Nelle ultime ore il mondo del gaming è stato scosso da un leak imponente su Red Dead Redemption 2, uno di quelli che - se venisse confermato - confermerebbe l'intenzione di Rockstar Games di fare dannatamente sul serio con il suo nuovo western open world.

La (supposta) fuga di notizie arriva da Trusted Reviews parrebbe suggerire un focus sulla "persistenza" che andrebbe persino oltre quanto visto con GTA Online, una vera e propria piattaforma attiva ancora oggi dai tempi del lancio su PS3 e Xbox 360.

Parliamo di un titolo che rappresenterebbe il culmine dell'esperienza di Grand Theft Auto V, che non uscirebbe sul mercato tastando un po' il terreno e regolandosi in base al feedback dei giocatori, ma sarebbe convinto fin dal primo istante della direzione da prendere.

Questo porterebbe, ad esempio, ad avere una prospettiva in prima persona opzionale disponibile fin dal day one, se la guardiamo dal punto di vista della tecnologia; ad avere una modalità battle royale, se parliamo invece di contenuti, per cavalcare con il piglio di Rockstar il successo di PUBG e Fortnite.

Ci piacerebbe tutto questo? Diamo un'occhiata al leak - la cui veridicità sarebbe garantita dal fatto che i documenti pervenuti a TR in agosto avrebbero visto ampie porzioni ufficializzate in seguito nei trailer - voce per voce.

red dead redemption 2

Red Dead Redemption 2 Battle Royale

Detto che potrebbe trattarsi tranquillamente di un "equivoco", dovuto ad una denominazione fuorviante, nel caso in cui Red Dead Redemption 2 si lanciasse nel campo dei battle royale potrebbe segnare non soltanto una rottura netta in termini di qualità e supporto, ma anche un problema serio per quanti in quel campo vi sono già adesso.

Parliamoci chiaro, né PUBG né Fortnite brillano da un punto di vista tecnico, e qualora Rockstar Games avesse pensato di insinuarsi tra i due player più grossi... beh, potrebbe rappresentare perlomeno un'alternativa valida, in grado col carisma dei suoi titoli di sottrarre fette d'utenza importanti.

Il mio dubbio è che per ottobre possano arrivare altri giochi dal forte appeal in questo ramo al momento abbastanza contenuto e che l'utenza che ora popola il business sia ormai orientata ai contenuti gratuiti su cui Fortnite poggia le proprie fortune più grandi. Aggiungiamoci anche che in un contesto del genere (fotorealismo, valori produttivi, ecc.) un'arena con 100 giocatori non sarebbe facilissima da maneggiare a livello di server e potenza di calcolo.

Red Dead Redemption 2 Battle Royale, chiamiamolo così, sarebbe il primo AAA a prezzo pieno ad arrivare in città e questo da un lato sarebbe un esperimento interessante, dall'altro potrebbe venire rigettato da community attualmente formate da giocatori interessati più al F2P che al blockbuster d'azione.

Sia quel che sia, l'impressione è che lo studio dei fratelli Houser abbia un know how sufficiente per decidere se lanciarsi in una determinata sfida e per competere online; e, soprattutto, che qualora lo facesse sarebbe in grado di mantenere una certa coerenza all'interno del suo prodotto.

Ci giocherei? Questo è un altro paio di maniche, e più avanti vedrete perché.

red dead redemption 2

Parola d'ordine: persistenza

Dal leak di oggi trapela la volontà di rendere l'ambiente online di Red Dead Redemption 2 un ambiente in cui stare a prescindere da cosa si stia facendo, un po' come quello di GTA V ma molto, molto più avanti. L'open world sarebbe ugualmente esplorabile in rete, ma con una maggiore reattività dell'ambiente.

Ad esempio, gli NPC decorerebbero i propri negozi con diverse amenità presumibilmente legate al periodo dell'anno, così come "abbasserebbero le serrande" alla fine della giornata. Ci sarebbe anche la possibilità di avere ricompense basate sul modo in cui si esplorerebbe, sul numero di km percorsi per effettuare una kill o sull'arma utilizzata.

Come in GTA Online ci sarebbero tende che fungerebbero da appartamenti, che potranno essere acquistate dai giocatori e persino aggiornate per una maggiore performanza. Cambierebbero non soltanto le funzionalità supportate ma anche l'aspetto esteriore.

Uno dei problemi di Grand Theft Auto V nella sua componente multiplayer era ed è lo svuotamento di determinate playlist, che finiscono puntualmente con l'essere inutilizzate dopo tot tempo dal loro lancio; a tal fine Rockstar garantirebbe la possibilità di creare eventi spontanei al momento, come cacce al tesoro e deathmatch particolari. Ci sarebbe persino una companion app con tutti gli elementi social e, ovviamente, un minigioco di poker.

