto perché in ogni partita è possibile sceglierne fino a tre, da cambiare ad ogni respawn a seconda dell'evenienza.

Quindi visto che non tutti i personaggi possono lanciare granate, ad esempio, non possono avere potenzialmente tutte le armi e non possono soccorrere i moribondi, la scelta del trio da schierare in partita diventa fondamentale. Siamo sicuri che se giocato in coordinazione con degli amici, Dirty Bomb saprà regalare grandi emozioni ai giocatori più strategici. Purtroppo non è tutto oro quello che luccica, infatti proprio per questa propensione al tatticismo, in alcune partite è inevitabile che si crei un forte squilibrio tra squadre con tutti o alcuni membri organizzati contro una di lupi solitari. Potrebbe essere un problema per qualcuno, piuttosto una semplice applicazione della legge del più forte, ma ci sembrava giusto sottolinearlo.

Una signora con lanciagranate, un artigliere e un medico di Dirty Bomb
Una signora con lanciagranate, un artigliere e un medico di Dirty Bomb

Le mappe presenti nella closed beta sono poche ma ben congegnate. Oltre ad essere abbastanza ispirate a livello di design sono molto funzionali per quanto riguarda il gameplay, con diversi percorsi e un discreto sviluppo verticale. Splash Damage è riuscita almeno parzialmente nel compito di arginare il fastidioso fenomeno dei camper. Intendiamoci i posti per nascondersi per i cecchini sono molti, ma nessuno è mai veramente protetto da tutte le direzioni, pertanto anche in caso di stallo momentaneo della partita a causa dei compagni di squadra falciati senza pietà, si tratta solo di una questione di tempo e di trovare il modo di cogliere di sorpresa il tiratore.

[mks_pullquote align="right" width="300" size="24" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]Graficamente Dirty Bomb fa il suo lavoro senza far gridare al miracolo[/mks_pullquote]

Graficamente Dirty Bomb fa il suo lavoro senza far gridare al miracolo, i personaggi sono ben dettagliati mentre le ambientazioni lasciano a volte a desiderare. Le partite scorrono fluido senza cali di framerate, le animazioni non sono niente di memorabile, ad un'attenta analisi noterete che sono praticamente identiche a quelle di un Call of Duty a caso. Il comparto sonoro escludendo gli effetti e i rumori ambientali è semplicemente non pervenuto.

Dirty Bomb è uno sparatutto discreto che riesce ad essere diverso dalla massa senza però ergersi rispetto ad essa. Non basta la varietà dei personaggi a rendere il titolo sufficentemente interessante, infatti il comparto armi non è personalizzabile in alcun modo se non esteticamente e l'avanzamento di livello non da per ora degli effetti concreti. È ancora presto per giudicare il titolo, sopratutto il peso dell'utilizzo della valuta reale nel gioco rispetto a quella virtuale, però l'ultima fatica di Splash Damage tutto sommato ci ha divertito. Attendiamo al varco Dirty Bomb nella speranza che vengano limate nel frattempo le imperfezioni tecniche e di gameplay, così che possa ritagliarsi la piccola nicchia che si merita nel calderone dei titoli free to play.