Sembra passata un’eternità dall’uscita di Final Fantasy XV. Per tutto ciò che è successo intorno a questa strana produzione di Square Enix, l’impressione è che sia un gioco di svariati anni fa. Invece, l’ultima episodio dell’epopea fantasy per eccellenza è uscito solo il 29 novembre 2016.

Da quel giorno, la fatica di Hajime Tabata e del suo team si è trasformata quasi radicalmente. Il team non ha abbandonato il gioco, ma anzi lo ha supportato con badilate e badilate di MB di patch correttive, contenuti aggiuntivi ed elementi vari atti ad arricchire l’esperienza di gioco. Ci sono stati gli eventi a tempo, l’annuncio della versione PC, l’aggiunta di una modalità multiplayer che strizza l’occhio agli MMO, l’inserimento di Noctis in Tekken 7, ed infine negli ultime settimane l’annuncio di un nuovo piano di DLC per il prossimo anno, e la possibilità di cambiare i personaggi in qualsiasi momento durante l’avventura principale.

Final Fantasy XV, questo imperfetto capolavoro, più un’idea che un videogioco, più franchise a sé stante che produzione singola, oggi è un gioco tremendamente diverso da un anno fa. Tra i contenuti aggiuntivi più importanti ci sono senz’altro Episode Gladio ed Episode Prompto, contenuti a metà tra l’esercizio di stile e la voglia di raccontare qualcosa di effettivamente nuovo.

La storia di Prompto ne è uscita meglio di quella di Gladio per quanto mi riguarda, perché al netto di problemi evidenti, se non altro il fotografo del gruppo ne è uscito diverso da questo contenuto. Ma il 2017 si chiude con Episode Ignis che, dalle anticipazioni, prometteva di essere il più oscuro tra tutti. Lo è, e non lo è allo stesso tempo.

Episode Ignis
Lunafreya e il Leviatano.

Altissia Liberata

Episode Ignis si prende la briga di raccontarci cosa succede ai comprimari di Noctis durante le vicende di Altissia, dove il futuro Re insieme a Lunafreya dovrà combattere il Leviatano. In quello che è il punto di non ritorno narrativo di Final Fantasy XV, mentre l’affascinante città viene devastata dal terribile combattimento, viviamo la vicenda dal punto di vista di Prompto, Gladio e soprattutto Ignis.

La prima cosa che si nota è un cambio di rotta radicale in termini di regia rispetto agli altri Episode. Il brevissimo filmato che funge da prologo alla breve avventura è frutto di una cura maggiore rispetto al passato, che restituisce il dinamismo ed il senso di urgenza necessari a calarci immediatamente nei panni dell’occhialuto consigliere di Noctis.

Ignis, isolato dal resto del gruppo, dovrà farsi strada verso il suo caro amico, liberando nel frattempo le zone della città assediata dai soldati Magitek. Qui risiede il solito esercizio di stile già presente nei precedenti episodi, anche se stavolta non c’è un cambio radicale di gameplay come in passato.

L’unica virata che il combat system di FFXV si concede è verso l’action più puro, con tre elementi (fuoco, ghiaccio e tuono) da assegnare alle lame di Ignis, i quali generano degli effetti particolari in concomitanza degli attacchi, modificandoli anche leggermente. Immaginate una versione molto più timida ed estremamente meno tecnica di un action in stile Devil May Cry.

Episode Ignis
Il Titano difende Noctis.

Durante la permanenza ad Altissia sarà necessario liberare delle zone della città, con tanto di possibilità di richiamare la mappa in qualsiasi momento per andare a scegliere quale parte liberare per prima. A conti fatti, questa componente strategica ha poco senso di esistere visto che la narrazione è molto lineare e, semplicemente seguendo i checkpoint, si arriva a liberare la città completamente.

Da qui in poi inizia il cuore di Episode Ignis. Le vicende si ricollegano a quelle della storia principale, con le uniche apparizioni di Ravus come insospettabile alleato, e dell’onnipresente e mefistofelico Ardyn, la cui figura è sempre più approfondita ad ogni appuntamento con questi contenuti aggiuntivi (ed uno dei prossimi sarà proprio dedicato a lui).

