Con grandi produzioni nel genere RPG uscite negli ultimi anni è davvero difficile riuscire a emergere con un gameplay fresco e soddisfacente: Spellforce 3 ci prova mischiandolo insieme a del sano RTS, il risultato? Meno peggio di quanto pensiate.

I più sbrigativi di voi si saranno già letti il voto e il giudizio finale, al netto di pro e contro, di questo titolo e, probabilmente, avranno già chiuso la pagina e avranno optato per un altro gioco.

Però, amici, prestatemi orecchio (cit.).

Sebbene Spellforce 3 abbia i suoi difettucci, non è assolutamente un gioco da buttar via: sono pochi quegli ibridi che vanno a toccare dei capisaldi come i due presenti in questo titolo e, molto spesso, non riescono a eccellere in nessuno dei due.

Non si può neanche dire che qui si riesca a ottenere l’amalgama perfetta: eppure qualche elemento è salvabile e, per un appassionato della saga o qualcuno alla ricerca di un pochino di diversità nella propria vita videoludica.

spellforce 3
Una gestione delle proprie risorse è fondamentale.

La storia di Spellforce 3 è un prequel rispetto ai due capitoli precedenti, ambientata circa cinquecento prima la Convocazione, dopo qualche missione introduttiva potremmo finalmente creare il nostro Avatar e iniziare il gioco vero e proprio.

Proprio alla creazione del nostro alter-ego ci troveremo di fronte alla scelta di tre alberi di abilità che ci porteremo dietro per tutta l’avventura, ovviamente il nostro eroe sarà il pilastro portante dell’esercito che andremo a comandare quindi è un’ottima idea che sappia fare un po’ di tutto. Io, come al solito, ho scelto un mix di doppie spade e magie, con molti punti in destrezza, sperando di trovare qui e la delle katane (hint: le ho trovate).

Ci vorranno ancora diverse missioni prima che il gioco entri nel vivo vero e proprio, effettivamente il tutto è estremamente lento inizialmente e alcune missioni eccessivamente tediose, ma con un pochino di buona volontà si può andare oltre e trovare qualcosa di molto meglio.

Nonostante il gioco abbia due elementi principali è indubbio che è stato premuto l’acceleratore sulla componente RPG: dal gruppo che è possibile assemblare in pieno stile Baldur’s Gate a un “luogo sicuro” in cui potrete interagire con i vostri compagni e portare avanti le loro quest personali e il forte accento sulla sinergia tra le abilità che è possibile scegliere, avendo il pieno controllo della crescita di ogni singolo eroe.

Dall’altro punto di vista il comparto RTS soffre un po’ di ripetitività, le tre fazioni del gioco (Orchi, Umani ed Elfi) non sono così differenti tra loro come unità e il sistema sasso/carta/forbice è molto più spesso sovrastato dal caro vecchio sistema “io ho più unità di te”.

spellforce 3
L’equipaggiamento dei vostri eroi vi permetterà di sopravvivere agli scontri più duri.

La gestione delle proprie basi si basa (eh eh) su risorse e territori: ogni mappa è divisa in numero variabile di questi ultimi e conterrà diversi punti di raccolta per materie prime come legno, metallo, cibo etc…

I vostri eroi conquisteranno i territori costruendoci sopra un avamposto e dal quel momento potrete assegnare costruttori e raccoglitori alle varie attività in modo da sfruttare al massimo ciò che vi circonda, il fatto che il numero di lavoratori sia estremamente limitato porta a dover compiere delle scelte: in alcuni casi sarete costretti, per esempio, a spostare dei materiali da un avamposto a un altro per poterle raffinare proprio perché non avete abbastanza uomini per far funzionare tutte le strutture necessarie in un solo posto.

Certo, è un pochino una forzatura che non sia possibile creare lavorati e assegnarli a varie zone o spostarli alla bisogna, ma uno dei concetti base degli strategici è proprio quello di saper gestire le proprie risorse e in questo caso anche la manovalanza diventa uno strumento limitato.

Personalmente non ho amato troppo il sistema di controllo e la telecamera, in alcuni casi estremamente caotica e difficile da gestire, soprattutto con della vegetazione in mezzo a coprire truppe ed eroi, inoltre i due schemi disponibili per i comandi mi sono sembrati tutto fuorché comodi da usare.

Le mappe sono grosse e piene di zone da esplorare durante le missioni: mentre sarà più difficile riuscirci durante quelle RTS, a causa dei nemici che inviano costantemente truppe e della necessità di avere i vostri Eroi vicini per contrastarle velocemente, mentre in quelle totalmente RPG la possibilità di girarle in lungo e in largo non solo è ben gradita, ma porterà anche a numerose scoperte, oggetti con cui interagire, quest e bonus vari.

spellforce 3
Le quest, primarie e secondarie diventeranno una lista enorme a poco a poco.

Arriviamo però a quella che, per me, è stata la pecca più grossa: i tempi di caricamento.

In alcuni casi dovrete passare da una zona all’altra piuttosto spesso, che sia per portare una quest o per visitare un vostro compagno e i tempi di caricamento tra una zona e l’altra sono sempre stati un calvario.

Se però riuscirete a passare sopra qualche problema, Spellforce 3 vi garantirà una buona storia, un mix di generi riuscito nella media e, di base, un ottimo gioco che scambierà qualche ora della vostra vita sociale (chi ha una vita sociale? Ho un backlog su Steam che fa paura!) con del divertimento puro e semplice.