In questo caso, diversamente dalla battle royale, non si tratta di informazioni sconvolgenti; di certo, dopo l'esperienza assai fruttuosa di GTA Online era lecito aspettarsi un'evoluzione a 360 gradi, che andasse ad influenzare non soltanto l'esperienza multiplayer ma anche il single-player in rete. La strada intrapresa pare essere quella giusta, dal punto di vista della "commistione".

red dead redemption 2

E il single-player?

Sarà il single-player il cuore di una produzione del genere, comunque, o almeno nei gusti di chi vi scrive, che dell'originale ha amato la narrazione cinematografica di Rockstar Games. E lo studio con hq a New York non sembra voler disattendere le aspettative di quanti vogliono un gameplay capace di supportare il gioco in solitaria.

L'ambientazione prima di tutto sarebbe ampissima, includendo location come Armadillo e Ridgewood, e in particolare l'intenzione sarebbe popolarle maggiormente di NPC in grado di rendere dei servizi concreti al giocatore e la cui presenza sarebbe determinata dal ciclo giorno/notte.

Parliamo di armaiolo, becchini, possessori di general store, così come di titolari di punti a cui rivolgersi per il gioco d'azzardo e mercati paralleli tramite cui ottenere prezzi scontati. Le novità non si fermerebbero a questo ma coprirebbero anche i mezzi di locomozione lungo la mappa.

Sarebbero state implementate ferrovie realmente funzionanti, ma pure carrelli minerari, carrozze e carretti di vario genere; ogni mezzo avrebbe diverse tipologie, distinte per velocità, corazza ed estetica (personalizzabile a a proprio piacimento? Questo non è sicuro).

Le attività secondarie garantirebbero l'opportunità di prendere parte a corse di cavalli, con tanto di grado da far salire in base alle proprie performance, o darsi alla pesca con "dozzine di pesci diversi" da catturare in base alla zona in cui ci si dirigerebbe, differenti modelli di ami e canne, e così via. Sarebbe possibile raccogliere numerose erbe, infine, per finalità di crafting.

L'idea è che i creatori di Manhunt e Bully abbiano pensato di rivolgersi ulteriormente ad una platea RPG con questo nuovo exploit, qualora queste indiscrezioni venissero confermate, in modo da tenere l'utente più "ingabbiato" possibile nella struttura del gioco. Una tendenza già sempre piuttosto viva nelle produzioni della casa americana, ma che nella nuova iterazione di RDR sembrerebbe ancora più radicata.

Fa piacere sentire che, al di là del focus online che era abbastanza scontato vista l'evoluzione dell'industria negli ultimi anni e aspettando di saperne di più sulla storia, R* stia pensando alla vecchia guardia dei fan non soltanto di GTA ma anche del primo Red Dead Redemption.

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L'etica del pistolero

Una delle caratteristiche di Rockstar Games, dicevamo, è la capacità di raccontare storie. Nella sua autorialità, però, la software house ha sempre lasciato poco margine di manovra al videogiocatore, che si è limitato fin qui a giocare i suoi titoli come se fossero libri da leggere o film da guardare, quanto ad impatto sullo svolgersi dei fatti.

Questa in genere è stata la sottilissima linea che (insieme ai sistemi di progressione) ha separato i fratelli Houser dal genere dei giochi di ruolo, dal momento che nelle loro produzioni hanno aggiunto negli anni ogni genere di attività secondaria o collaterale tipiche degli RPG.

Una linea destinata a sfumarsi ulteriormente in Red Dead Redemption 2, sembrerebbe, grazie alla possibilità di dare una direzione unica alle missioni della campagna in base ai personaggi con cui andremmo ad interagire. Gli obiettivi potrebbero cambiare, così come i dialoghi sbloccati e le sorti di alcuni NPC; il tutto sarebbe regolato dalla nostra moralità.

Allo stesso modo, avremmo la possibilità di disarcionare i nostri nemici o colpirli in determinati punti per metterli al tappeto in maniera non letale, così da poter avviare un dialogo contestuale per ottenere informazioni o denaro in cambio della vita.

Nel solco della classicità, invece, si posizionerebbe il numero di stelline che determinerebbe, come in ogni altro titolo del franchise GTA, quanto le forze dell'ordine ci stiano dando la caccia. Colpire un pedone avrebbe un risultato minimo sull'innalzamento della barra "wanted", mentre mettere a ferro e fuoco un saloon darebbe molto più nell'occhio.

Non nascondo che questa porzione del rumor mandato alle stampe da Trusted Reviews sia la mia preferita: una storia raccontata con la qualità di Rockstar in cui potrò lasciare un segno tangibile, avere rimorsi che non mi faranno dormire la notte e un maggiore valore di rigiocabilità - dove devo firmare?

Scopriremo, magari all'arrivo di qualche gameplay, se tutto ciò verrà confermato o meno dallo sviluppatore. Il lancio di RDR2, intanto, rimane fissato al 26 ottobre.