Ho sempre pensato che una Nintendo capace di conciliare il mainstream con la sua unicità sarebbe capace di completare la conquista del mondo avviata una ventina di anni fa grazie a IP storiche quali Mario e Zelda.

Lungi da me definire Oculus Rift mainstream, ma penso che una terminologia del genere non spiacerebbe tanto a Oculus VR e in particolare a Facebook, che l'ha acquisita appositamente per diffonderla, portarla al grande pubblico.

Ed è per questo che tanti si sono finora interessati a questo dispositivo, tra il pubblico, tra i commentatori, tra gli sviluppatori. Cliff Bleszinski, John Carmack - che ne ha fatto praticamente uno stile di vita - e ora Shigeru Miyamoto. Il maestro ha dato il proprio endorsement indossando il magico headset della realtà virtuale all'E3 2014, fornendo contestualmente un assaggio di quello che potrebbe essere l'armageddon, la fine del mondo, qualcosa di pazzesco. Una Nintendo, appunto, al passo coi tempi ma che mantiene le sue caratteristiche distintive - non come col Wii, insomma.

Questa non è una foto, questa è una minaccia all'intero genere umano.

Una Nintendo che fa giochi di Mario e Zelda con supporto a Oculus Rift. Immaginatevela e iniziate a pregare, perché questi due potrebbero compensare l'uno le mancanze dell'altro...