Non ricordo l'ultima volta in cui vedendo il trailer di un gioco non pensavo a quanto bello è fare la cacca nell'era dei videogiochi. Non ricordo nemmeno più come si facesse prima dello sdoganamento del media e prima che milioni di sviluppatori decidesse di dare finalmente un senso a quelle ore vuote della giornata. Da tempo non trovavo un titolo che allungasse così tanto le mie sedute però.

Penny Punching Princess, di cui vi invito a vedere il trailer in basso, è esattamente quello che pensate guardando il video. Un tripudio di ignoranza, grinding, ignoranza, grinding e ignoranza. Il tutto in pixel art. Grazie.

Ok, torniamo seri. Si tratta di un titolo la cui trama, riassumendo, è la seguente: viviamo in un mondo dominato dal capitalismo in cui ogni cosa si può comprare. Ogni. Cosa. Letteralmente.

Un mondo in cui il tuo grado sociale è determinato, appunto, dai soldi che hai e in cui il Dio Denaro la fa da padrona. Nostro compito è un po'... sovvertire il sistema dall'interno spendendo soldi, creando soldi, facendo muovere il capitale insomma. E menando le mani a casaccio. Già lo adoro.

Il titolo presenta una formula di gameplay assai strana che fonde elementi di un beat'em'up ad elementi di... capitalismo? Praticamente possiamo comprare ogni cosa nel gioco, dalle trappole ai nemici semplicemente utilizzando i nostri soldi durante le battaglie.

La nostra piccola capitalista.

Una volta caricata la barra della calcolatrice è possibile vedere il prezzo delle cose (ogni cosa a schermo esclusi i fondali ha un prezzo) e spendere dei soldi per farli diventare nostri. I nemici diventeranno nostri alleati e le trappole si attiveranno ad un nostro comando. Tutto ciò durante l'adrenalina dei combattimenti.

Il titolo è estremamente veloce nell'azione ed estremamente complesso nelle meccaniche poiché ci sarà richiesto di picchiare i nostri (molteplici) avversari, schivarne i colpi e riuscire ad aprire una calcolatrice su schermo con cui fare i conti e offrire i soldi necessari per comprare i nemici.

E poi ci si chiede perché ci ha messo tanto ad arrivare in Europa. Si tratta ovviamente di un gameplay più adatto alle corde degli orientali. No?

Stupidaggini a parte, il titolo è frenetico, colorato e divertente ma si esaurisce tutto quanto in quelle che per me sono le sessioni sulla tazza, per altri magari quelle in autobus e nulla più. Non si tratta di un titolo che riesce ad occupare pienamente le giornata di un videogiocatore e che può essere tranquillamente lasciato da parte per titoli di maggiore spessore.

Insomma, parliamo di un gioco senza infamia né lode che, per fortuna, appare solo su console portatili anche se questo non basta: su Switch sono infiniti i titoli per cui fare volentieri a meno di questo e su PlayStation Vita... Su PlayStation Vita.

Una meccanica che ho adorato. E odiato. Tanto.

Sul fronte tecnico c'è veramente poco da dire, la pixel art è pregevole e le musiche sono orecchiabili e al passo con il ritmo incalzante dell'azione di gioco. Forse possiamo ritrovare un difetto nella poca varietà di ambientazioni e nemici, che risultano troppo pochi e ben poco caratterizzati quasi a sottolineare il loro essere un semplice pretesto per tirare fuori i pugni. E va benissimo, ma si poteva forse, forse, fare qualcosa di più per avere ambientazioni meno “vuote” e nemici più memorabili.

Purtroppo possiamo dire la stessa cosa anche della giovane protagonista che non resta assolutamente impressa nella testa di chi gioca: delle mie ore passate in sua compagnia ricordo un ammasso di pixel che picchia altri pixel e che spende i soldi beffeggiandosi della povertà degli altri. Sì, mi sono divertito come un bambino giocandoci e questo è quello che, secondo me, fa la differenza all'interno di produzioni simili.

Penny Punching Princess non vuole essere un titolo profondo, non vuole essere un titolo dal forte spessore, vuole essere esattamente quello che è: un divertentissimo passatempo che passa con il passare del tempo. E tanto basta.

Di certo da tenere sott'occhio in periodi di saldi e se si ha voglia di sana e divertente ignoranza nelle proprie giornate, per tutto il resto ci sono gli smartphone.

Disponibile per PS Vita (versione testata), Nintendo Switch