Spesso, quasi senza farsi notare, i videogiochi riescono a trattare argomenti molto delicati. A volta fanno scalpore, a volte passano in sordina, altre volte, invece, costruiscono così bene la scena e l'atmosfera da non farci quasi rendere conto del piccolo “miracolo” che sta avvenendo sullo schermo. Parliamo, nello specifico, del rapporto fra padre e figlio, un argomento che è ritornato sotto i riflettori dato l'imminente arrivo sugli scaffali di God of War, un titolo che sembra puntare molto su questo singolare aspetto.

Spesso, quando la cosa non è infinitamente palese, non ce ne rendiamo conto viene utilizzata dal media questa particolare immagine e spesso questa è fondamentale nell'evoluzione della storia, altre volte, ancora più spesso forse, è semplicemente un divertente elemento di contorno.

Quello che è lampante è che tendiamo a non accorgerci di tutte le innumerevoli volte in cui ci siamo trovati dinnanzi a questo aspetto relazionale, solo perché questo non ci è stato schiaffato davanti agli occhi come succede per God of War.

Poiché sono un fan delle classifiche non c'entra nulla il fatto che sono molto semplici da scrivere, giuro) e poiché mi piace fare variazioni sul tema, proviamo a trovare dieci titoli in cui il rapporto padre-figlio esiste, è messo in evidenza dal gioco anche se non in modo palese, e di cui, con ogni probabilità, non ci siamo mai accorti. O almeno non ci abbiamo fatto caso. Magari ci mettiamo pure qualche gioco semi-sconosciuto, che dite?

Bowser e Bowser Jr.

A me fanno ridere troppo.

Non potevo non iniziare questa lista con una delle coppie più iconiche (credo) del mondo padre-figlio all'interno dei videogiochi. Bowser Jr. è un personaggio adorabile ed estremamente simile a suo padre. Ha debuttato come cattivo in Super Mario Sunshine e ha subito messo in chiaro che quanto erediterà il regno del papà non sarà di certo da meno in cattiveria.

Bowser deve averlo educato proprio per bene sul da farsi, forse anche troppo perché spesso e volentieri con la sua maledetta aeronave è quasi più terrificante della sua versione adulta da fronteggiare.

L'immagine con cui li voglio ricordare però è quella che Nintendo ci ha offerto pubblicizzando il Filtro Famiglia su Switch, in cui vediamo Bowser intento a cercare di proteggere il pargoletto dai contenuti non adatti ai minori sulla nuova console Nintendo. Ecco, non smetterò mai di ridere ogni volta che li vedrò assieme di nuovo.

Pac-Man

Sul serio è terribile. Non giocatelo.

Non saperei come chiamare il figlio del buon Pac-Man che, se la memoria non mi inganna, ha fatto capolino in un episodio molto strambo della serie apparso su Super Nintendo e MegaDrive nel lontano '94. Il titolo differiva totalmente dalla serie classica e ci presentava una struttura molto simile alle avventure punta e clicca.

Pac-Man si trova costretto, dal suo ruolo genitoriale, ad accontentare i capricci dei figli (ricordo che una delle prime missioni era trovare del latte per il bebé urlante) e quelli della moglie. Semplicissimi doveri da padre lo portavano in situazioni al limite dell'incredibile all'interno di un titolo confezionato decisamente male nonostante io ci sia particolarmente affezionato.

Decisamente da recuperare se volete avere uno spaccato di vita familiare, con capricci dei bimbi annessi, con un insospettabile Pac-Man nel ruolo di capo famiglia.

Donkey Kong e Donkey Kong Jr.

A-D-O-R-A-B-I-L-I.

Non so perché Nintendo ami tirare fuori questi personaggi totalmente a caso che grazie al suffisso “jr” si integrano all'interno dei loro mondi di gioco, ma amo particolarmente le premesse dietro all'omonimo titolo che ci presenta Donkey King Jr., il figlio dello scimmione più grande.

Al di là del riuscitissimo, a mio avviso, gameplay ho trovato quasi commovente l'idea alla base: il figlio che cerca di salvare il padre dall'eroe che vuole sconfiggerlo. Fa quasi tenerezza se lo si vede semplicemente in quest'ottica allontanandosi dalla natura arcade del gioco.

Insomma, da un lato vediamo lo scimmione rapire Daisy e ricoprire, quindi, il ruolo di cattivo e dall'altro abbiamo un Donkey Kong in miniatura preoccupato per il padre che potrebbe perdere di fronte alle incredibili doti salterine di Mario. Quindi perché non salvare il povero scimmiove imprigionato dall'idraulico brutto e cattivo per poter tornare a godersi le banane in famiglia? Continuo a trovarla una premesse dolciotta e interessante, e nessuno mi farà cambiare mai idea.

Crash Bandicoot e Cortex

Dai!

Qui sto tirando la corda. Non si tratta di un rapporto padre-figlio nel senso più letterale del termine poiché Cortex non è, di fatto, il papà di Crash e il nostro caro Bandicoot non è di certo il figlio di quel dottore pazzoide. Ma se vogliamo dirla proprio tutta, Crash è una creazione del “buon” Cortex che si ritrova costretto a gestire un figliastro fin troppo buono per i suoi loschi piani.

