C'è da dire che negli ultimi tempi gli anni '80 sono tornati prepotentemente di moda. Prima Big Bang Theory, che ha riportato in auge la cultura del “nerd” distribuendola alle masse, passando poi per prodotti come Stranger Things, serie in grado di omaggiare il decennio più kitsch che la storia ricordi, grazie a una valanga di citazioni – più o meno volontarie – tratte da film, fumetti e videogiochi in voga durante quegli anni.

Dai Goonies, passando per i Ghostbusters, Ritorno al Futuro, E.T. e una valanga di altri riferimenti messi lì appositamente a far scendere la lacrimuccia allo spettatore ultra trentenne nostalgico.

Perché non si esce vivi dagli anni ottanta. E lo sanno bene anche gli sviluppatori di Fourattic, che al soldo di Devolver Digital hanno deciso di proporre la loro personalissima avventura ambientata nei prorompenti eighties, ossia Crossing Souls.

Il gioco ci immerge da subito in contesto atto a omaggiare la cultura pop e geek di quei tempi: cinque amici, Chris, Math, Charlie, Big Joe e Kevin trovano per puro caso un cadavere nelle foresta. Affianco al corpo scovano anche il cosiddetto Duat Stone, un oggetto che permette di collegare il mondo dei vivi con quello dei morti. Scopriranno poi che il morto altri non era che un archeologo spedito dal governo degli Stati Uniti in Egitto per indagare proprio sul manufatto misterioso.

Inutile dire che ciò innescherà una reazione a catena che metterà in serio pericolo i cinque ragazzi, protagonisti di una storia che attinge a piene mani dall'immaginario di un film diretto da Steven Spielberg o di un libro di Stephen King. I protagonisti, ognuno dei quali dotato di un'abilità particolare, sarà alternabile in tempo reale dal giocatore, chiamato a risolvere vari enigmi ambientali e sconfiggere avversari più o meno coriacei, il tutto con una visuale a volo d'uccello e uno stile in pixel art di discreta fattura.

Peccato che, nonostante tutto, l'inquadratura scelta tenda spesso e volentieri a confondere il giocatore, il quale si perderà i cosiddetti pezzi per strada proprio per via di una visuale piuttosto bislacca. Questo specie nelle varie sezioni platform di cui il gioco è composto, eccessivamente frustranti proprio per via dell'impossibilità di prendere le giuste distanze tra un salto e un altro.

crossing souls
Una luce bluastra viene fuori dal terreno? Cosa vuoi che sia.

Peccato anche che, alla lunga, Crossing Souls mostri il fianco a una ripetitività di situazioni non indifferente: a poco serve la possibilità di alternare i nostri giovani protagonisti, visto che spesso e volentieri le azioni che andremo a compiere saranno sempre le stesse.

Fortuna vuole che il divello di difficoltà sia tarato verso l'alto, cosa questa che strizza l'occhio ai vecchi videogiochi anni ottanta e novanta, complice anche il fatto che l’energia dei protagonisti potrà essere ripristinata solo ed esclusivamente grazie a dei cuori trovati all'interno di casse e oggetti. In ogni caso, al di fuori di queste defezioni strutturali, il titolo prodotto da Devolver Digital è un sincero omaggio a un'epoca ormai passata, ma ancora tremendamente viva all'interno di ciascuno di noi.

Chiunque sia cresciuto con film come Stand by Me non può e non deve perdere l'occasione di provare con mano, almeno una volta, il gioco targato Fourattic. Sia mai scocchi quella scintilla, vecchia di oltre trent'anni.

Disponibile per PC (versione testata), PlayStation 4 e PlayStation Vita.