Con molta probabilità, il 2017 verrà ricordato come l'anno in cui i videogiochi giapponesi hanno ritrovato la via dell'antico splendore, sebbene la strada da fare sia ancora lunga e impervia. Così come l'anno che sta per chiudersi rappresenta un punto importante per Nintendo, grazie a una console che ha permesso di salvarsi dal collasso commerciale sfiorato con Wii U.

Racchiudere gli ultimi 365 giorni in soli cinque screenshot presi dai miei personalissimi cinque videogiochi del 2017 è stata una piccola impresa. Non me ne vogliano quindi gli illustri esclusi se non sono riuscito a dedicare loro lo spazio necessario. Dopotutto, ho dedicato loro le giuste ore della mia vita.

Questo perché l'inattaccabile The Legend of Zelda: Breath of The Wild, seguito da Horizon: Zero Dawn, NiOh, Injustice 2 e Unit-4 sono, secondo il mio modesto parere, le cinque esperienze imprescindibili di questo 2017 in chiusura, in base ovviamente al loro genere di appartenenza.

Nota: la classifica non è in ordine di gradimento; le preferenze non ci piacciono.

giochi dell'anno

The Legend of Zelda: Breath of the Wild, Nintendo Switch

Il vincitore indiscusso dell'anno è solo e solamente Link. Breath of the Wild non è solo unì'avventura fenomenale da ogni punto di vista, bensì è anche e soprattutto un "paletto" per l'intera categoria degli open world, verso cui tutti i concorrenti dovranno inevitabilmente confrontarsi.

Una delizia per gli occhi, nonostante non faccia uso di chissà quali virtuosismi tecnici,  nonché la perfezione del gioco "giocato" senza dover per forza sottostare a meccanismi hollywoodiani o ai classici stilemi dei titoli a mondo aperto (vedi l'andare da un punto A a un punto B).

La sensazione che tutto, ma proprio tutto, nel mondo fantastico di Hyrule viva indipendentemente dalle nostre azioni, rende l'universo di Breath of the Wild qualcosa di inedito e realmente sorprendente. Sia che lo si giochi distrattamente o che si decida di seguire le gesta di Link passo dopo passo, l'avventura che ci si parerà dinanzi è di quelle epocali ed indimenticabili. In definitiva, un videogioco seminale come ne escono circa ogni venti anni.

Cosa mi è piaciuto: La sensazione di esserci davvero; tutto il resto.

Cosa non mi è piaciuto: La "storia", per quanto sia un elemento secondario.

giochi dell'anno

Horizon: Zero Dawn, PS4

Erroneamente etichettato come lo "Zelda per PS4", Horizon: Zero Dawn - e di conseguenza il primo e unico DLC chiamato The Frozen Wilds - vive per ragioni diametralmente opposte al ben noto titolo Nintendo. L'epopea di Aloy, realizzata dal team che ha dato i natali alla bellissima saga di Killzone, rappresenta il gioco della maturità per il team olandese dei Guerrilla. E si vede.

Un mondo incredibilmente dettagliato e ricco di fascino - specie nella seconda parte dell'avventura - rendono Horizon un prodotto emozionale prima ancora che ludico. Impossibile non rimanere catturati dall'atmosfera crepuscolare di questo universo post-post apocalittico, in cui delle misteriose macchine senzienti hanno preso il controllo di ogni cosa.

Aloy, pur non rappresentando la classica eroina tutta d'un pezzo, è capace di destreggiarsi abilmente in questo mondo ormai lasciato alla mercé della natura. Dopotutto, se avete letto la mia recensione di alcuni mesi fa queste cose dovreste saperle già.

Cosa mi è piaciuto: Il comparto estetico; il sistema di gioco perfettamente bilanciato.

Cosa non mi è piaciuto: Aloy è un po' impersonale.

giochi dell'anno

Nioh, PS4

Nell'era dei soulslike, mettere le mani su un gioco ambientato nel Giappone Feudale e messo in piedi da un sviluppatore che di action game se ne intende - il Team Ninja - rappresenta la summa dei più intimi e bagnati desideri di ogni videogiocatore che si rispetti.

