Il mio battesimo sulla versione completa di Sea of Thieves è andato meglio del previsto.

Come avete avuto modo di constatare nel primo articolo di questa mini anteprima che fungerà da preludio alla recensione, ho avuto la possibilità di saggiare le varie missioni basilari e di farmi le ossa (e romperle a qualche temerario scheletrico nemico) nei lussureggianti mari targati Rare.

L’esperienza in singolo, a cui continuo a giocarci quando non ho amici disposti a salire sulla nave del capitano Dondlan, è davvero godibile e intrigante.

Veleggiare su un piccolo Sloop in direzione ignota mi ha fatto sentire come un pirata sul viale del tramonto, rinnegato da tutte le ciurme perché ormai fin troppo vecchio per le avventure più ardite, che ha ancora però la voglia di mettersi in gioco e rischiare.

Ho messo su le musiche del primo, intramontabile, Monkey Island e ho cominciato a fantasticare su una trasposizione moderna dello SCUMM Bar, di gente appesa ai candelabri e NPC dall’aspetto importante.

sea of thieves

Viaggiando con la fantasia ho riflettutto sulle effetive potenzialità del gioco e, considerando la struttura del gioco e le già solide basi sandbox/ruolistiche, ci sono margini di evoluzione notevoli.

Ma, tornando a noi, io oggi mi trovo qui per raccontarvi qualche esperienza in multigiocatore che ho avuto il piacere di vivere con alcuni dei miei amici. Grazie alla condivisione dei server tra Xbox One (la piattaforma dove sto testando il gioco) e Windows 10 (piattaforma di gioco dei miei amici), siamo riusciti a formare una ciurma multietnica in barba ai razzismi e agli “aiutiamoli sulla console loro!”.

Rimanendo in tema e soprattutto ai neofiti e a chi non ha avuto modo di impratichirsi nel mondo piratesco di Microsoft con alpha e beta build, consiglio di fare esperienza in coppia o in squadra, in modo da familiarizzare con le meccaniche di gioco.

Prima di lanciarmi su un galeone ho optato per un’esperienza più contenuta, anche per spiegare di volta in volta, le meccaniche di gioco a qualche amico in stile “tutorato”. Dopo un breve briefing sul codice ontologico piratesco, sul parley (in caso si infrangessero le regole homemade della futura ciurma) e quant’altro, gli ho fatto acquistare un contratto dalla commerciante dell’Avamposto Plunder presso cui era ormeggiato il nostro Sloop.

sea of thieves

Saliti a bordo, siamo stati attaccati da un’arrogante bagnarola guidata da due sprovveduti. A quel punto è saltato tutto. Gli schemi, il tutorial e la mia calma e sono stato posseduto da uno spirito di competizione che ha scalzato la mia indole fondamentalmente pacifica.

Ci siamo lanciati in un’inseguimento sfrenato che, fin dai primi scambi senza esclusione di colpi, poteva avere un solo esito e poteva vedere soltanto il nostro duo come vincitore. In un quasi no-contest, fatto di manovre evasive e di cannonate chirurgiche, siamo riusciti ad affondare il povero Sloop che ha osato mettersi contro di noi. Non c’è niente di meglio di una sana esperienza sul campo per iniziare al meglio un’avventura.

Alla fine, dopo una piccola missioncina di recupero di un tesoro di un miserabile pirata, ho deciso di fondare la mia prima ciurma e di reclutare tre amici ex-novo ma dotati della giusta intraprendenza e affamati di avventure.

Dopo aver passato una buona mezz’ora per trovare ben tre tesori su un’isola combinando il nostro “invidiabile intelletto” ci siamo imbarcati alla volta di Marauder’s Arch per completare il nostro incarico della gilda dei Cacciatori d’Oro che, “dall’alto” del mio decimo livello di fama presso questa organizzazione, eravamo già gongolanti all’idea di intascare migliaia di dobloni.

sea of thieves

I forzieri luccicavano nella sala del capitano e non vedevamo l’ora di scagliare altri scrigni in quella che era ormai era destinato a diventare il deposito di Paperon De Paperoni.

Il bello di questo gioco però è che, sebbene l’apparente semplicità concettuale delle meccaniche e degli incarichi, niente è da dare per scontato. Ciò che ci aspettava nei pressi di quell’isola maledetta, però, non avremmo di certo potuto aspettarcelo.

C’era una tempesta incredibile ma, forti dei nostri colpi di fortuna in qualche piccola missioncina precedente e con le stive ricolme di tesori simboli dei nostri successi, ormai non temevano più nulla.

Una serie di sfortunati eventi e un colpevole amico andando improvvisamente “afk” nel momento del bisogno, ci siamo ritrovati con le braghe calate ed impotenti nei confronti delle forze della natura.

sea of thieves

Nel giro di pochi minuti ci siamo ritrovati sconfitti, spaesati sebbene avessi cercato di difendere con le unghie e con i denti il nostro galeone dalle onde che imperversavano furiose e dai lampi tonanti che spezzavano il cielo oscuro sopra di noi.

Come chi punta a svuotare in fiume bevendolo al fine di attraversarlo, così noi cercavamo invano di svuotare il nostro vascello da migliaia e migliaia di galloni d’acqua.

Ci siamo tuffati in fondo al mare per recuperare i tesori ma, putrtoppo, eravamo troppo lontani da un qualsiasi porto per intascare la grana.

Come il nostro galeone, così sono finite a picco le nostre speranze di diventare ricchi ma, di certo, non la nostra voglia di riprovarci ancora e ancora.