Avevamo già avuto modo di parlare di Horizon: Zero Dawn, la nuova IP degli sviluppatori Guerrilla Games che ha meritatamente lasciato il segno durante i primi mesi dell'anno, risultando un'avventura frizzantina, capace di mettere da parte l'aspetto cinematografico a favore del gameplay nudo e crudo.

Ciò che ne è emerso è stato un open world a tratti straordinario, che pur non ambendo a essere lo “Zelda della PS4” ha saputo in ogni caso ammaliare ed emozionare una legione di giocatori, grazie anche al fascino indiscusso di Aloy, guerriera tutta d'un pezzo e seria candidata a nuovo “personaggio femminile simbolo” della piattaforma Sony.

Quali erano i punti di forza dell'episodio originale? Innanzitutto la cura nelle ambientazioni e la mole di missioni secondarie, capaci di far virare lo sguardo del giocatore oltre la main quest principale. Per non parlare del comparto artistico e dell'offerta grafica generale di Horizon: Zero Dawn, più in particolare se giocato su PS4 Pro.

Insomma, una piccola grande perla che si arricchisce ora di un nuovo tassello sorprendente: The Frozen Wilds. Questi altro non è che la prima (e quanto pare, ultima) espansione ufficiale del gioco targato Guerrilla. Attenzione però: non parliamo di un mezzo sequel, né tantomeno di uno spin-off del capitolo originale (come invece è capitato di recente con l'altrettanto noto Uncharted: L'Eredità Perduta sviluppato dai Naughty Dog).

The Frozen Wilds è infatti “solo” un DLC di oltre dieci ore, una vera e propria scorpacciata di nuove missioni secondarie, armi, personaggi e nemici, con una storyline ben precisa da seguire e capace di svelare alcuni curiosi retroscena relativi alla trama principale (non aspettatevi in ogni caso colpi di scena travolgenti). L'add-on ambientato tra le fredde e gelide lande del nord è infatti un pot-pourri di tutto ciò che andava nell'episodio principe, ma con una graditissima serie di accortezze e aggiunte che allontanano lo spettro del contentino a pagamento.

the frozen wilds
Tanti nuovi NPC si traducono in decine di quest inedite.

Va detto innanzitutto che l'avventura opzionale proposta dai Guerrilla è ideale sia per chi ha concluso da tempo le vicende principali di Aloy (e quindi ne conosce già l'epilogo) sia per chi magari si è avvicinato solo da poche settimane al titolo in questione, visto e considerato che per giocare The Frozen Wilds è in ogni caso richiesto un salvataggio preesistente per Horizon: Zero Dawn.

Che siate dei veterani o magari delle nuove leve alle prime armi con i rudimenti della caccia alle macchine, sappiate che sarete chiamati a raggiungere le estremità del nord, luoghi impervi che prima ci erano preclusi ma che adesso aprono uno scenario inedito e dalle tinte innevate, dominato a sua volta da un imponente vulcano - il Thunder's Drum – il quale nasconde un importante segreto capace di condizionare sia le tribù degli umani che le macchine.

Insomma, la mitologia e l'immaginario imbastito con Zero Dawn si espande ulteriormente, aggiungendo tutta una serie di elementi (sia strutturali che estetici) capaci di farci nuovamente immergere in un mondo che vive di vita propria. Il team olandese di Guerrilla ha quindi riproposto il vincente mix tra una tecnologia futuristica e il fascino naturalistico dell'ambiente, con in più la presenza di alcune misteriose “Torri di Controllo", ovvero delle gigantesche strutture meccaniche locate in specifiche sezioni di territorio e il cui campo d'azione influenzerà le macchine circostanti aumentandone forza e resistenza (sì, queste andranno disattivate al più presto).

La nuova area (chiamata The Cut) prende in ogni caso il via dalla tribù dei Banuk, un popolo di nomadi con tradizioni ben differenti rispetto a quanto visto dai nugoli di umani sparsi per il mondo di gioco. Ciò si tramuterà presto in un tutta una serie di missioni da affrontare nuovamente nei panni di Aloy, questa volta arricchite da alcuni (piccoli) dettagli decisi da Guerrilla per differenziare l'offerta di gioco.

Innanzitutto una nuova terra inesplorata equivale a dire una nuova cultura predominante, cosa questa che permetterà alla protagonista di vestirsi e indossare tuniche, mantelli e armature tipiche della tradizione del luogo. Così come l'armamentario in dotazione, ampliato spesso e volentieri da aggiunte ben gradite (come ad esempio il tremendamente efficace Stormslinger, capace di colpire il nemico con scariche di energia) oltre a una serie di mosse e abilità speciali per la nostra Aloy del tutto inedite.

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La caccia è anche questo: solo il più forte sopravvivrà.

Grazie a un sistema di crescita maggiorato da un nuovo ramo per l'albero dei talenti - chiamato Traveller – potremo infatti utilizzare tutta una serie di skill legate ad abilità e potenziamenti (oltre all'aumento dello spazio nell'inventario adibito alle scorte), con la possibilità inoltre di manipolare i materiali raccolti e di attaccare un nemico dall'alto verso il basso ogniqualvolta saremo in sella una creatura.

Piccole ma gradite aggiunte, capaci di rendere The Frozen Wilds ben più che una semplice espansione, considerando anche che ad attenderci vi saranno anche tutta una serie di nuovi avversari e creature artificiali assolutamente letali, prima tra tutte lo Sorcher, quadrupede simile a un lupo, dotato di una furia e un'aggressività senza pari.

Il resto, in ogni caso, è esattamente come lo ricordavamo: l'ossatura del gameplay è ancora una volta fondata sull'esplorazione e la caccia, attraverso quest primarie e secondarie, mentre sia nei dialoghi che nelle espressioni facciali sembra esserci stato un ulteriore lavoro di limatura, così come la gestione dell'inquadratura, ora particolarmente più attenta a seguire l'azione in corso.

Inoltre, sempre sul versante grafico e artistico, The Frozen Wilds immerge in un panorama glaciale di rara bellezza, con una resa grafica della neve ai limiti del fotorealistico: avendo avuto modo di testare il gioco grazie a un codice review fornitoci gentilmente da Sony (giocato interamente su PS4 Pro), vien da sé che lo spettacolo di cui abbiamo potuto godere ci rimarrà impresso per un bel po' di tempo. E il Photo Mode ringrazia.

Considerando quindi le già ottime basi di partenza, sapere che gli sviluppatori di Guerrilla hanno provato a spingere ulteriormente il piede sull'acceleratore non fa altro che confermare la bontà di un team di developer a cui Sony deve tanto, soprattutto in termini di fedeltà visiva. E in questo, The Frozen Wilds non tradisce in alcun modo la filosofia e lo spirito dell'opera originale.

Abbiamo potuto recensire il DLC grazie ad un codice review fornito da Sony Interactive Entertainment Europe