In PUBG su Xbox One, si fa presto a dire cosa non vada. Ma spesso e volentieri, da quello che leggo, l'impressione è che ci si fermi all'aspetto tecnico e non si vada oltre.

Non si cerchi di capire quali siano le ragioni che hanno portato al successo incredibile che questo gioco ha avuto su PC, e pare stia riscontrando anche su console.

Il primo impatto, una volta arrivato PlayerUnknown's Battlegrounds su Steam, per me non è stato positivo; semplicemente, da amante della narrazione, pensavo la battle royale non facesse al caso mio.

Invece, convinto probabilmente dalle strabilianti performance di vendita del titolo Bluehole, mi ci sono avvicinato su Xbox One scoprendo una produzione che almeno in partenza ha qualcosa da dare.

Cosa funziona in PUBG, allora?

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L'esplorazione

La fase iniziale della sessione di gioco, quella di preparazione alla battle royale, è senza dubbio la mia preferita.

È un momento in cui uno vale uno, per mutuare un famoso slogan politico; dove la gente non si attacca e un po' si evita perché non ha armi e vantaggi rispetto agli altri giocatori.

Ma anche una parte del gameplay in cui bisogna aguzzare l'ingegno e scoprire, in base alla propria esperienza, quale sia il punto in cui atterrare e dirigersi per cercare di armarsi e proteggersi nel modo migliore.

Studiare la mappa, capire come galleggiare tra i punti consentiti e quelli che non lo saranno al restringimento, è una sensazione quasi da boyscout, e pochi giochi (anzi, nessuno oserei dire) l'hanno fornita prima d'ora.

Ho macinato letteralmente chilometri, soprattutto a piedi, e il piacere della scoperta è qualcosa che difficilmente un frame rate ballerino riuscirà a togliermi.

L'adrenalina

E poi c'è lei, la battle royale.

Ovviamente questo è l'aspetto principale di PUBG e si vede (oppure, volendo, si sente): scorgere un altro giocatore, magari armato di tutto punto, restituisce sempre un brivido lungo la schiena.

Soprattutto perché, scegliendo l'area giusta in cui lanciarsi col paracadute, l'incontro è sempre un momento di una certa rarità considerando l'ampiezza della mappa.

Quando si verifica, quindi, c'è l'impressione di avere una situazione estremamente particolare da maneggiare, e una di quelle che determinerà il successo della propria partita.

A volte c'è persino paura, una paura dovuta all'imprevedibilità e all'imponderabilità non soltanto della circostanza ma anche del comportamento del giocatore che si ha di fronte.

E la pressione inevitabilmente sale man mano che cala il numero di sopravvissuti ancora in partita.

La guida

Esplorare a piedi è da boyscout, farlo guidando è figo.

Intendiamoci: stare a piedi mentre passa una dune buggy, una Dacia o chissà quale altra diavoleria su ruota è una sensazione tremenda.

Non a caso, nei miei consigli per avere una posizione decente nella battle royale, suggerisco di buttarsi a terra come i vigliacchi quali siamo per sparire subito dai radar dei guidatori.

Ma stare dall'altra parte significa avere il coltello dalla parte del manico, e poter girare quindi in una totale libertà vigilata.

Inoltre, un'ambientazione così grande si presta assolutamente alla guida e il modello imbastito dallo sviluppatore, per quanto rudimentale, coniuga sia un buon feeling di maneggevolezza, sia una discreta visibilità sul resto dell'ambientazione.

Le armi

Badate bene: quando parlo di armi intendo l'arma vera e propria con i suoi potenziamenti, non necessariamente il modello di shooting.

C'è un numero di armi piuttosto ampio in PUBG, e ciononostante basta poco per acquisire una certa familiarità con alcune di esse.

Qualcuno potrebbe definirle più comuni, io mi limito a dire che in certi casi è meglio avere una pistola che un mitra (le migliori kill le faccio con la P92, infatti).

Inoltre, una spinta tutt'altro che secondaria arriva dalla possibilità di potenziare le armi con gli accessori reperiti in giro per l'ambientazione.

Si va da silenziatori ad ampliamenti per i caricatori, tutti con un diverso tipo di impatto (e un impatto di dimensioni differenti) sul modo in cui si gioca.

