Senza nessun tipo di sorpresa da parte di nessuno, finalmente è stato annunciato il remake dei primi tre capitoli di Spyro, che saranno contenuti all'interno della Reignited Trilogy a partire dal prossimo settembre.

Non c'è sorpresa perché più o meno dal ritorno in pompa magna di Crash sentiamo parlare di questo fantomatico remake, che prima esiste davvero e sta per essere annunciato, poi in realtà è un falso, e poi invece è vero di nuovo.

Insomma, che prima o dopo rimettessimo piede nei Regni di Spyro era un dato di fatto, ora possiamo semplicemente smettere di pensarci e concentrarci sulle cose importanti. Sì, anche Spyro lo è. Nel suo piccolo.

Esteticamente fantastico.

Perché è importante l'uscita di questo remake? Non lo è, semplicemente. Insomma, non parliamo di Crash Bandicoot che, al di là del gioco in sé, rappresenta un passo importante all'interno dell'industria e all'interno del genere (con tutti i suoi se e i suoi ma), ma parliamo di Spyro che nel mio immaginario (e in quello di molti altri) era quel gioco da giocare quando si era troppo frustrati da qualcos'altro. Il platform creato appositamente per rilassarsi e distendere i nervi.

Non sto dicendo che Spyro era brutto, tutt'altro, custodisco ricordi bellissimi in merito al titolo e sono sicurissimo che in tanti, come me, conservano momenti bellissimi passati a raccogliere gemme e rincorrere ladri di uova. Spyro era un gioco speciale, a modo suo.

Coloratissimo, semplicissimo, doppiato in maniera penosa, divertente, leggero e spassionato. Proponeva un livello di sfida quasi inesistente se paragonato agli altri suoi fratelli ed una varietà di ambienti e cose da fare decisamente invidiabile. Ah, aveva anche una soundtrack meravigliosa. Ma chi vogliamo prendere in giro? Alzi la mano chi, da piccino, stava ad ascoltare la soundtrack giocando a giochi di questo tipo. L'ho riscoperta più in là negli anni e mi piace da matti, forse una delle mie preferite, o che almeno risiede fra le prime dieci.

Carina la pecora!

Dopo i primi tre capitoli della serie, in cui la storia non brillava certo per originalità, sono apparsi due ulteriori giochi, di cui uno persino su console Microsoft, che hanno sancito la morte del mitico draghetto viola. Non erano brutti, non erano nemmeno decenti e viste le produzioni che vedevano la luce in quegli anni non ce l'hanno fatta e con loro è affondato anche il nostro caro drago che non riusciva più, con il suo design sempliciotto e semplicistico, a stare dietro a delle esigenze ben diverse.

Purtroppo, per far fronte a queste esigenze, venne prodotta una trilogia su PlayStation 2 che è meglio dimenticare completamente. La nuova serie, che si pone come un reboot del personaggio, cambia completamente veste presentando delle atmosfere più cupe, scure e un gameplay improntato più all'azione e alla spettacolarità piuttosto che al grinding selvaggio di gemme e collezionabili. In sincerità? Ho letteralmente divorato questi tre capitoli e me ne sono innamorato quasi più della serie originale. Ma non è questo il pezzo in cui parlo delle mie confessioni segrete e imbarazzanti da videogiocatore (no, questo pezzo non esisterà mai).

Insomma, dopo questa piccola (non troppo) caduta, Spyro è diventato una mascotte girovagando assieme agli Skylanders, diventando un giocattolo per bambini e ottenendo addirittura la parte da (circa) protagonista dentro la serie sugli Skylanders di Netflix che vi consiglio caldamente di non guardare nemmeno per sbaglio.

Ah! il mitico draghetto viola dei videogiochi.

E siamo giunti finalmente al giorno in cui annunciano il suo ritorno nel mondo videoludico, quello vero, cavalcando questo trend della nostalgia riproponendo in veste tecnica moderna i primi tre capitoli della serie. Evviva evviva.

Non che ci sia molto da dire in merito poiché si tratta, appunto, di remake di tre giochi che hanno segnato l'infanzia di alcuni e hanno colpito di striscio quella di altri. Posso dire che l'estetica di questa Reignited Trilogy mi piace da matti e che con ogni probabilità il giorno della sua uscita sarò li, in prima fila, ad acquistare il gioco anche solo per rilassarmi qualche ora, come facevo da piccino.

E sì, in tutto l'articolo non si respira una bella aria, quasi come se il gioco mi desse fastidio e come se questo annuncio non avesse reso felice. In effetti un po' è così, in effetti mi piacerebbe veder tornare questo tipo di icone, che sia Crash, Spyro, Klonoa, Fargus, Nikki, con un gioco vero, nuovo, che mi faccia dire “questo è il ragazzo di Phil” con le lacrime agli occhi. No, sbagliato citazione.

E invece mi ritrovo qui, di nuovo, a rigiocare lo stesso titolo con una grafica migliore quando potrei semplicemente spolverare la mia vecchia PlayStation e cercare il gioco per rigiocarlo. Questo se avessi davvero nostalgia di Spyro, Crash o chi per loro. Parliamoci chiaramente, nessuno di noi ha davvero nostalgia di questa roba, altrimenti la giocheremmo e basta, senza tutti questi fronzoli. Ma ci piace dire che vecchio è bello e quindi evviva evviva di nuovo, Spyro è tornato. Scusatemi se avrò voglia di esultare solo quando vedrò il suo nome su qualcosa di veramente nuovo.