[mks_dropcap size="90" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]C[/mks_dropcap]hi di noi non è mai stato affascinato nel vedere gli anime di Daitarn o di Voltron? E quanti di noi hanno desiderato almeno una volta poter pilotare un mech e seminare distruzione in tutta la galassia? Bene, questa può essere la volta buona, grazie a Strike Suite Zero: Director’s Cut, il “nuovo” titolo dagli sviluppatori indie Born Ready Studio.

Il simulatore di combattimenti stellari è diventato realtà grazie alla famosa campagna di finanziamento Kickstarter nel 2012, ed approdato sulla piattaforma Windows nel 2013, sulla quale ha riscosso discreto successo, tanto da giustificare il porting su console next-gen in versione Director’s Cut, con l’aggiunta di contenuti aggiuntivi di cui vi parleremo dopo. In Strike Suite Zero, vestiremo i panni di un pilota della U.N.E. (United Nation of Earth), una coalizione di coloni che lottano per la loro libertà contro le flotte della coalizione terrestre e le varie colonie extraterrestri.

[mks_pullquote align="right" width="300" size="24" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]Ambientato in uno spazio degno dei migliori film di Star Wars[/mks_pullquote]

Ambientato in uno spazio degno dei migliori film di Star Wars, il titolo ci mette di fronte nemici di vario genere: navicelle, torrette nemiche, mine vaganti, intercettatori e navi corazzate che garantiscono un buon livello di sfida durante i 13 capitoli che compongono la campagna principale. D’altro canto, gli sviluppatori non potevano mandarci in guerra contro un nemico cosi ben fornito senza un arsenale degno di tale nome, ed a tal proposito hanno pensato bene di metterci al comando di navicelle che garantiscono un elevato tasso di spettacolarità al combattimento, grazie alla vastità delle armi che ci offriranno, come raggi laser, missili guidati, razzi e mitragliatrici, che renderanno i nostri velivoli delle vere e proprie macchine da guerra.

Ma non è tutto, infatti non appena iniziato il titolo verremo messi a nostro agio con un comodo tutorial, che ci illustrerà le basi del combattimento a bordo delle navicelle, e quando penseremo che le sorprese siano terminate, ecco che ci verranno presentati gli Strike Zero, delle navicelle in grado di trasformarsi in potenti robot grazie all’afflusso di energia derivante dall’uccisione dei nemici. Ma non è tutto oro quello che luccica, infatti la trasformazione non durerà in eterno e ci vedrà costretti a dosare bene l’energia che ci rimane durante ogni scontro, pena la ritrasformazione in navicella con conseguente processo di ricarica della barra.

strike suit zero shot 1

Tutti questi elementi, uniti alla spettacolarità degli scenari ed alla quantità di effetti luminosi provenienti da raggi laser e razzi, rendono Strike Suite Zero un titolo di piacevole fruizione, soprattutto su televisori FullHD, in quanto è ancorato a 1080p e 60fps, anche se in alcune occasioni la ripetitività dei combattimenti minano l’esperienza di gioco. 

[mks_pullquote align="right" width="300" size="24" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]Una nota di merito va al comparto sonoro del titolo, che riesce ad emozionare a tratti il giocatore[/mks_pullquote]

In precedenza abbiamo accennato alla versione Director’s Cut presente sugli store, parlando dei contenuti bonus che essa conteneva: bene, il primo e più sostanzioso è la presenza di una nuova campagna, “Eroi della Flotta”, che allunga di circa tre ore la longevità della storyline principale. Questa invece si assesta sulle otto ore abbondanti, grazie a cinque nuovi capitoli e due nuovi mech, il Marauder ed il Raptor; peccato solo che a livello narrativo questa nuova campagna non sia niente di così speciale.

Una nota di merito va al comparto sonoro del titolo, che riesce ad emozionare a tratti il giocatore, grazie alla presenza di musiche composte da Paul Ruskai, lo storico compositore di Homeworld. Una delle note dolenti che riguarda il titolo è la totale assenza di una componente social, come classifiche online o magari campagne cooperative, perché si sa, ormai i giocatori desiderano sempre di più essere connessi con i propri amici, e la diffusione di titoli F2P online ne è la prova.

Tutto sommato, il titolo è di piacevole fruizione, e la presenza di vari bonus legati alla versione DIrector’s Cut valgono la pena di essere giocati, anche per staccare un po’ dalle produzioni milionarie e divertirsi un po’ con della sana distruzione interstellare degna dei migliori episodi di Gundam. Unico neo? Il prezzo non proprio in linea on i prezzi dei vari indie che si trovano in commercio, 17.99€ per questo titolo, potrebbero allontanare i più dal suo acquisto, precludendosi cosi una buona fetta di mercato.

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Strike Suit Zero: Director's Cut è ora disponibile per PC e Xbox One. Abbiamo realizzato la nostra recensione grazie a un codice fornitoci dallo sviluppatore.