Portal 3 potrà non arrivare mai, e probabilmente finirà così com'è, ma intanto nulla vieta che ci siano crossover e contaminazioni con altri videogiochi, vero?

Beh, in realtà non avevo la minima idea che potesse succedere una cosa del genere, almeno fino a quando Headup Games non ha presentato Bridge Constructor Portal.

Bridge Constructor è una serie molto divertente che vede il giocatore impegnato a, ok, costruire ponti, metterli in sicurezza per l'attraversamento dei veicoli e cose del genere.

In Portal, ricorderete, è necessario passare da un punto all'altro di una test chamber uscendone possibilmente vivi, utilizzando, ok, portali a varie velocità e angolazioni, e schivando raggi laser o pericolose torrette.

Tecnicamente, un matrimonio made in Heaven tra queste due IP, e nella pratica vi farà piacere sapere che queste premesse vengono mantenute molto, molto bene.

L'impatto iniziale con Bridge Constructor Portal è devastante nel senso più positivo del termine: sembra di stare in un vero e proprio nuovo capitolo della serie Valve, grazie ai colori, alla presenza dei portali, di GLaDOS e della sua doppiatrice originale.

La narrazione è sottile e per gran parte del tempo si limita a descrivere ciò che dovrà succedere in un livello, col piglio ironico e tagliente della vera protagonista del franchise.

Allo stesso modo, l'aspetto corporativo e industriale che abbiamo potuto apprezzare anche in titoli come The Stanley Parable vengono mantenuti con una certa coerenza rispetto alla materia originale.

Specie in quei momenti in cui il giocatore pensa di star per ricevere una ricompensa (alla fine di ciascuno dei sei livelli, costituiti da dieci test chamber l'uno) e invece ottiene in cambio soltanto una battutina crudele o una telecamera di sicurezza con la foto di una torta.

Il gameplay introduce un buon numero di meccaniche basate sulle due IP ma lo fa fino ad un certo punto, all'incirca intorno alla fine del secondo livello.

bridge constructor portal
Cara, vecchia amica...

Come in Portal, è basato sull'uso della fisica per ottenere la proiezione più alta in uscita dai portali, cosicché i carrelli che dobbiamo portare da un punto A ad un punto B abbiano la spinta necessaria per farcela.

A tal fine non mancano i diversi gel che abbiamo già avuto modo di conoscere negli ultimi anni, quello arancione per avere uno sprint e quello blu per saltare più in alto.

Il tutto va combinato con le strutture che dovremo imbastire in ciascuna test chamber per garantire un tragitto sereno ad un carrello solo prima, ad un intero convoglio poi.

Diversamente dagli altri Bridge Constructor non ci sono limiti di budget, sebbene la spesa venga contata per ciascuna camera (senza alcuna influenza sul gameplay se non nella mente del giocatore perfezionista).

Continuano ad esserci, invece, le buone norme per la costruzione di un ponte o di una struttura più o meno elaborata.

bridge constructor portal
Per tenere in piedi il vostro ponte potete ricorrere anche ai cavi, ma sono più deboli dei pilastri.

Il ricorso alla figura del triangolo, ad esempio, è generalmente una garanzia di successo, anche se talvolta può essere necessario utilizzare i cavi (e non i pilastri) in stile deus ex machina, quando non si sa bene come tenere in piedi una parte del proprio operato.

Per me che univo punti sui miei quadernoni a quadretti fin dalle elementari, e non a caso ho amato World of Goo nelle sue molteplici varianti, probabilmente studiare il processo che porterà ad una buona costruzione, così come mettere davvero insieme i diversi punti per ottenere la minor oscillazione possibile al passaggio di uno o più mezzi... beh, forse sarò un eretico, ma risulta persino più divertente che ascoltare i monologhi di GLaDOS.

In sostanza, siamo di fronte ad un crossover che pare praticamente una conseguenza logica e naturale, un incontro scritto nelle stelle.

Oltre ad essere divertente e assuefacente per larghi tratti, ha il merito di aprire una strada completamente nuova per le proprietà intellettuali Valve: a questo punto, nulla ci impedisce di vedere un giorno un platform basato su Half-Life, o un racing arcade di Team Fortress.

bridge constructor portal
Il lato Portal è preponderante e appariscente, ma non dimenticate che è un gioco di costruzioni.

Bridge Constructor Portal si porta dietro qualche limite strutturale, è innegabile, dovuto prevalentemente alla sua natura di prodotto piccolo ed economico (appena 9,99 euro nella sua iterazione PC).

Il più grande sta nel fatto che una volta completate le prime due fasi non avrete altre meccaniche in pasto, e il gioco scivolerà via così com'è iniziato in una sorta di lungo grind.

Passata la foga iniziale, complice l'assenza di un vero e proprio sistema di reward interno, finirete col classificarlo nei passatempi videoludici sino a completarlo, affiancandolo ad altre produzioni più sfaccettate.

Non esattamente un difetto, considerando il genere, ma chissà che con un pizzico di ambizione in più non avremmo potuto stringere tra le mani un capitolo capace di rivaleggiare con gli originali.