Ho appena completato questo titolo e, forse, avrei dovuto scrivere la recensione a mente fredda. O forse è meglio così. Extinction è un titolo che, inutile girarci intorno, riesce a prendere un concept e un incipit interessanti e a renderli noiosi e ripetitivi.

Come già accennato in fase di preview, il problema più grosso del titolo era la pochissima varietà negli obiettivi e, purtroppo, nel gioco finale questo problema è ancora più accentuato di quanto pensassi.

Ma facciamo un rapido riassunto di cosa è e come si gioca Extinction. Il protagonista, Avil, è l’ultimo delle Sentinelle, un ordine ormai ricordato solo nelle leggende di guerrieri incredibilmente forti e agili, e gli unici in grado di opporsi ai Ravenii, mostri provenienti da altri mondi.

La storia del gioco è essenzialmente raccontata da pochissimi dialoghi durante le missioni e alcune scene animate in stile cartoon che espandono (o almeno ci tentano) il background dei personaggi.

Si può facilmente notare, sin da subito, la chiara ispirazione dell’intero titolo: Attack on Giant, famosissimo Manga, da cui Extinction prende inquadrature, idee e alcune meccaniche (si possono uccidere i Ravenii solo colpendo la nuca, il resto del corpo si rigenera, i movimenti di Avil sono identici al movimento 3d del manga etc…) senza però riuscire anche a mantenere lo stesso livello narrativo.

Extinction
I personaggi hanno due-tre espressioni a testa e spesso non corrispondono con ciò che dicono.

Iniziamo con le vere note dolenti. Le meccaniche sono poche e ripetute “ad nauseam” fino alla fine del gioco: salvare cittadini e uccidere sciacalli per caricare la spada di Avil, uccidere Ravenii, proteggere la città.

Potrei elencarvi tutti gli obiettivi delle missioni e non farei assolutamente nessuno spoiler. Ogni livello di gioco possiede un obiettivo principale e diversi secondari, portare a termine il primo completerà la mappa attuale, completare i secondi ricompenserà con dei Punti Abilità per potenziare Avil.

Solitamente non dovreste impiegare più di dieci minuti per completare una missione della campagna, alcune addirittura sono fattibili in meno di cinque a seconda dell’obiettivo principale. In pochissime sessioni, a me ne sono bastate tre di qualche ora, è possibilissimo arrivare a vedere i titoli di coda. Il problema è riuscire a sopportare di trovarsi a fare, costantemente, le stesse tre azioni.

Il fatto che i Ravenii siano generati a caso potrebbe comunque rallentarvi a causa di particolari combinazioni di armatura.

Parliamo però della meccanica fondamentale: abbattere i Ravenii. Essenzialmente ogni Ravenii ha una “sotto-razza” (indicata dal colore) e può possedere un armatura o un’arma (solo di un tipo, non li ho mai visti utilizzare qualcosa di diverso da un randello). Mentre la “sotto-razza” dovrebbe indicare il livello di aggressività e il comportamento, l’armatura richiede un approccio diverso a seconda del tipo.

Extinction
Ok, lo ammetto, ho cercato di nuovo di replicare una scena de L’Attacco dei Giganti. Ed è pure uscita bene.

Personalmente non ho trovato alcuna differenza dovuta al colore della pelle (e qui Extinction potrebbe insegnare una grande lezione a molti) e il comportamento mi è sembrato costante per tutta l’esperienza, le armature, ahimè, da feature interessante sono diventate un po’ il chiodo finale nella bara: concettualmente le armature avrebbero dovuto indicare il livello di difficoltà per abbattere un Ravenii, in realtà per la maggior parte del tempo sono solamente un fastidio e una frustrazione che vorrete evitare.

La cosa, però, peggiore, è che sembrano disegnate dimenticandosi completamente del gameplay dello stesso titolo. Ci sono due esempi lampanti durante il gioco di questo fatto che mi hanno fatto mettere le mani nei capelli per diverso tempo: ad esempio, i Ravenii possiedono un metallo completamente immune dagli attacchi di Avil. E secondo voi dove lo usano? Forse a proteggere l’unica parte del loro corpo che li può portare a una rapida dipartita? Oppure a vestire i loro arti capaci di rigenerazione?

Esatto, avete capito benissimo. I Ravenii potevano vincere semplicemente mettendosi un collarino. O usando il metallo per costruire i lucchetti che Avil rompe continuamente per aprire le loro difese.

E, anche se non vorrei parlarne, non posso lasciarvi all’oscuro del peggio: un tipo di armatura fatta di ossa tenute insieme da delle corde. Ora, io posso capire che “finché le fiamme sono accese non posso danneggiare l’armatura”, però questo vanno in giro, letteralmente, con dei parastinchi tenuti insieme da due corde, lasciando completamente scoperti i polpacci.

