Anche quest’anno – come ormai succede da tempi immemori – la Terra ha fatto il suo dovere e ha compiuto un giro intero attorno al sole. Mentre lei si dava da fare noi giocavamo, quindi ci sembra doveroso fare la nostra parte per concludere in bellezza il 2017.

Per festeggiare, quindi, ognuno di noi redattori ha scelto i 5 giochi che lo hanno colpito di più nel corso dell’anno. I miei?

I Pilastri della Terra (trasposizione videoludica dell’omonimo romanzo di Ken Follett), il “dickensiano” Antihero, il punta e clicca The Wardrobe, Everybody’s Golf (il cui titolo dice tutto sulla sua natura) e la chicca finale, The Sims 4: Cani & Gatti.

L’ordine in cui ho scelto di inserirli è assolutamente casuale perché ognuno di essi, a modo suo, mi ha trasmesso qualcosa. Ad esempio uno mi ha quasi commossa, facendomi andare a letto con il magone mentre un altro mi ha riportata indietro nel tempo. Se volete saperne di più non vi resta che leggere il mio GOTY.

giochi dell'anno

I Pilastri della Terra, PC

Quando mi è stato proposto di fare la recensione di un titolo tratto da un romanzo di Ken Follett ho sentito qualcosa nel mio stomaco fare i salti di gioia. Quando ho letto che a curarne la trasposizione videoludica era Daedalic Entertainment – che già conoscevo ed apprezzavo per la saga di Deponia – quel qualcosa ha iniziato a ballare la macarena. E ha smesso appena ho iniziato a giocare.

Non perché il titolo facesse acqua da tutti i buchi, anzi! Fin dalle prime sequenze di gioco, infatti, I Pilastri della Terra ha saputo catturarmi e tenermi incollata al PC, mentre danzavo tra uno snodo narrativo e l’altro di questo titolo episodico.

Recentemente, poi, è stato reso disponibile il secondo episodio che, tra un colpo di scena e l’altro è riuscito ad infilare anche una travagliata storia d’amore: ed è stata proprio la tragica evoluzione di quest’ultima a farmi andare a letto con le lacrime agli occhi. Non tanto per quanto successo, quanto perché a questo mondo è sempre così difficile fare le scelte giuste.

È proprio questo uno dei motivi per cui I Pilastri della Terra rientra tra i titoli di quest’anno che ho preferito: trasmettere forti emozioni e stimolare alla riflessione sulla propria vita non è cosa di cui tutti i giochi sono capaci, e questo ci è riuscito egregiamente.

Cosa mi è piaciuto: lo stile narrativo; la colonna sonora (affidata alla FILMharmonic Orchestra di Praga); gli sfondi disegnati a mano

Cosa non mi è piaciuto: l’occasionale legnosità nelle animazioni

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Antihero, PC

Quando mi sono imbattuta quasi per caso in questo titolo ho avuto l’impressione che fosse stato creato su misura per me. Tutto, a partire dai forti richiami a Dickens e alla Londra vittoriana, passando per il poco stressante sistema a turni, sembrava suggerire che l’avrei adorato. E così è stato.

Il colpo di grazia, poi, me lo hanno dato la possibilità di impersonare un eroe non tradizionale (un malvivente che vuole espandere il proprio impero criminale) e alcuni riferimenti letterari che mi hanno mandata in brodo di giuggiole: vi lascio solo immaginare il mio stupore quando ho trovato fra gli avatar dei richiami a Mr.Hyde, Oliver Twist, Alice nel Paese delle Meraviglie e Sherlock Holmes.

Certo, non si tratta di un titolo perfetto – né punta ad esserlo – ma nel mio caso l’importanza di una colonna sonora d’impatto è stata messa in secondo piano da uno stile di gioco ben congegnato (e dal giusto grado di difficoltà fin dal tutorial) oltre che da una ambientazione vittoriana tanto fumosa quanto suggestiva.

Cosa mi è piaciuto: il tutorial impegnativo; il character design

Cosa non mi è piaciuto: poca varietà di mappe; il comparto sonoro poco più che gradevole

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The Wardrobe, PC

Il protagonista di questo gioco è uno scheletro e, se avete letto i paragrafi di questo GOTY dedicati ad Antihero, avete già un indizio sulla mia predilezione per i personaggi atipici. Il mio amore per Skinny è stato – come c’era da aspettarsi – un vero e proprio colpo di fulmine, al punto che ho prenotato il titolo quando ancora si trovava in Alpha.

