La mia esperienza con Nantucket è stata veloce e brutale. Molto brutale. Sin dal primo istante sapevo che quel pulsantino, alla partenza di una nuova partita, sarebbe stata la mia fine: il permadeath.

Nantucket è un gioco di strategia sulla caccia alla balena (e detto così sembra bruttissimo) ma è anche un sequel non ufficiale di uno dei capolavori della letteratura: Moby Dick.

Uno dei primi giochi del 2018 ci mette infatti nei panni di Ishmael, unico sopravvissuto della ciurma di Ahab e narratore del  libro di cui sopra, alla ricerca di vendetta sulla maledetta balena bianca.

Cacciatore sconosciuto nel mondo e senza un soldo in tasca, il nostro compito è quello di procurarci un equipaggio, armare una nave e partire alla ricerca del nostro avversario.

Un po’ FTL, un po’ Darkest Dungeon, Nantucket si presenta con una grafica molto ben curata e con un suo stile particolare, soprattutto nelle illustrazioni di eventi e carte dei personaggi. Dei titoli appena citati eredita anche quel poco di roguelike da renderlo veramente difficile e una certa randomicità non troppo marcata.

Nantucket
Dopo qualche ora di gioco sarete più o meno così.

Leviamoci subito di torno la questione “storia”, le missioni principali di Nantucket non sono ne lunghe, ne molte, il gioco può essere tranquillamente completato da capo a fine in una decina d’ore sapendo esattamente cosa fare e molto del tempo impiegato dipenderà soprattutto dagli eventi random più che da quelli scriptati.

Punto debole, forse, dell’esperienza è che le quest secondarie sono sempre posizionate nello stesso posto e prive di qualsiasi elemento randomico, questo porterà il giocatore ad acquisire oggetti estremamente potenti in pochissimo tempo, rendendo il gioco molto più facile di quando sembri in realtà. Insomma, dopo un paio di giri fatti bene la longevità del gioco cala mostruosamente.

Detto questo, che secondo me è il difetto principale di tutta l’esperienza, passiamo alle cose serie. Inizialmente il nostro equipaggio sarà incredibilmente limitato, lo spazio in stiva poco e le bestie che incontreremo relativamente giovani.

Messo insieme il primo equipaggio nella taverna, comprato delle provviste e partiti dal porto di Nantucket ci troveremo di fronte a una mappa del mondo completamente esplorabile che nasconde quest, branchi di balene e altri porti in cui rifornirsi o vendere il risultato delle nostre caccie.

Leggendo i giornali nei diversi porti è possibile acquisire missioni che offriranno dollari, prestigio ed esperienza, oltre che ad indirizzarci verso possibili territori in cui cacciare le balene.

Nantucket
Le rotte delle quest sono convenientemente segnate sulla mappa.

Anche questi ultimi sono sempre fissi all’interno della mappa, quindi è possibile dirigersi direttamente verso il preferito tipo di pesce e iniziare ad arpionare.

Il gioco mette a disposizioni diversi tipi di cetacei da trasformare in prezioso olio, dai narvali alle balenottere azzurre, ognuna con le proprie abilità e valore una volta eliminate: anche qui dopo qualche walzer con gli esseri marini saprete esattamente che abilità portare per essere relativi salvi.

La ciurma che potete reclutare è divisa in quattro categorie: Cacciatori, Scienziati, Lavoratori e Marinai, più la categoria “Ragazzo di cabina” che parte da livello zero e può essere addestrato in cosa più ci aggrada. A loro volta le categorie principali hanno 3 specializzazioni a testa, ognuna con 3 abilità peculiari che dovrete tenere ben a mente.

Purtroppo la varietà di combinazioni, seppur grande in apparenza, è limitata dall’utilità delle singole abilità e dal fatto che non è possibile modificarle in alcun modo, se non per quanto riguarda il Capitano: quest’ultimo infatti può specializzarsi nelle quattro categorie possibili e acquisire tutte le abilità, andando a scegliere ciò che vuole utilizzare a ogni livello.

Altro fattore limitante è il prestigio del nostro Capitano: l’unico modo per reclutare nuovi marinai è di possedere abbastanza prestigio per poterlo aggiungere alla ciurma, oppure reclutarlo “da giovane” e farlo crescere a poco a poco.

Nantucket
Prima o poi potrete permettervi una nave migliore.

Molte abilità, purtroppo, si rivelano assolutamente fondamentali e il relativo marinaio farà sempre parte del vostro roster, soprattutto durante i combattimenti dove è possibile ridurre praticamente a zero le abilità avversarie con giusto un paio di accorgimenti.

Considerando che il massimo per l’equipaggio è dieci elementi e che fino a nove possono partecipare al combattimento, c’è veramente poco posto per qualcuno che non sia necessario durante gli scontri.

Il gioco vi costringe a una scelta un pochino forzata, ma condivisibile in alcuni casi: per poter aumentare il livello di un comparto della vostra nave è necessario avere qualcuno nella ciurma con la giusta abilità, peccato che in quel caso scoprirete che l’uomo in questione è assolutamente inutile in combattimento.

Perché vi chiedete? Ve lo spiego subito. Il combattimento, prima di tutto, è diviso in due versioni: sulle barchette per attaccare in mare e a terra/sul ponte delle navi grosse.

