Quest'anno, i videogiochi sono stati una parte importante della mia vita. Lo sono da molto, in verità, ma in un 2017 non esaltante per diversi aspetti personali sono stati sia un rifugio che una finestra su fantastici mondi d'evasione.

Molti dei titoli che ho provato mi hanno regalato emozioni, fatto ridere e piangere, capire di più sulle mie paure e semplicemente passare qualche ora di puro divertimento.

È stato l'anno dell'abbondanza, con nuovi generi che si sono affacciati sul mercato videoludico, la ribalta del coraggioso game design giapponese e il ritorno in auge di serie da tempo date per spacciate.

È stato, in due parole, un grande anno.

giochi dell'anno

Persona 5, PS4

Il JRPG di Atlus è il mio gioco dell'anno. Come ogni produzione giapponese, Persona 5 non è scevro di difetti e limiti, ma il più delle volte ha la brillantezza per sfruttarli a suo vantaggio.

Dell'esclusiva PlayStation ho amato lo stile, come evidenziato dallo screenshot (uno dei pochi scattabili direttamente col tasto Share di PS4) che ho scelto per questo articolo, la fluidità delle animazioni in entrata e in uscita dai combattimenti, i combattimenti stessi, la storia, i personaggi, le scene d'intermezzo animate.

In pratica, mi è piaciuto tutto, ma mi è piaciuto alla follia.

Quello che mi ha ossessionato di più in assoluto, però, è stata la colonna sonora: ancora oggi ascolto Beneath the Mask in ogni sua variante, Rivers in the Desert, Life Will Change, Wake Up, Get Up, Get Out There, The Days When My Mother Was There.

Brani che, associati alle evoluzioni della trama e all'incontro con i diversi protagonisti, mi accompagneranno per il resto della mia vita.

Cosa mi è piaciuto: lo stile; la fluidità delle transizioni; la colonna sonora; le tematiche; i personaggi

Cosa non mi è piaciuto: i momenti di lentezza e linearità

giochi dell'anno

The Legend of Zelda: Breath of the Wild, Nintendo Switch

Dopo il mio GOTY, è tempo di quello istituzionale, "in pectore" se vogliamo - The Legend of Zelda: Breath of the Wild.

A colpire di Breath of the Wild, oltre all'eleganza del suono e del design, è la mole di dettagli che Nintendo è riuscita a infilarci e l'incredibile rilevanza di ciascuno di essi.

Avere uno scudo in ferro sulle spalle ti fa prendere la scossa in un'area soggetta a fulmini, ad esempio, e le torri tipiche degli open world ci sono ma introducono un nuovo livello di sfida.

Gli ho assegnato un 10/10 nella mia recensione e non l'ho fatto certo per caso: è un gioco che resterà nella storia del nostro medium, e lo farà per tutte queste ragioni diverse.

Cosa mi è piaciuto: l'importanza dei dettagli; il design che sembra nato per Switch

Cosa non mi è piaciuto: la narrazione

giochi dell'anno

Nier Automata, PS4

Non sono mai stato un recensore perfetto, ma tutta la mia ormai lunghetta carriera ha un tratto comune: finisco per innamorarmi dei giochi cui assegno un 7, 7.5.

Quest'anno, il titolo cui è toccata questa sorte è Nier Automata. Non mi pento di avergli dato quel voto, ma allo stesso modo negli ultimi giorni non ho fatto molto altro che sentire The Weight of the World e provare un certo senso di colpa.

Inserendolo in questa mia top 5, quindi, voglio metterci una pezza: Nier Automata a me è piaciuto, e pure parecchio. Come Persona 5, ha dei difetti palesi: in particolare, la guida di Yoko Taro è apparsa creativa fino alla confusione e certe meccaniche, come il combattimento, sono spesse non all'altezza della fama di Platinum Games.

Ma per l'originalità di personaggi (ripenso a Pascal, per dirne uno), storia e gameplay, con tutti i suoi cambi di prospettiva e la funzionalità dei chip, sarebbe un errore non consigliarvi di dargli una chance quanto prima.

Cosa mi è piaciuto: la poliedricità del design; l'originalità della scrittura

Cosa non mi è piaciuto: il sistema di combattimento "a terra"

giochi dell'anno

Life Is Strange: Before the Storm

Fino all'ultimo momento non pensavo di inserirlo nel mio listone, e invece eccolo qui - Life Is Strange: Before the Storm ce l'ha fatta, ha mandato il suo messaggio forte e chiaro pur essendo un prequel dal finale "scontato".

Come avrete notato dalla mia recensione, Before the Storm avrebbe forse giovato di una scrematura di alcuni frangenti non utili alla narrazione, mentre in altri casi sarebbe stato d'uopo un approfondimento.

Allo stesso modo, la storia di Rachel Amber vive sì di luce propria, il che è un bene specie per chi non ha giocato l'originale, ma in quest'ultimo si innesta soltanto in una maniera artificiosa che non sto qui a dirvi per non incappare in spoiler.

A colpirmi sono state le tante trovate narrative, con una storia portata avanti attraverso espedienti teatrali che attualmente rappresentano una sorta di unicum nel mondo dei videogiochi, e il fatto che Deck Nine Games si è "mascherata" alla perfezione da Dontnod, mantenendo il feeling e l'atmosfera dell'originale pur rinunciando all'ingrediente fantascientifico.

Cosa mi è piaciuto: "pesante" come l'originale; personaggi e relazioni; narrazione

Cosa non mi è piaciuto: la gestione dei tempi poteva essere migliore

giochi dell'anno

Horizon: Zero Dawn, PS4

Last but not least, ecco Horizon: Zero Dawn, che ha un paio di meriti in questo affollatissimo 2017. Prima di tutto, è una nuova IP, che di questi tempi... , e una di quelle che introduce un vero e proprio universo narrativo.

Badate bene: non si limita a raccontare una storia fine a se stessa, ma ha la pretesa di estendersi in una serie di arterie impressionante, in una mitologia, in un'ambientazione che sembra poter vivere (e lo farà) a prescindere dalle sorti di Aloy, che ne è protagonista solo temporale.

In secondo luogo, a patto di scendere con i compromessi inevitabili di un open world, ci si può godere una trama ben scritta, accattivante e originale a metà tra l'antico e lo sci-fi. In questa sfumatura, al netto dell'ispirazione chiara a The Witcher (non a caso ci sono degli ex CDPR nel team di sviluppo), ci ho visto qualcosa dei libri di Halo.

Detto della sceneggiatura, infine, mi ha colpito parecchio l'estetica di Guerrilla Games (vibrante in Killzone: Shadow Fall) applicata ad un gioco di ruolo. Ben fatto, e vediamo se sapranno ripetersi e migliorarsi laddove richiesto.

Cosa mi è piaciuto: è nuovo; è grande; è ambizioso

Cosa non mi è piaciuto: il sistema di livellamento, specie nella fase finale, troppo dilatato; il combattimento ravvicinato

Una menzione d'onore per Super Mario Odyssey, Cuphead e Assassin's Creed Origins, in quest'ordine. È stata dura tenervi fuori.