Negli ultimi giorni è scoppiata la classica bagarre pre-evento videoludico, con Geoff Keighley di The Game Awards che ha "colpevolmente" acceso le speranze e in molti casi le illusioni degli appassionati.

Uso le virgolette perché ci sta, va bene così, a noi videogiocatori un po' (un po' molto) piace leggere di rumor e sognare a occhi aperti.

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The Elder Scrolls VI non sarà a The Game Awards

Ma la speranza di cui si parlava in questo caso era tutto fuorché concretizzabile.

Keighley aveva accennato al sesto capitolo di una saga "pazzesca" che dovrebbe essere presentato per la prima volta durante i The Game Awards.

Chiaramente, era troppo facile suggerire un Soul Calibur VI, come da rumor, perché dopotutto è un picchiaduro e alla gente dei picchiaduro interessa in maniera molto relativa.

Allora perché non puntare su qualcosa di più grande?

In rete ho letto ipotesi, addirittura, di un Death Stranding rivelato come sesto capitolo della saga di Metal Gear Solid.

Una cosa improponibile, se non con una chiave di lettura che ammicca al classico trollaggio di Hideo Kojima (ricorderete Moby Dick Studio).

L'altra pista, giusto un pelo più plausibile ma non per questo possibile, portava a The Elder Scrolls VI. Qualcosa che Bethesda si è affrettata ad escludere.

Lo ha fatto come di consueto per bocca del boss del marketing Pete Hines, che su Twitter ha scritto: "abbiamo già detto che ci sarebbe voluto un po'".

Bethesda Game Studios (una software house di Bethesda) lavorerà a "due grandi progetti, prima", ed è cosa arcinota.

Per giunta, questo "non ha niente a che fare con Machine Games e i nostri altri studi".

Nel caso vi fosse venuto il dubbio, l'ultimo titolo di quella scuderia per il 2017 è stato DOOM per Nintendo Switch, cui non ne seguiranno altri (beh, d'altronde siamo al 4 dicembre...).

Niente da fare, insomma. Certo  resta la curiosità di scoprire cosa saranno quei "due grandi progetti".