Inoltre le armature sono composte di pochissimi pezzi perché vi chiederete? Perché si, Avil può colpire solo cinque punti sul corpo di un Ravenii, collo, avanbracci e poco sopra il ginocchio. Non importa che, spesso, le parti che effettivamente vengono tagliate non siano neanche coperte dalle armature: non riuscirete a far danno finché queste non saranno distrutte.

Extinction
Questa è una missione della campagna, e sì, moltissime hanno obiettivi generati casualmente.

Tutto questo si traduce, infine, nel semplice fatto che affrontare un Ravenii sta tutto nel ricordarsi da che angolazione lanciare il proprio attacco, una volta capito questo cadranno come mosche e in pochissimi colpi: a patto che abbiate caricato abbastanza la vostra spada.

Per quanto riguarda il combattimento contro gli Sciacalli e gli Avvoltoi, praticamente la carne da cannone… beh, diciamo che non perso neanche tempo a impararmi le combo: il colpo runico di Avil permette non solo di bloccare il tempo mentre si mira e spostarsi sull’obiettivo quasi istantaneamente, ma è anche capace di eliminare il più coriaceo dei nemici in una manciata di colpo, a differenza delle lunghissime sequenze necessarie utilizzando gli attacchi base e che non portano alcun bonus rispetto ai primi. Praticamente passerete il 90% del titolo in slow motion.

Ora, se il gioco avesse avuto delle meccaniche varie, divertenti e perfette, forse si poteva passare sopra a tutti questi elementi fuori posto o, viceversa, qualche meccanica un pochino poco raffinata poteva essere ignorata se ci fossimo trovati di fronte a una storia solida e ben oliata.

Extinction scade su entrambi i fronti: la storia è, in alcuni punti, confusionaria e male raccontata. Per dire non ci vuole molto a trovare due buchi di trama che vengono lasciati aperti e senza spiegazioni per motivi di gameplay: durante una scena è possibile vedere come Avil abbia imparato le abilità base di una Sentinella (almeno il muoversi a velocità inaudita) nel tempo necessario perché la sua compagna Xandra riprendesse conoscenza dopo essere svenuta: che fossero uno o due giorni o poco più, non giustifica comunque il fatto che Avil ripeta durante il gioco che non c’era il tempo di insegnare a un esercito le abilità di una Sentinella.

Per parafrasare le pubblicità miracolose su internet “I Ravenii odiano questo trucco: in soli pochi giorni potrete scappare a gambe levate”. L’altro enorme buco è che Avil continua a ripetere che non è importante il regno, ma le persone che ci vivono: quindi perché qualsiasi missione fallisce quando i Ravenii devastano la città seppure i civili sono vivi? Perché sì!

Extinction
Ah, uno solo?

Un pochino troppe delle risposte ai quesiti che ho avuto durante il gioco sono “perché si” e questo mi irrita oltremodo. Nonostante tutto sono arrivato sino alla fine, sbuffando e imprecando verso il gioco per ogni missione con lo stesso identico obiettivo per tre volte di fila sono stato ricompensato con un finale abbastanza insipido e con delle scelte discutibili.

A far da contorno al piatto di delusione ho trovato i comandi poco responsivi e, fidatevi, rimanere cinque minuti chiuso sotto l’ascella di un Ravenii non è una bella esperienza: in generale i salti di Avil non hanno la precisione richiesta per un gioco in cui ci si muove a quella velocità e dove è possibile morire per un piccolo errore di calcolo con un salto. Quando non è possibile tagliare le gambe ai Ravenii per farli cadere ci si trova poi in una posizione davvero frustrante: scalare uno dei giganti in movimento non è per nulla facile o intuitivo e spesso ci si trova a premere ripetutamente il tasto di salto sperando che Avil decida di seguire i comandi impartiti.

Durante questi giorni ho tentato di trovare qualcosa di buono da dire ma più andavo avanti con le missioni e, dopo aver visto tutto quello che la campagna aveva da offrire, non ho avuto neanche il coraggio di provare le altre modalità (sfida del giorno ed estinzione) ben sapendo che non erano altro che mappe generate casualmente (come durante la campagna) con i soliti tre obiettivi in croce. Ormai non potevo più farcela.

Odio sempre dover fare una stroncatura di questo tipo, l’idea mi attirava, il gameplay anche, ma non riesco proprio a digerire ore ed ore di missioni uguali, letteralmente quattro personaggi che si scambiano poche battute tra loro e di una banalità disarmante.

Spero di non essere stato troppo cattivo (in questo caso il boss di VideoGamer Italia mi manderà i soliti nerboruti maschioni a punirmi), però l’unica cosa che si è estinta è stata la mia pazienza.

Disponibile per PC, PS4 (versione testata) e Xbox One