Se mi ami, non morire, o “Bury me, my love”, è un titolo sviluppato per Android e iOS dal team The Pixel Hunt e racconta la storia di due migranti siriani che cercano la salvezza dalla guerra in corso. Incorniciata dal legame amoroso fra i due coniugi, Nour e Majd, la narrazione del titolo è fresca, coinvolgente, delicata e mai banale, nonostante tutte le controindicazioni del tipo di vicende narrate.

Il titolo, come oramai accade di consueto per produzioni di questo livello, si presenta come un videogioco atipico, definibile più come una narrazione interattiva all’interno della quale potremo effettuare alcune scelte per avere accesso a finali e filoni differenti. In questo caso avremo a che fare con 19 differenti conclusioni, che consigliamo di vivere tutte, nessuna esclusa.

Il titolo inglese della produzione, “Bury me, my love”, deriva da una tipica frase siriana fra innamorati la cui traduzione è circa “abbi cura di te, non azzardarti a morire prima di me” e che rappresenta perfettamente quelle che sono le emozioni che gli sviluppatori vogliono suscitare all’interno del giocatore.

Il "menù"

Il gameplay è vissuto attraverso una chat di un’applicazione simile a WhatsApp attraverso la quale possiamo comunicare con Nour, la nostra compagna che ha deciso di migrare verso lidi migliori con la speranza di poter scampare alla guerra. L’idea è quella di ricongiungersi con noi in seguito, dopo aver trovato, appunto, un luogo sicuro.

Noi, Majd, viviamo il viaggio della nostra metà attraverso i messaggi che lei ci invierà, accompagnandola all’interno di questo terribile viaggio di cui non vogliamo accennare niente. La natura del gioco, incentrata esclusivamente sulla narrazione e sulla particolare tecnica narrativa scelta, ci mette in condizione di non poter scrivere, purtroppo, nulla in merito agli avvenimenti che possiamo vivere all’interno della partita.

Il titolo è quindi un susseguirsi di messaggi, ai quali avremo accesso a risposte pre-impostate da poter inviare, che terminerà con il viaggio di Nour. Il titolo ci offre la possibilità di viverlo in “tempo reale”, quindi di vivere le pause fra un messaggio e l’altro, fra una conversazione e l’altra, oppure di eliminare i tempi morti e avere accesso ad un fitto scambio epistolare. Ovviamente, la seconda modalità è consigliata solo dopo aver completato almeno una volta l’arco narrativo poiché una delle parti migliori della produzione è proprio il modo in cui la storia ci viene raccontata.

L'intro di gioco

Ricevere la notifica di messaggio, in un momento casuale della nostra giornata, ci da proprio l’impressione di star parlando con qualcuno in viaggio e se, come certamente avverrà, ci si immedesimerà con storia e personaggi, la lontananza di Nour e l’apprensione di Majd diventeranno nostre sensazioni e ad ogni vibrazione dello smartphone saremo li preoccupati per il destino del nostro amore.

Personalmente ho vissuto parecchio “male” il titolo e il suo forte impatto emotivo ritrovandomi persino ad aver chiesto una pausa da una riunione a lavoro per via del messaggio che mi era arrivato. Con un certo imbarazzo mi sono scusato spiegando perché ero così preso da un messaggio. Ci sono state delle risate generali, ma qualcuno si è fatto serio e ha deciso di acquistare il titolo.

Chiusa questa piccola parentesi, fondamentale per capire quanto sia stato eccezionale il lavoro del team di sviluppo per ricreare un ambiente di guerra con un semplice scambio di messaggi e quanto siano stati bravi a dare vita all’amore, alle lacrime, alla lontananza e all’apprensione di una coppia separata dalla guerra.

L'interfaccia principale

Se mi ami, non morire è un titolo unico nel suo genere, capace, con piccole trovate narrative e piccoli accorgimenti di gameplay, di raccontare una storia difficile senza mai ricadere nelle classiche banalità del caso. Se mi ami, non morire è un titolo eccezionale. Non giocarlo sarebbe un peccato mortale.