In cosa si materializza il successo di una console? Le posizioni su questo argomento sono molteplici: c'è chi intende questo mondo come una piattaforma, piena di servizi e connessioni, e chi pensa sempre ed esclusivamente ai giochi.

La Sony dell'ottava generazione rientra senza dubbio alcuno in questa seconda categoria, e il suo contributo ad un 2017 che è stato stellare è tutto lì a dimostrarlo.

PS4 è destinata a giocarsela fino all'ultimo come miglior PlayStation di sempre, sia come vendite che in termini di ludoteca, e quest'anno ha avuto un ruolo fondativo nella sua definizione in quanto tale.

La console made in Japan si è infatti proposta quale destinazione del maggiore sforzo first party degli ultimi anni (con Nintendo che sta seguendo a ruota questa filosofia e si prepara persino al sorpasso) e al contempo come rifugio per i titoli più coraggiosi, spesso prodotti proprio in Giappone, in cerca di visibilità a basso costo e alto rendimento.

Una formula del successo elementare e forse fortunosa, ma che intanto mi mette addirittura in difficoltà nell'identificare soltanto cinque titoli o momenti chiave nell'annata di PlayStation 4.

Resteranno non a caso fuori dal conteggio Nioh, Nier Automata, Hellblade: Senua's Sacrifice, Uncharted: L'Eredità Perduta, Yakuza 0 e Kiwami, Gran Turismo Sport e What Remains of Edith Finch, giusto per citarne alcuni.

ps4

Horizon: Zero Dawn

Quando il tuo sviluppatore di sparatutto di fiducia ti chiama e ti propone un action RPG in terza persona, o sei abbastanza lucido da chiudere lo studio prima che sia troppo tardi, o ti fidi così tanto da dargli carta bianca.

Sony ha scelto la seconda strada, pure in questo caso, e si è ritrovata per le mani una Guerrilla Games completamente rivoluzionata rispetto alla software house di Killzone.

Innesti dai migliori studi in circolazione (CD Projekt RED, Bethesda), capacità ingegneristiche che saranno riconosciute anche da Hideo Kojima e tanta voglia di stupire hanno permesso al team di sviluppo olandese di concretizzare la propria, ambiziosa visione.

Una nuova IP ricca di storie da raccontare, sfaccettature da esplorare e una mitologia da ripercorrere; una potenziale nuova mascotte come Aloy, che si candida a diventare uno dei personaggi chiave della PlayStation del futuro; l'engine che muoverà Death Stranding.

Non so davvero cos'avremmo potuto chiedere di più alla squadra di German Hulst.

persona 5

Persona 5

Chi mi conosce sa che ho amato alla follia Persona 5, quello che è stato il mio gioco dell'anno andando persino oltre la concezione più classica della definizione per cui The Legend of Zelda: Breath of the Wild avrebbe meritato di più.

Ospitare un titolo del genere, in esclusiva per PS3 (più un vezzo della giappofila Atlus che altro...) e PS4, significa dare a PS4 l'ampiezza e la varietà di catalogo che è stata tipica di PlayStation 2 al tempo.

In un mondo che ci dice che i JRPG non si possono fare più, che questi per mantenersi in vita devono cambiare e darsi all'open world o scimmiottare Monster Hunter, Persona 5 è l'incoerenza, l'antitesi fatta gioco.

Una produzione che non ha alcuna possibilità di successo, ma che non lo sa e continua ad avere un incredibile successo su tutti i fronti. Magari pure di più dalle nostre parti.

Stile audiovisivo da vendere, temi forti, personaggi e ambientazioni tridimensionali, combattimenti freschi e dinamici alla faccia del turn-based, e chi più ne ha più ne metta: P5 ha lasciato un segno sul 2017, e con ogni probabilità sulla nostra concezione del moderno gioco di ruolo giapponese.

ps4

Crash Bandicoot N. Sane Trilogy

L'abbiamo tanto voluto e l'abbiamo avuto in questo anno del Signore 2017: Crash Bandicoot ha fatto il suo attesissimo ritorno e, al netto dei giudizi sul tipo di operazione commerciale, lo ha fatto solo su PS4.

Un giorno non sappiamo quanto lontano, N. Sane Trilogy potrà debuttare anche su altre piattaforme, ma intanto è disponibile solo sulla console di Sony, con buona pace dei fan di vecchia data che oggi "militano" altrove.

Presentarsi nei negozi con un bundle con la faccia del marsupiale stampata sulla confezione è una mossa brillante che soltanto in pochissimi al mondo potrebbero permettersi, e PS4 è tra questi.

Di nuovo, accettabili tutte le critiche sul contenuto, ma intanto stiamo parlando di una delle ragioni per cui - dati di vendita alla mano - PlayStation 4 sta avendo tutto questo incredibile successo dal lancio ad oggi.

Poi, sul gioco in sé e per sé, Crash Bandicoot N. Sane Trilogy passa per rimasterizzazione ma va trattato come remake alla stregua (forse di più) dell'imminente Shadow of the Colossus: lo avete visto in azione, vero?

god of war

Il 2018

Come vi dicevo, ho tenuto fuori dal listone molteplici produzioni che avrebbero meritato di esserci per la loro rilevanza e per la qualità assoluta che hanno esibito nel 2017.

Tuttavia, quest'anno ha testimoniato una cosa su tutte, per quanto riguarda PS4: questa è l'unica console ad oggi a prova di futuro, che potrebbe allungare all'inverosimile e senza problema alcuno la durata dell'ottava generazione.

Con qualche furbo rinvio e dosare le forze, Sony nel 2018 si ritrova con un numero di esclusive first-party tripla-A impressionante. Abbiamo in ordine sparso Days Gone, Detroit: Become Human, Spider-Man, God of War, Shadow of the Colossus, Concrete Genie, senza contare - dall'esterno - i vari Shenmue III e Final Fantasy VII Remake ancora in cerca di data.

Insomma, il prossimo anno sarà per l'ammiraglia di casa PlayStation addirittura superiore, in termini sia quantitativi che (si suppone e spera) qualitativi, a quello stratosferico che volge al termine.

E sono pronto a scommettere su un E3 piuttosto movimentato...

death stranding

Il 2019

Mi sembra quasi di sentirvi ridere da qui. Dico solo: Ghost of Tsushima, The Last of Us Part II, Death Stranding. Non ridete più, vero? Gran parte del 2019 è già stata delineata pubblicamente quest'anno.

Il "cosa non è andato" che ho utilizzato con Xbox One, qui lo integro in questa voce: Sony ha assicurato infatti una longevità impressionante e inaspettata alla sua console, ma lo ha fatto a scapito di una certa fumosità.

Sia chiaro, i platform holder videoludici sono famosi per la loro volontà nonché necessità di stupire continuamente il proprio pubblico. La casa nipponica ha esagerato un po'.

Si sono perse alcune occasioni importanti, come The Game Awards e PlayStation Experience, che potevano tornar utili per fornire una data d'uscita almeno a Detroit: Become Human e God of War, ovvero quelli del quartetto che usciranno in primavera.

Speriamo ci si possa mettere una pezza già tra gennaio e febbraio.

Copertina: Techradar