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L'ambiente

Rispetto alle controparti PC, i videogiochi multiplayer online su console hanno un serio vantaggio: non hanno community "tossiche".

PUBG, per il suo successo e per la natura stessa delle battle royale, su Steam è diventato una sorta di cloaca, al pari dei vari Counter-Strike e MOBA di diversa provenienza.

Non voglio essere offensivo, ma gran parte dei match è letteralmente ingiocabile per una persona comune che non può dedicare un 10/15 ore al giorno a questo gioco.

Quella versione è chiaramente più rifinita, essendo uscita prima e potendo contare su hardware in genere più performanti, ma io ad oggi non scambierei le due comunità.

Su Xbox One, e spero che la cosa possa continuare in questo modo per un altro bel pezzo, non ho incontrato cecchini camperoni né ho avuto problemi con elementi aggressivi.

La situazione è tranquilla e il gameplay più comodo; poi saremo meno qualificati, lenti perché non ci hanno dato mouse e tastiera per natura, ma va benissimo così.

...

Quello che non va è molto chiaro, forse più di quanto funziona.

In questa fase di Game Preview, come avete osservato anche voi lettori nei commenti degli articoli più recenti, PUBG è molto limitato in termini di contenuti più che tecnici.

Ad ora, per dirne una, si fatica a capire quale sia il punto. O meglio, lo si capisce anche ma la finalità non è proprio quella che si potrebbe desiderare.

In PlayerUnknown's Battlegrounds, si racimolano Battle Points (BP) a destra e a manca per potersi permettere uno dei crate offerti con elementi di personalizzazione estetica.

Questo, insieme alla scalata delle leaderboard, è il solo movente che dovrebbe spingere a lottare per ottenerne di più e sempre di più.

Con una limitazione seria sulla spesa (il prezzo dei crate aumenta ad ogni acquisto e c'è un cap settimanale), per giunta, qualora foste giocatori di grande successo.

Manca un sistema di progressione e perciò si ha l'impressione di giocare sempre per la prima volta, o comunque di non avere una traccia del proprio giocato impressa sui server. E questa è una lacuna che difficilmente verrà colmata.

Inoltre, ad oggi abbiamo soltanto una mappa e questo nel medio-lungo periodo può diventare problematico.

Non mi pongo troppo la questione della longevità di PUBG: quella personale è relativa e ci sta fare un discorso del tipo "mi scoccerò entro...".

Se parliamo della vita del gioco, invece, i termini da usare sono altri.

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In questo senso la versione PC sta facendo da qualche tempo un po' di spoiler su dove andrà a finire (o ad iniziare, per meglio dire) la piattaforma tirata su da Bluehole.

Due mappe, in primis, e un sistema di replay 3D che incentiverà (magari con qualche taglio su console) la creazione di contenuti come corti ad uso e consumo degli influencer/youtuber, e naturalmente l'approdo nei territori degli eSports.

Ci sarà da fare di più, certo; ci sarà pure da ottimizzare il gioco su Xbox One, possibilmente con una gestione dell'inventario meno intricata, prima di pomparlo ulteriormente da una prospettiva mediatica.

Adesso, con il counter degli fps che tende a scendere (anche vertiginosamente) quando si fa un incontro, è difficile persino sparare e accertarsi di stare colpendo l'avversario che si ha di fronte.

Così come vengono riportati sostanziali problemi di lag, sebbene io non ne abbia riscontrati, e cadute varie dai server.

Per quanto mi riguarda, io strabuzzo ancora gli occhi di fronte ad un titolo che riesce a mettere insieme cento persone cento in una sola sessione, senza esplodere o far esplodere la console su cui gira.

Ovviamente quello che è un piccolo "miracolo" tecnologico - e lo dice uno che per anni si è sorbito DICE che si lamentava della poca RAM per i 64 giocatori di Battlefield su Xbox e PlayStation - va e andrà alimentato con correzioni e implementazioni sia tecniche che di contenuto.

Perché si chiedono 29,99 euro agli utenti che vogliono mettere mano, in questo stato embrionale, ad un PUBG certo giocabile e anche divertente, ma che presta notevolmente il fianco a critiche e fraintendimenti.

Prima si chiuderà il cerchio, prima si potrà passare a parlare del gioco vero e proprio senza girarci troppo intorno, e con una più classica valutazione numerica.

Le immagini sono tratte dalla versione PC