Assistiamo, se vogliamo, a quella che è la classica rottura fra una padre e un figlio che giunge quando si arriva a capire che si è troppo diversi e che non si possa trovare nessun tipo di incontro. Così Crash fugge e sfida il “padre” causandone la proverbiale rabbia e il desiderio intrinseco di sconfiggere la sua creazione. Pensate poi che Cortex, in cuor suo, gli è così affezionato che nella sua schiera di mutanti riesce a crearne anche una versione “cattiva”. Ah, se non è amore genitoriale questo!

Octodad

L'immagine della famiglia!

Sì, lo so che molti di voi non vedevano l'ora di vederlo in mezzo alla moltitudine di ciarpame di cui sto parlando. Octodad possiamo paragonarlo quasi al Pac-Man descritto precedentemente. Vediamo un padre di famiglia, un polpo, che deve pensare alla casa, alla moglie e ai figli. Insomma, l'incarnazione dell'uomo perfetto che ogni donna vorrebbe sposare. Con tanto di tentacoli annessi!

Il rapporto con i figli qui è particolare poiché il giovane polpo deve amarli proprio tanto per costringersi a tutta la fatica che compie per soddisfarli in ogni loro più piccolo desiderio. Ma per un figlio questo e altro! Sì, in effetti è un titolo molto profondo sotto questo punto di vista, no?

Ellie e Joel

the last of us: part ii
Dolce Ellie...

Ok, nonostante la natura “birbantella” di questa “classifica” mi piange il cuore sapere di non aver inserito Ellie e Joel. Un'altra coppia non propriamente definibile padre e figlio ma che si avvicina pienamente a questa idea.

Nel corso dell'intera avventura Joel si affeziona così tanto alla sua giovane partner da adottarla emotivamente come sua figlia, e lo stesso vale per Ellie. Non è questo il luogo in cui parlare della rapporto incredibile ed emozionante che sboccia fra i due anche perché se poi mi metto a piangere non riesco a proseguire con le buffonate e non me lo perdonerei mai.

Father and Son

Se vi capita... giocatelo.

Ok, invece non ce l'ho fatta. Ho iniziato a piangere emi è tornato in mente Father and Son, un titolo completamente italiano sviluppato dal Museo d'arte di Napoli per pubblicizzare il museo. Il gioco, disponibile gratuitamente su smartphone, ci racconta di un padre rimasto troppo assente dalla vita del figlio che si pente, forse troppo tardi, di aver dato più peso al lavoro che alla famiglia.

Il titolo ci racconta in maniera piuttosto emozionante il riavvicinamento dei due, senza smettere di svolgere il suo compito prettamente pubblicitario. Fossero tutte così le pubblicità ne sarei un fan.

Brandon e Norman (Pokémon Rubino/Zaffiro/Smeraldo)

Quanto sarà fiero di noi?

Voglio sapere in quanti, leggendo di Pokémon, hanno pensato al papà di Brandon (il protagonista) nei titoli di terza generazione. Nessuno, credo. Questo perché il suo ruolo è quello di Capopalestra che prima o dopo dovremo sfidare e quindi passa totalmente in secondo piano il rapporto con suo figlio, nonostante un dialogo alla fine della lotta.

Ci trasferiamo in una nuova regione per via del nuovo lavoro di papà, vogliamo diventare come lui, è grazie a lui se amiamo i Pokémon e vorremmo essere forti esattamente come il nostro vecchio. La mamma è contenta e il paparino lo è ancora di più, specialmente dopo averlo battuto vedendo quanto è andato avanti il suo bambino e quanto è diventato grande nella lotta. Siamo, forse, quell'Allenatore che lui non potrà essere mai e questo lo rende estremamente fiero di noi e del nostro viaggio.

Ma forse volo troppo con la fantasia...

Durotan e Thrall

Mi sciolgo.

Ah! Quanti dei giocatori di Waracraft, qualunque titolo, o anche Hearthstone sono stati tanto attenti alla Lore che Blizzard ha creato con il suo meraviglioso mondo? Uno dei personaggi a cui sono più legato è Thrall, il figlio di Durotan, uno dei più grandi eroi che l'Orda abbia mai avuto.

Costretto dagli eventi ad allontanarsi da suo figlio per salvarlo dalle minacce terribili che incombevano sul suo popolo. Un sacrificio enorme per il padre che segnerà il giovane Tharll nella sua eroica esistenza.

Ho sempre adorato questi due personaggi e il loro particolare rapporto. Sono contento di averli conosciuti, grazie Blizzard. E ora basta essere seri.

Kratos e Zeus

"Zeus! Tuo figlio è venuto ad ucciderti!"

E come non chiudere questo decalogo esattamente con il gioco che gli ha dato vita? Una delle cose più interessanti della saga di God of War è di certo il rapporto fra Kratos e Zeus, suo padre, che si evolve proporzionalmente alla rabbia del Fantasma di Sparta. Tradito dal suo stesso padre decide di vendicarsi e la cosa più incredibile e interessante è la sua mancanza assoluta di rimorso.

D'altro canto Zeus lo ama come un figlio ma non è disposto a scendere a compromessi. Due caratteri che non potranno mai trovare un punto di intersezione.

Kratos e Zeus sono due personaggi interessantissimi e dalla profondità inaspettata e il loro rapporto, al netto di tutte le diatribe divine che lo corrompono, ha quel qualcosa di autentico che lo rende unico.

Li adoro.