Nel primo caso avrete a disposizione fino a tre barche da tre posti l’una, per un totale di nove possibili marinai assegnati (il numero di barche è relativo al tipo di nave che possedete al momento) e in combattimento solo uno degli occupanti alla volta, salvo abilità speciali, potrà utilizzare le proprie capacità.

Nantucket
La prima morte non si scorda mai.

Le skill attive sono divise su un dado da sei di cui uno slot è specifico per un eventuale abilità attiva di un oggetto equipaggiato, tre sono disponibili una volta scelta la classe e due occupati da abilità che si sbloccano aumentando di livello.

Questo significa che, un Ragazzo di Cabina, possiede solo due slot di attacco nei suoi dadi base e quattro slot che non fanno nulla, un personaggio con una classe sbloccata avrà tre slot con la propria abilità principale e, una volta scelta la specializzazione, solo una (due nel caso dei cacciatori) su tre di queste hanno delle abilità attive.

Avete capito ora? No? Vi faccio un esempio. Per comprare una nave superiore a quella iniziale bisogna iniziare a sbloccare le sezioni che ancora non possediamo, mettiamo che dobbiate ricercare la cucina: per fare questo avrete bisogno di un marinaio della specializzazione “cuoco” almeno al livello 5 e dei soldi necessari per eseguire l’operazione. Questo marinaio non ha altre abilità attive e quindi avrà sempre e solo i suoi tre slot sul dado base. Mentre se aveste reclutato un marinaio con specialità diversa avrebbe avuto già quattro slot con la possibilità di attivare anche un quinto più avanti con delle abilità molto superiori a quella base.

Oltretutto non potete reclutare il marinaio, attivare il compartimento e poi liberarvene per due motivi: uno è che licenziare un marinaio fa perdere prestigio (potreste sempre farlo morire in mare, ma anche questo ha dei costi) e soprattutto perché per le navi più grandi avrete bisogno di aumentare il livello dello scompartimento e per farlo sarà sempre necessario avere l’abilità abbinata!

Mettete tutto insieme con il roster molto limitato e capirete, infine, perché il tutto è molto macchinoso.

Nantucket
Il combattimento, una volta a disposizione il massimo dei marinai, diventerà molto complesso.

Insomma, gran parte del vostro tempo sarà passato a girare tra un porto e l’altro per reclutare/licenziare marinai con le abilità necessarie ad avere la nave più grossa, per poi dimenticare completamente chi non possiede abilità attive e cercare di costruire il team perfetto.

Purtroppo tutto questo uccide la varietà possibile: ci sono alcune specializzazioni che non ho toccato neanche con un palo perché non fornivano ne abilità attive ne passive utili e, per esempio, non ho mai provato l’ebrezza di fondare un porto libero in cui rifornirsi durante le mie partite.

Dopo questa lunga digressione torniamo al combattimento: a ogni turno il nostro equipaggio tirerà un dado a testa, del tipo relativo alla propria classe (o quello determinato dalle statistiche scelte nel caso del nostro Capitano) e il risultato da uno a sei corrisponderà a uno slot con un abilità… o senza.

I combattimenti possono quini essere estremamente ostici, per esempio il vostro capitano potrebbe essere ucciso da una combinazione di eventi casuali ed abilità nemiche in un solo turno a semplicemente ridicoli (tipo Moby Dick che va giù in un paio di turni grazie a tiri molto fortunati). Mediamente la difficoltà è molto alta, fino a che non capite quanto siano fondamentali certe abilità e vi ritroverete con un team capace di resistere a qualsiasi cosa.

La differenza nei combattimenti a terra/sui ponti è che potrete usare al massimo tre marinai e ognuno di essi potrà compiere un azione durante il turno.

Nantucket
La trama si infittisce...

Ricordatevi che la morte dei marinai è definitiva (salvo una sola abilità presente nel gioco) e la morte del Capitano decreta il gameover immediatamente.

Detto questo, sono tre giorni che vado a letto verso le tre e mezza o le quattro, e ricevo messaggi su telegram della mia ragazza alle tre del mattino con su scritto “smettila di balenare” per costringermi ad andare a letto. E questo perché Natucket, nonostante qualche difetto qui e là, è un gioco assolutamente divertente e additivo e, nella più grande tradizione di questo genere di titoli, vi ritroverete a urlare di notte “Solo un’altra balena” e “Maledetta balena bianca!”, con il problema dei vicini che si lamenteranno che uno scaricatore di porto si è trasferito nel vostro appartamento e li tiene svegli tutta la notte.

Per la cronaca ci sono voluti quattro Capitani (quattro giocati col permadeath, l’ultimo ricaricando come un ossesso per vedere la fine) prima di riuscire a completare il gioco (il povero Arussil III era a un colpo dalla fine, ma un paio di roll sbagliati l’hanno massacrato da full vita a zero).

Spero in qualche patch di bilanciamento per certe cose in quando è chiaro che qualche problema c’è, ma per tutto il resto Nantucket rimane un gioco assolutamente fantastico e, si spera, il primo di una lunga serie di questo piccolo studio, tutto italiano, che mi ha fatto cominciare il 2018 in maniera grandiosa: perdendo il sonno e facendomi sognare balene bianche e combinazioni di abilità per ucciderle.