Nel weekend ho portato a termine quell'avventura meravigliosa che porta il nome di Super Mario Odyssey.

Come mi ricorda continuamente il buon Salvatore Pilò, la fine è mai come in questo caso soltanto l'inizio, con un numero impressionante di lune da raccogliere e piccole grandi sfide da completare.

Ma io sono un tipo di giocatore molto legato alla storia, e quindi una volta terminata quest'ultima amo tirare delle somme, per quanto provvisorie esse siano.

Talvolta devo accelerare un po' il processo, e in questa circostanza - col personale GOTY da determinare da qui a poche settimane - potrei doverlo fare.

La prima sensazione che ho avuto una volta terminati i "credits" è, come spesso succede finendo i giochi, il vuoto più totale.

E ora? Cosa faccio? Perché l'ho dovuto finire - mi stavo divertendo così tanto! Cose così, insomma, so che anche voi le avete provate, quindi non mi ci dilungo più di tanto.

La seconda, però, è stata più strana e inaspettata.

D'ora in avanti ci saranno spoiler sul finale di Super Mario Odyssey

Super Mario Odyssey finisce, come ogni altro Mario che si rispetti, con una boss fight con quel birbantone di Bowser.

Il twist di questa edizione è che, dopo averlo battuto e stordito, dovremo giocare proprio come Bowser, "cap-turandolo" grazie all'uso del cappello Cappy.

Una volta completata questa curiosa porzione lunare del gioco nei panni del villain Nintendo per eccellenza partirà una cut-scene conclusiva.

In questa scena d'intermezzo, Nintendo mostra un ennesimo segno di apertura alla modernità - stavolta narrativa, "nel mondo reale" con l'avvento nel mobile e l'accettazione del feedback su Wii U.

La bella come non mai Principessa Peach, infatti, si ritrova corteggiata in maniera molto simpatica ma convinta da Mario e Bowser, e reagisce semplicemente andandosene.

Con la smorfia della donna che non deve chiedere mai, Peach snobba i due pretendenti e sale a bordo della Odyssey per tornarsene a casa.

Un secondo prima un possibile bacio con Mario era stato interrotto dall'intervento di Bowser (maledetto, ok, ma è carinissimo a questo giro).

Il colpo di scena, per così dire, è abbastanza divertente e fresco per il modo in cui la Grande N ha sempre gestito questo tipo di relazioni tra i personaggi.

Una volta finito il gioco, si approda nel Regno dei Funghi, presso il Palazzo di Peach.

Ed è lì che ci sono rimasto male, apprendendo che la Principessa non era lì ad aspettare me e Mario sul suo trono: aveva fatto le valigie per una nuova avventura.

Ma come? Tutto questo vagabondare (e con altro ancora da scoprire, magari collegato proprio alla sua figura, chissà) non mi ha portato ad un bel niente?

super mario odyssey
Fonte: SailorBomber su DeviantArt

Per una volta la Principessa ha scelto sua sponte di andarsene?

Questo tipo di soluzione potrà aver evitato dei problemi in termini di gestione della lore, passatemi il termine, di Mario, ma di certo non mi è parso gratificante.

Il solo vedere Peach lì, anche senza alcuna linea di dialogo aggiuntiva se non un saluto, sento che mi avrebbe dato una spinta nel continuare a giocare.

O, comunque, dopo tutte quelle ore spese su Super Mario Odyssey mi avrebbe fatto sentire di nuovo al centro della scena, desiderato, amato. Sono un inguaribile romanticone, lo so.

L'emancipazione del personaggio è stata gestita con un piglio spassoso (per giunta, sulla Luna ha dato modo di "riaccendere" per il futuro la rivalità con Bowser), insomma.

Ma ha avuto una conseguenza nell'immediato che non mi sarei immaginato, e che non avrei voluto.

Ci sono rimasto un po' male, Nintendo.

super mario odyssey

Questo comprometterà il mio giudizio sul gioco?

Ma neanche lontanamente.

Super Mario Odyssey è stato un'esperienza da sogno dal primo all'ultimo istante in cui ho stretto tra le mani la console o i Joy-Con.

Non c'è stato un momento in cui non abbia avuto un sorriso a trentadue denti stampato sul volto, pure nelle parti (pochissime) che potevano sembrare un pelo più frustranti della media.

È anche una summa di tutte le trovate di gameplay del platform holder di Kyoto negli ultimi cinque-dieci anni:

  • la trovata delle sezioni in 2D, con tantissimi omaggi alla serie - compresa la musichetta del game over che mi è mancata  tantissimo - e la meccanica "rubata" a Zelda: A Link Between Worlds, è già una delle mie feature preferite di sempre nei videogiochi.
  • la trovata dei polipi in acqua, così come quella della ripulitura delle vernici o dei liquidi bollenti sui fondali, è presa pari pari da Splatoon

Senza ovviamente contare l'introduzione principe di questa release, ovvero il già menzionato Cappy.

Impatto più potente non si sarebbe potuto teorizzare, prima di iniziare il gioco. Cappy è praticamente onnipresente, come se Odyssey fosse un enorme dungeon dei vecchi Zelda e lui l'ultimo gadget ritrovato.

Ci si annoia mai di utilizzarlo? Assolutamente no, anzi: il risultato di questa meccanica è che ogni volta che si vede un nuovo personaggio-nemico lo si vuole "cap-turare".

In uno o due casi mi è spiaciuto non poterlo fare, addirittura, per evidenti ragioni del design del gioco.

La sfida in un nuovo Super Mario Odyssey, è evidente, sarà ampliare non tanto il parco personaggi giocabili quanto il numero di interazioni possibili tramite la loro cattura.

Sempre che Nintendo non voglia ignorare quanto fatto in questo capitolo e ricominciare totalmente daccapo.

Il che, conoscendola, sarebbe tutt'altro che una sorpresa...