Era il 2009 e su console Nintendo DS spopolavano i giochi concettualmente legati a una struttura touch. Esponente di spicco di quel fortunato filone fu la serie Scribblenauts, la quale proponeva – al netto dei limiti strutturali – alcune trovate di gameplay realmente sorprendenti, specie per l'epoca, grazie anche all'impiego intelligente dei due schermi dell'allora popolarissima piattaforma da gioco della Grande N.

Ora, gli anni sono passati, la serie Scribblenauts è scomparsa dalle scene e i giocatori sono molto più propensi all'immediatezza, piuttosto che alle buone idee originali.

Ecco quindi che Warner Bros. Interactive ha deciso di cogliere la palla al balzo e rispolverare così la serie di Scribblenauts, cambiandone però i connotati: Scribblenauts Showdown è infatti in tutto e per tutto un classico party game, forte di alcune meccaniche prese di peso dai precedenti episodi.

Sarà stata una buona idea modificarne l'ossatura di base per venire incontro a quanti più casual gamer possibili?

scribblenauts
Chissà cosa avrà preparato di buon... ah, no.

Shiver Entertainment ha quindi cambiato le carte in tavola, trasformando Scribblenauts in qualcosa di sensibilmente diverso. Iniziamo col dire che, essendo un party game per 2 e 4 giocatori, Scribblenauts Showdown offre tutta una serie di opzioni a tema, ossia le modalità Versus, Showdown (o Resa dei Conti) e Sandbox.

Le prove si distinguono in due categorie: la prima, "Parole", ci richiederà di formare delle combinazioni di lettere direttamente dal nostro taccuino, mentre "Velocità" vedrà l'utilizzo più tradizionale dei tasti del pad, premuti entro un certo tempo limite (il più breve possibile). Nonostante i minigiochi siano in gran quantità (parliamo di circa venti competizioni differenti), la noia sopraggiungerà molto presto, proprio a causa di una certa ridondanza di fondo.

Nessun giochino è infatti particolarmente ispirato o avvincente, tanto che gli sbadigli inizieranno a farsi sentire dopo solo una manciata di minuti. La modalità Resa dei conti cerca di rinvigorire un po' la questione, grazie ala fatto che i partecipanti – all'interno di una specie di Gioco dell'Oca – sono chiamati a utilizzare alcune carte, il cui contenuto determinerà la sfida e il premio da ottenere.

La modalità Sandbox, invece, propone 8 piccole aree a tema in cui saremo chiamati a portare a termine dei semplicistici obiettivi assegnati da alcuni personaggi non giocanti. Nulla di particolarmente brillante neanche stavolta, ma quantomeno è apprezzabile il tentativo di variare un'offerta piuttosto stantia e che puzza di vecchio lontano un miglio.

scribblenauts
Voglia di mare, sole e giochi sulla sabbia?

A salvarsi in Scribblenauts Showdown è solo ed esclusivamente il comparto estetico, il quale sembra uscito  da uno di quei fumetti astratti e minimalisti tanto in voga negli ultimi anni.

Per il resto, spiace constatare come gli sviluppatori di Shiver non si siano sforzati in alcun modo a proporre qualcosa di gustoso e soprattutto divertente, offrendo solo alcune blande sfide per più giocatori senza il minimo guizzo creativo (per dire, un qualsiasi capitolo della serie di WarioWare se lo mangia in un sol boccone). Soprattutto, senza che alcun minigioco diverta per davvero.

Ed è un vero peccato, poiché la forma originale dello Scribblenauts datato 2009 è ancora parcheggiata ai box, che aspetta un vero e proprio seguito ufficiale che dia nuova linfa al franchise.

A quanto pare, però, al momento non se ne parla affatto, tanto che l'unica cosa che ci rimane tra le mani ora come ora è un blando party game senz'arte né parte.

Disponibile per PlayStation 4 (versione testata), Xbox One, Nintendo Switch.