L’ho provata in anteprima, l’ho vista in lungo e in largo, e da qualche settimana ne possiedo pure una, eppure Nintendo Switch riesce ancora a darmi l’effetto wow, come usano dire i giornalisti impegnati. L’ha fatto quando sono partite le prime note della splendida colonna sonora dello splendido L.A. Noire, mentre la voce narrante raccontava l’esordio di Cole Phelps, agente del Dipartimento di Polizia di Los Angeles.

Il fatto di poter giocare un titolo del genere, che per carità è del 2011 e sicuramente non è Star Wars Battlefront II, su una console del genere, in mobilità, è qualcosa a cui ogni tanto si fa fatica ad abituarsi.

Il valore di L.A. Noire non passa attraverso Switch, perché è già noto a quelle (poche) persone che comprarono il titolo di Team Bondi all’epoca. Lo studio non esiste più, e sei anni dopo L.A. Noire serve per far capire quanto Switch sia una console particolare, incapace di generare giochi in risoluzione 4K, ma capace di regalare esperienze uniche e particolarissime.

Chi può dire di poter regalare la sensazione di sfogliare un taccuino da detective vero, tramite l’uso del touchscreen? Al momento, solo l’hardware di Nintendo riesce a sfondare la quarta parete in modo così efficace. La cosa rincuorante è che L.A. Noire, in modalità portatile, diventa anche un’avventura grafica.

C’è una nuova inquadratura disponibile, allargata, che regala una visione d’insieme della scena, così che con un doppio tap sullo schermo si possa muovere Cole Phelps ovunque. In modalità portatile, questo trasforma L.A. Noire in un gioco ancora più ragionato, un’esperienza da vivere con una mano sul Joy-Con sinistro e l’altra sullo schermo.

L.A. Noire
Tra le novità, c'è una gestione più chiara degli interrogatori nel ruolo di Cole Phelps.

Questo non significa che L.A. Noire su Switch sia un gioco mobile, perché è ovviamente possibile giocare con i Joy-Con inseriti ai lati della console, oppure nel Grip. In ogni caso, è pure più bello da vedere sul piccolo schermo della console che sulla TV.

A questo proposito, su TV il gioco è nella sua forma peggiore. Il motore è pur vecchio di sei anni, e ciò comporta una serie di problemi come un frame rate poco stabile, pop-up improvvisi soprattutto quando si va in auto, cali di frame rate relativamente frequenti, e l’aliasing che sporca parte dell’orizzonte della Los Angeles dell’epoca.

I personaggi, per modellazione poligonale e dettagli, sono invece molto buoni, un dettaglio che si apprezza soprattutto negli ambienti chiusi e più scuri, dove la luce artificiale mette in risalto i personaggi.

Per il resto, c’è tutto ciò che di buono ha evidenziato il nostro Paolo Sirio nella recensione per Xbox One. Una storia ancora oggi coinvolgente, in un setting che, pur datato nella messa in scena in termini estetici, dona un feeling generale ancora inebriante.

L.A. Noire
Il ritmo delle indagini è lento, ma denso.

Ma giocare L.A. Noire in modalità portatile è nettamente la soluzione ideale. Il gioco diventa un’esperienza più personale, per certi versi. È possibile anche giocare sfruttando i sensori di movimento per muovere la telecamera con i Joy-Con (peccato non poter muovere la torcia, quando c’è), ma anche gli oggetti analizzati che Cole Phelps raccoglie di tanto in tanto.

Anche il modo in cui è stato impiegato l’HD Rumble è interessante. I piccoli controller vibrano intensamente nelle scene d’azione come le sparatorie e gli inseguimenti, mentre si muovono solo leggermente quando ci sono degli indizi nei paraggi. Questo è molto utile nel caso giocate magari a volumi bassi e il suono della campanella tipico che rivela gli indizi vi sfugga, oppure perché state giocando all’aperto con la console appoggiata su un tavolo e non avete le cuffie a vostra disposizione.

Perché alla fine si ritorna sempre lì, L.A. Noire su Switch va premiato per ciò che offre, e per come Rockstar ha deciso di abbracciare la filosofia della console sfruttandone le sue caratteristiche. È un bene che questi tripla A, pur remaster che siano, arrivino nel catalogo della console, perché è la dimostrazione che questi giochi si possono fare, e gli utenti li possono comprare.

Infine, chiudiamo con alcune note parzialmente negative. La versione Switch costa dieci euro in più rispetto a quelle Xbox One e PS4, cinquanta contro quaranta euro circa, e per poterlo giocare dovrete prepararvi a gestire la memoria della console. Ci vogliono 29GB liberi se deciderete di scaricarlo dal Nintendo eShop, e 14GB se lo comprerete in versione fisica.