Curioso come un genere di nicchia come quello dei punta e clicca, uno dei generi più in voga negli anni '90, sia riuscito a reinventarsi così tanto nell'ultimo periodo dando vita a tanti piccoli capolavori che si sono ritagliati una buona fetta di pubblico all'interno di un mercato che sembra aver rivalutato il genere.

Negli ultimi mesi in un modo o nell'altro ho avuto modo di giocarne parecchi, di amarne altrettanto, e uno di questi è proprio The Long Reach, un titolo che mi ha conquistato fin da subito per via della sua direzione artistica e della sua pregevolissima pixel art.

Il titolo, al di là del comparto estetico, riesce a stupire anche per quel che riguarda la narrazione e la scrittura oltre che per alcune idee di gameplay che pur non essendo proprio nuove si amalgamano perfettamente con tutta l'offerta di gioco.

The Long Reach è un titolo difficile da descrivere per quel che riguarda la trama poiché ogni dettaglio potrebbe potenzialmente rovinare l'esperienza di chi si appresta a giocarlo e, la descrizione a grandi linee della storia, ripulita da tutti quegli aspetti che la rendono eccezionale ma che rappresentano spoiler sensibili, appare fin troppo confusa e banale. Ma ci provo lo stesso.

Incontri inquietanti.

L'intero arco narrativo è ambientato nella cittadina immaginaria di Baervox e noi interpreteremo Stewart, un ricercatore che lavorava assieme ad altri colleghi ad un progetto piuttosto ambizioso che, come si può benissimo immaginare, è sfuggito al controllo dei suoi creatori. In soldoni quello che è successo è che realtà e incubi, sogni e follie, degli abitanti della ridente cittadina hanno iniziato a fondersi creando un vero e proprio inferno in cui dovremmo muoverci.

La parte interessantissima della narrazione ci è proprio data dalla messa a nudo della follia dell'essere umano con cui veniamo a contatto durante le (poche) ore di gioco. Sono proprio le interazioni con i vari NPC, e anche quelle con gli “esseri” contro i quali combatteremo, che rappresentano il punto più alto della produzione. L'intero mondo di gioco si regge sui comportamenti, pensieri e follie di ogni personaggio con cui andremo a scontrarci e tutto ciò è stato scritto e caratterizzato perfettamente.

Il titolo si compone di sezioni puzzle, dialoghi e, infine, sezioni stealth in cui dovremo cercare di sfuggire alle varie creature presenti nel mondo di gioco capaci di ucciderci con un singolo colpo.

Mentre le sezioni puzzle e quelle stealth sono state rese magistralmente dagli sviluppatori lo stesso non si può dire di tutte le sezioni di dialogo, non tanto per la qualità della scrittura (eccellente fra l'altro) quanto per l'inutilità delle risposte multiple. Qualunque cosa noi scegliamo di dire non cambierà assolutamente niente, che si tratti del rapporto con il personaggio o con le linee di dialogo future. Raggiunta questa consapevolezza si smetterà quasi di “ruolare” e ci si limiterà ad appiattire i dialoghi rispondendo sempre in modo tale da proseguire spediti nella storia, un gran peccato.

Non ho amato molto i dialoghi di gioco.

Il titolo, al netto di qualche difetto tecnico che ci regalerà qualche riavvio sporadico, è molto godibile anche se fin troppo breve (parliamo di 6 ore circa per arrivare fino ai titoli di coda) che unite ad un livello di difficoltà non sempre all'altezza della situazione ci farà storcere il naso ogni tanto.

È bene sottolineare, anche, come il titolo non sia tradotto e questo è un piccolo malus aggiunto poiché i dialoghi sono, spesso e volentieri, particolarmente complessi per chi non mastica l'inglese (forse anche per chi ci è abituato) per via di termini piuttosto specifici e l'utilizzo spinto di uno slang piuttosto complicato che non giova di certo a tutto coloro che vogliono avere una comprensione più profonda dei dialoghi di gioco.

Nonostante tutto The Long Reach è una produzione pregevole che merita una possibilità da tutti gli appassionati del genere che di certo non rimarranno delusi da tutte le scelte stilistiche fatte dagli sviluppatori e da tutto il mondo di gioco disegnato ad arte, in tutti i sensi, che contribuisce a rendere l'esperienza piacevolissima e decisamente interessante.

Versione testata: Nintendo Switch