Annunciato ufficialmente su console e PC nel corso della passata stagione e nato come un banale progetto tra compagni di college - per poi sbarcare con successo su Kickstarter diversi anni fa - InnerSpace è un gioco molto particolare.

Lo si nota sin dal pretesto narrativo: sono gli ultimi giorni dell'Inverso,  un luogo abitato una voltà dal popolo degli Antichi.

Il nostro compito sarà quello di aiutare l'archeologo a recuperare alcuni preziosi ricordi, prima che questi vengano perduti per sempre nel tempo e nello spazio.

Fluttuando attraverso i cieli e le profondità di un mondo parallelo dai colori eccezionalmente saturi ma dai contorni poco definiti, saremo chiamati a scoprire la storia perduta di questo luogo misterioso, svelandone i retroscena e le cause che hanno portato all'estinzione gli abitanti di questa terra.

Il giocatore vestirà infatti i "panni" - se così potremo definirli - di un drone cartografo atto a scandagliare in lungo e in largo le varie ambientazioni, luoghi in cui la gravità ci spingerà verso l'esterno anziché l'interno, come il nostro caro pianeta Terra.

E da lì saremo chiamati a fuggire, in un certo qual modo, evitando di rimanere intrappolati per sempre in questa dimensione parallela che di ospitale ha davvero ben poco. Messa così, l'avventura di Polyknight Games parrebbe essere quantomeno avvincente, specie su PS4 (ossia la versione da noi testata grazie a un codice fornitoci dallo sviluppatore).

E se dal punto di vista estetico è assolutamente così, non possiamo purtroppo dire lo stesso per quanto riguarda il sistema di gioco. Questo perché, semplicemente, un vero e proprio sistema di gioco non c'è.

In InnerSpace il "game over" è infatti una chimera, e il nostro compito sarà sempre e solo quello di fluttuare attraverso le varie ambientazioni, senza se e senza ma.

Considerando anche l'inquadratura schizofrenica e il difficile modello di volo del nostro drone (che a quanto pare ha serie difficoltà a capire quando virare verso l'alto e quando verso il basso).

innerspace
Se vi sembra evocativo, sappiate che è proprio così...

Ma non è tutto: le uniche situazioni di "pericolo" (le virgolette sono d'obbligo) che ci costringeranno a ripartire daccapo in una determinata sezione, saranno solo ed esclusivamente nel caso in cui decidessimo di schiantarci con troppa costanza contro pareti o ostacoli di vario tipo.

Considerando che passeremo spesso in spazi angusti e ristretti, ciò avverrà più frequentemente di quanto si possa credere. Per il resto, InnerSpace ci spingerà a risolvere elementari enigmi ambientali e raccogliere di tanto in tanto reliquie degli Dei e altri oggetti utili a farci arrivare - senza particolare sudore della fronte - all'epilogo dell'avventura principale.

Epilogo che, evitando di vagare a zonzo per ammirare i vari scenari (sempre piuttosto evocativi, nonostante tutto), arriverà nel giro di 4/5 ore dall'inizio dell'avventura, che alla fine ci vedrà piuttosto affranti e annoiati.

Sempre che non siate tra coloro che amano stare all'interno di un videogioco per il puro gusto di starci.