Il primo Ni no Kuni, uscito in occidente ben cinque anni fa, è stato un gioco di ruolo realmente particolare.

Se da un lato infatti era innegabile che il suo lato artistico fosse ricco di fascino e classe da vendere (dopotutto, parliamo di un gioco realizzato con la supervisione dello Studio Ghibli “in persona”), dall'altro allontanava la magia e la perfezione dei lungometraggi del maestro Hayao Miyazaki per via di un impianto di gioco piuttosto canonico, nonché di un comparto narrativo frammentato e dal ritmo incerto, nonostante l'incipit fosse estremamente toccante.

La storia del tredicenne di nome Oliver orfano di madre, accompagnato nell'universo magico (abitato da versioni fantastiche di persone e animali del nostro mondo) dalla bambola/fata di nome Lucciconio, avvicinò moltissimi giocatori, incuriositi dal sensazionale stile grafico e sicuri di star per giocare “l'RPG di Miyazaki”.

Così non è stato, purtroppo. Ora, gli anni sono trascorsi e i talentuosi Level-5 non sono di certo rimasti con le mani in mano, pronti a proporre il sequel di quel gioco tanto incerto nel risultato, quanto ricco di inventiva e maestosità estetica. Poiché oggi non è più il tempo della Strega Cinerea, bensì è il destino di un regno il nostro obiettivo primario.

ni no kuni 2
Il battle system è ora decisamente più frenetico e avvincente.

Un regno, che ora ha i connotati di una grande avventura fantasy classica, con eserciti, re e mostri fantastici, senza abusare di chissà quale licenza poetica e proponendo di fatto un delizioso background fiabesco. E la storia? Anche in questo frangente, gli sviluppatori al soldo di Bandai Namco hanno deciso di fare le cose per bene, prendendo considerevolmente le distanze dal primo capitolo pur mantenendone lo stile leggero e coloratissimo: nel gioco faremo infatti la conoscenza di un giovane principe (Evan) e del suo desiderio di unificare tutti gli stati in un unico, grande regno.

Senza guerre, spargimenti di sangue o violenze di alcun tipo. Obiettivo per nulla semplice, visto che il perfido Hamnar ha tutta l'intenzione di scatenare le sue armate contro il pretendente al trono. Una trama piuttosto classica, seppur impostata come fossero dei brevi racconti auto conclusivi, quella di Ni no Kuni II: il Destino di un Regno.

Attenzione, però: nulla è lasciato al caso e, cosa più importante, l'aria che si respira sarà sempre e comunque quella di una storia cappa e spada in cui tutti i personaggi, inclusi quelli non giocanti, saranno uniti da un comune denominatore: l'Avventura. Sì, perché il viaggio di Evan, Roland e dei loro compagni è impostato alla stregua di una piccola, grande odissea, in cui il tema del ”viaggio” farà da collante ai vari eventi che saremo chiamati a vivere in prima persona.

E se mancheranno colpi di scena al cardiopalma o sequenze cinematiche, è proprio perché il titolo Level-5 desidera differenziarsi dai vari Final Fantasy-wannabe, esprimendo il suo massimo prestigio attraverso un'ossatura strutturale (e narrativa) piuttosto classica ma perfettamente bilanciata.

 

ni no kuni 2
Non sarà il tocco di Miyazaki, ma poco ci manca.

Poche cut-scene a spiegarci il susseguirsi degli eventi e molta fantasia, così come gran parte del divertimento è scandito dai combattimenti contro i nostri avversari, momenti in cui il titolo Bandai Namco gioca le sue carte migliori. Un battle system in tempo reale in cui potremo attaccare i nemici incontrati sul nostro cammino con colpi deboli o velocissimi, saltare, effettuare capriole o lanciare utili armi da taglio in direzione del mostro di turno, renderanno i vari duelli decisamente accattivanti, come nel miglior capitolo della serie Tales Of.

La possibilità di switchare in tempo reale uno dei tre personaggi a disposizione renderà inoltre piuttosto variegati gli scontri, nonostante una certa semplicità di fondo non li renda mai veramente impegnativi, neppure nelle battute finali dell'avventura. Un po' un peccato, visto che sarebbe basato impostare un livello di difficoltà lievemente tarato verso l'alto per ovviare a questo problema. Ma non solo: Ni no Kuni II si fonda anche su alcune sezioni in cui saremo letteralmente chiamati a ricostruire il nostro impero e grazie alle quali potremo condurre i nostri eserciti privati in vere e proprie battaglie campali.

Fortunatamente, in questo caso si tratta di un'aggiunta decisamente gradita, che non sfigurerebbe in un gioco a parte tanta è la ricchezza di tali sezioni e che dona al titolo un piacevole retrogusto strategico. Per quanto riguarda il resto, Ni no Kuni II: il Destino di un Regno è un gioco artisticamente (e visivamente) sbalorditivo. L'assenza di Studio Ghibli è sì un piccolo malus, specie nelle sequenze non interattive, ma la ricchezza scenica e la freschezza con cui il tutto è reso a schermo ci farà dimenticare di questo neo molto in fretta.

Questo grazie anche e soprattutto alla presenza di Yoshiyuki Momose, animatore dello Studio Ghibli nonché autore del design dei vari personaggi presenti nel gioco, accompagnato dalla sontuosa colonna sonora di Joe Hisaishi, compositore nipponico che ha ”casualmente” lavorato in passato con lo stesso Hayao Miyazaki e Takeshi Kitano.

Disponibile per PlayStation 4 (versione testata), PC