Non avrei potuto fare scelta migliore: The Wardrobe si è rivelato un concentrato di cultura popolare da cui l’attesissimo Ready Player One a mio avviso dovrebbe aver ancora molto da imparare (il che è tutto un dire). Potrei farvi un sacco di esempi ma ritengo che la cosa migliore sia invitarvi ad osservare per 30 o 40 secondi l’immagine sovrastante.

I riferimenti, però, non sono solamente grafici. Se cerchiamo di interagire con il diario di Tom Riddle della saga di Harry Potter presente in uno dei primi scenari, ad esempio, Skinny si girerà verso di noi e ci chiederà se non abbiamo imparato nulla da sette libri ed otto film.

Cosa mi è piaciuto: Skinny che buca la quarta parete; i riferimenti alla cultura pop

Cosa non mi è piaciuto: la risoluzione quasi forzata di alcuni enigmi

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Everybody’s Golf, PlayStation 4

Il primo titolo del franchise di Everybody’s Golf risale al 1997 e, pur conoscendolo più o meno da quell’anno, devo dire che fino ad agosto 2017 non mi aveva mai colpita più di tanto. Cosa mi ha fatto cambiare idea al punto da inserirlo tra i titoli che ho preferito nel corso di quest’anno?

Il motivo, suppongo vada cercato dentro di me (come direbbe ogni buon maestro di yoga e scommetto anche di golf). A piacermi infatti è stata soprattutto l’atmosfera rilassante che permeava tra un green e l’altro: ii paesaggi perfetti, le ombreggiature che suggerivano l’idea del sole che accarezzava dolcemente ogni filo d’erba e gli specchi d’acqua appena increspati da un refolo di vento sono solo degli esempi.

Ecco, tutto questo non l’ho inserito nella mia recensione o sarei risultata poco professionale (e anche un po’ svitata, temo) ma qua parliamo di quello che ho amato in primis come persona ed ecco perché Everybody’s Golf, oltre a funzionare oggettivamente, rientra anche nella rosa dei titoli che più di altri mi hanno accompagnata nel corso di questo travagliato 2017.

Cosa mi è piaciuto: la grafica; la modalità online in stile MMO

Cosa non mi è piaciuto: la mancanza di un doppiaggio completo degli NPC; alcune compenetrazioni poligonali

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The Sims 4: Cani & Gatti, PC

The Sims è uno di quei titoli che mi fa compagnia da tempi immemori, capitolo dopo capitolo ed espansione dopo espansione. A piacermi è proprio il concept di gioco: crearsi una personalità vincente e farla giungere al top oppure crearsene una arrangiata e farla sopravvivere fino a sera (andando avanti per quante più giornate possibile).

Questo titolo per me è sempre stato associato alla libertà di espressione: mentre nella vita reale ho una personalità e un background che condizionano le mie scelte giorno dopo giorno, nel gioco posso essere e fare quello che voglio.

The Sims 4 Cani & Gatti, invece, sebbene sia uscita da pochissimo, mi ha colpita proprio come espansione per via della relazione con gli animali che coltivo con passione anche nel quotidiano (per intenderci, una delle precedenti espansioni era una divertente ma poco realistica finestra di osservazione sul misterioso mondo dei vampiri).

Ë così che ora, al mio Birillo in carne ed ossa se ne è aggiunto uno virtuale. Il bello è che EA non si è limitata ad inserire una pletora di razze predefinite ma ha lavorato anche di immaginaria genetica, permettendo ai giocatori di fare incroci fino ad ottenere l’aspetto più somigliante possibile all’immagine che si aveva in mente fin dall’accesso all’editor della creazione del proprio animale.

Il motivo per cui questa espansione rientra tra i miei cinque titoli preferiti del 2017 è molto semplice: fa riferimento al mio confort game per eccellenza e mi ha permesso di fantasticare nuovamente sul rapporto con il mio primo cucciolo. E chiunque abbia avuto un pet del cuore sa quanto questo sia importante.

Cosa mi è piaciuto: il realismo; la genetica; l’evoluzione delle personalità dei pet

Cosa non mi è piaciuto: cani e gatti come unici animali domestici