Pur non amando alla follia la saga dei Dark Souls e figli illegittimi, Nioh rappresenta una vincente e funzionale rilettura in chiave nipponica del meccanismo alla base di quei titoli, non tradendo nulla dell'idea originale che ha portato agli onori della cronaca la serie sviluppata in questi anni da Hidetaka Miyazaki.

E il risultato è sotto gli occhi di tutti: ispirato a una scenggiatura mai completata di un gigante come Akira Kurosawa, Nioh è un coacervo di scontri epici, boss incredibili e una difficoltà ben dosata e mai proibitiva (esattamente come accadeva nell'altrettanto valido Bloodborne).

Perché la "morte" in Nioh è solo un passaggio implicito del sistema di gioco e non una frustrante condanna. Ricordatelo sempre.

Cosa mi è piaciuto: azione serrata e al cardiopalma; mai inutilmente frustrante.

Cosa non mi è piaciuto: alcuni boss sono poco ispirati.

giochi dell'anno

Injustice 2, PS4

In periodo in cui i beat 'em up hanno riscoperto una seconda giovinezza, avvicinandosi moltissimo agli eSport tanto in voga in questi mesi, Injustice 2 rappresenta un prodotto perfettamente completo e bilanciato, rafforzato tra l'altro da una licenza imponente e rappresentativa, vale a dire quella dei fumetti DC Comics.

Batman, Superman, Wonder Woman e moltissimi altri supereroi in calzamaglia tornano a darsele di santa ragione in un picchiaduro che, pur riprendendo in toto le meccaniche del precedente God Among Us, ne amplifica la struttura, rendendolo il perfetto "Mortal Kombat wannabe" di questa generazione di console.

Senza contare una spettacolarità mai vista in altri prodotti del genere, specie durante l'esecuzione delle mosse speciali, e una complessità di esecuzione realmente appagante per quanto riguarda le combo più imponenti, cosa questa che rende Injustice 2 un titolo molto più tecnico di quanto si creda.

Un grazie a NetherRealm Studios per aver avuto il coraggio di osare e un plauso ai giocatori che vi si sono avvicinati, senza badare alle apparenze. Batman vi è debitore.

Cosa mi è piaciuto: resa grafica mozzafiato; appagante e complesso.

Cosa non mi è piaciuto: ancora troppo macchinoso in alcuni frangenti.

giochi dell'anno

Unit-4, Xbox One

Come dite? Perché ho incluso un titolo indie realizzato interamente in Italia - che poi indie non è - nella mia personalissima classifica dei migliori giochi del 2017? Semplice, perché Unit-4 è ben più di un gioco "carino" che omaggia i capisaldi dell'epoca a 8 e 16-bit, visto che si tratta di un'opera prima realizzata con enorme cognizione di causa.

Il platform sviluppato dai padovani di Gamera è infatti un pozzo di idee, trovate geniali, riferimenti esilaranti e chi più ne ha più ne metta. Senza contare che si tratta di un gioco capace di prendere letteralmente a calci nelle pa**e i giocatori più distratti, grazie a un sistema di controllo precisissimo e un level design deliziosamente bastardo (questo perché morirete e anche molto spesso).

Inutile metterlo a paragone coi grandi classici: Unit-4 non vuole essere né un nuovo paradigma per il genere né tantomeno una perla incompresa. Si tratta solo ed esclusivamente di un prodotto nel quale è stato infuso tutto ciò che rende un videogioco 2D degno di tale nome, senza troppi "ma" o narrative profonde utili a gettare fumo negli occhi. E anche solo per questo, c'è da esserne entusiasti.

Cosa mi è piaciuto: un miliardo di Easter Egg; impegnativo come non mai.

Cosa non mi è piaciuto: fa perdere definitivamente la fede in Dio.