Ci si ricollega quindi anche al motivo per cui Ignis perde la vista, un momento che coglie di sorpresa e rappresenta la vera svolta narrativa di questa breve avventura. C’è cuore in questo DLC perché scopriamo un Ignis conscio del futuro di Noctis, grazie a delle visioni premonitrici, che pongono il personaggio (già uno dei più tridimensionali del quartetto) in una posizione del tutto nuova nello scacchiere intricatissimo della narrazione di Final Fantasy XV. Quando, già cieco, si riunisce a Noctis dopo le vicende di Altissia, Ignis sa cosa succederà, e il suo dialogo con il futuro Re ha ancora più senso, a posteriori.

Episode Ignis finisce sul più bello, quando vediamo il consigliere (e grande amico, come ci ricorda uno struggente flashback iniziale) battersi come un leone per Noctis, patire delle pene indicibili, cadere e rialzarsi, tutto in nome del Re, del suo Re, del Re che porterà la luce.

Episode Ignis
Ravus sarà un alleato a sorpresa.

È questo il segreto di Final Fantasy XV, una produzione assolutamente imperfetta ma che, quando mostra il cuore al posto dei muscoli, si rivela un’opera dall’emotività unica ed ancora oggi struggente.

Tutto finisce troppo in fretta però, le daghe elementali diventano disponibili anche nell’avventura ordinaria, ed il gioco ci suggerisce di provare “l’episodio extra”, ovvero una svolta narrativa inedita dell’ultimo atto del DLC. Proprio quando pensi di dover affrontare una sequenza improbabile atta solo ad allungare il brodo, e sei lì pronto ad aprire Word per iniziare la recensione, Episode Ignis sgombera il tavolo e cambia gioco, invece di dare di nuovo le carte.

Il gioco è quello di voler provare a cambiare il finale. Di Episode Ignis e di Final Fantasy XV.

Di seguito farò delle rivelazioni esplicite, perché è impossibile parlarne altrimenti. Pertanto, se non volete rovinarvi la sorpresa, interrompete qui la lettura. Sappiate solo che semmai aveste voluto un lieto fine per l’avventura di Noctis, con un po’ di fatica questo contenuto aggiuntivo ve lo farà avere.

Episode Ignis
Ignis e Noctis sono amici da tanto tempo.

Bene, a noi.

L’episodio extra altro non è che un inaspettato What If? che non riguarda soltanto Episode Ignis, ma anche l’avventura originale di Final Fantasy XV. Nella stessa situazione di cui sopra, ovvero quando Ignis affronta Ardyn ad Altissia, stavolta è possibile seguire il cattivone. Facendolo, si viene riportati nella zona del cristallo dove, nell’avventura principale, Noctis si separa dal trio per tornare dopo dieci anni, pronto a compiere il suo destino.

Ciò che fa Episode Ignis in questo momento mi ha spiazzato. Ignis si fa carico di tutta l’eredità dei Re di Lucis, indossando l’anello (come già aveva fatto nel corso ordinario della storia). Bene, in questo momento, ad un certo punto durante lo scontro, è possibile decidere di rinunciare ed arrendersi, sacrificarsi parte di sé stessi, oppure la propria vita.

Nella mia run ho deciso che Ignis volesse sacrificarsi, perché volevo vedere fino a che punto potesse spingersi la riscrittura della storia. Beh, senza stare a spoilerare eccessivamente (perché magari c’è qualcuno di voi solamente curioso, tra quelli che hanno continuato a leggere), scegliendo questa opzione si arriva ad un lieto fine per Final Fantasy XV, dove Noctis è vivo ed Ignis non è più cieco.

Ora, è un po’ che non rimetto mano al titolo, ma non credo ci siano nemmeno delle incongruenze con quanto mostrato in questo finale alternativo, rispetto alla trama originale. Ardyn viene sconfitto perché Ignis, benedetto dai Re di Lucis per il suo coraggio nel sacrificare la sua vita per Noctis, viene investito del potere totale dell’anello. Quindi, Noctis non ha più bisogno di sacrificarsi e, semplicemente, dovrà riprendersi il suo trono ed iniziare il suo mandato.

Final Fantasy XV è un gioco in continua evoluzione, ma tutto pensavo meno di trovare un lieto fine, ed altri finali alternativi, nell’episodio extra di un contenuto aggiuntivo.