Doveva succedere prima o poi, vero? Sì, Call of Duty ha fatto il giro alla fine, è tornato alle sue radici, tagliando i jet pack, il wall running e la guerra quasi futuristica in favore di un gameplay “boots on the ground”, mirini metallici, fango e sangue. WWII è un ritorno per la serie ma è un nuovo territorio per Sledgehammer Games, il cui precedente CoD, Advanced Warfare, ha portato all’avanzamento ulteriore del franchise verso acque futuristiche e sci-fi. Tornare alla Seconda Guerra Mondiale rappresenta un gradito cambio di marcia per Call of Duty.

Si è detto molto riguardo al fatto che il CoD di quest’anno ha i piedi ben piantati a terra (in ogni senso), e la campagna certamente rappresenta un successo in questo senso. WWII racconta una storia più intima incentrata su un gruppo di brothers in arms (forse sapete già dove andrà a parare) e mette il giocatore nei panni di Ronald “Red” Daniels, un ragazzo di campagna del Texas che è “molto lontano da casa”. Dalla chiassosa ed esplosiva missione d’apertura sulle spiagge della Normandia durante il D-Day a treni che deragliano in maniera spettacolare e persino un assaggio d’azione dogfighting in paracadute, Call of Duty riesce ancora ad offrire tanti momenti da blockbuster ma non perde mai la sua essenza. Ce n’è un po’ anche quando c’è da guidare un carro armato… perché ci dev’essere sempre un carro armato da guidare.

La campagna di WWII, storia di un singolo plotone e di alcuni personaggi da altre nazioni dal fronte degli alleati, potrà essere piuttosto breve ma ha un buon ritmo, cambiando le carte in tavola sempre al momento giusto. Ci sono anche delle missioni davvero fantastiche e memorabili, inclusa una in cui i giocatori vestono i panni di una spia della resistenza francese chiamata ad infiltrarsi nell’edificio di un’ambasciata nazista. Persino i momenti stealth sono buoni. È il tipo di campagna che vuoi giocare più di una volta, anche se i personaggi del cast dimostrano di non essere interessanti o ben scritti come avrebbero potuto essere. Ti danno sempre qualcosa di utile però, come i pack di pronto soccorso (dal valore incalcolabile, dal momento che la salute non si rigenera più automaticamente), munizioni e granate.

C’è praticamente ogni cliché cinematografico sulla Seconda Guerra Mondiale nel nuovo titolo di Sledgehammer, che sia il soldato con gli occhiali che aspira a diventare un fotografo, il burbero comandante in capo o il leader virtuoso che cerca sempre di fare la cosa moralmente giusta. Non che questo tolga qualcosa alla godibilità della campagna di WWII: è una storia ben messa in piedi e ben raccontata, anche se si affida molto a vecchi luoghi comuni molto collaudati che tutti abbiamo già visto raffigurati innumerevoli volte prima. Alla fine, non è un problema così importante.

call of duty: wwii
Le foreste sono sempre posti pericolosi...

Principalmente, comunque, Call of Duty è una questione di multiplayer e naturalmente Sledgehammer ha fatto le cose in grande con WWII, introducendo una nuova area social e la modalità multi-stage, team-based Guerra insieme alla consueta offerta di modalità, mappe e altri contenuti che vi aspettereste normalmente. Il tutto è collegato nello stesso ecosistema multiplayer e nella social area del Quartier generale, un campo militare situato su una spiaggia. Essenzialmente funziona come una versione di WWII della Torre di Destiny: da qui si possono chiamare approvvigionamenti dal cielo, salutare gli altri giocatori con le emote o congratularsi con loro; il genere di cose che vorremmo potesse rendere il multiplayer di CoD un’arena più civile. Solo il tempo lo dirà.

Il multiplayer è affidabile, robusto e pieno di contenuti, tra cui undici mappe e il social hub ricco di attività come una fossa per l’1v1, una zona in cui giocare titoli vintage arcade di Activision, un poligono di tiro, ordini giornalieri e settimanali (taglie, essenzialmente), collezioni personalizzabili da acquisire, un posto per provare tutte le Scorestreak del gioco e altro ancora. Ci sono anche tutte le solite modalità come Uccisione Confermata, il Deathmatch a squadre e Dominio, fatta eccezione per alcune assenze o modalità migliorate; una versione di Uplink ad esempio vede l’area in cui segnare a terra e il drone satellite rappresentato adesso da un vecchio pallone da calcio.

La modalità Guerra è probabilmente in cui tornerete ancora e ancora, specialmente se potrete giocare insieme ad un gruppo di amici. Ciascuna delle sue mappe ha un set diverso di obiettivi da completare e il suo gioco da attacco versus difesa si dimostra enormemente godibile, specialmente quando un round viene assegnato sul filo di lana. Scortare carri, costruire fortificazioni, trasportare carburante, attaccare le spiagge della Normandia, distruggere equipaggiamento, conquistare territori; la modalità Guerra è un gran modo di giocare in multiplayer co-op se non siete dell’umore per lanciarvi in un match competitivo, e senza dubbio costituirà una parte importante della vostra dieta a base di CoD insieme alla campagna single-player, al multiplayer e alla modalità Zombie “L’Ultimo Reich”.

call of duty: wwii
Mettiamo questa... cosa apposto.

Ah, sì: i Nazi Zombie. Quest’anno, Sledgehammer si è sforzata di rendere la modalità più invitante per i nuovi giocatori. La modalità inizia pertanto con un divertente tutorial in cui vi dovrete fare strada verso una remota fattoria in una foresta. Qui, potrete battervi con ondate di cadaveri rianimati per la vostra felicità, imparando le basi del gioco man mano che andrete avanti. C’è un diario che vi aiuterà a tenere traccia dei vostri progressi, rendendo l’esperienza molto più accessibile. Il cast è un mix eclettico come sempre, con Ving Rhames, David Tennant, Elodie Yung e Katheryin Winnick tutti insieme per eliminare il Dr. Peter Straub, lo scienziato pazzo dietro il ritorno dei non-morti, interpretato dall’esperto attore tedesco Udo Kier.

Piena dei consueti segreti, easter egg e altre meccaniche che ormai darete per scontate in Zombie, L’Ultimo Reich è una buona versione della modalità, con passaggi da sbloccare, macchinari da riassemblare e riportare in vita, e potenziamenti da acquistare con i punti accumulati sparando ai non-morti per renderli ancora più morti. Raggiungendo il grado 5 in Zombie potrete accedere ai loadout, il che vi permetterà di scegliere l’abilità del vostro personaggio, tra cui la mimetizzazione, una potenza di fuoco illimitata per un breve lasso di tempo e altre importante skill che potranno tornarvi utili quando la situazione si complicherà.

Mettete tutto questo insieme in un unico, tipicamente generoso pacchetto, e Call of Duty: WWII diventa qualcosa cui è piuttosto difficile resistere. La campagna rappresenta un gradito ritorno in un territorio familiare, più intimo per la serie e la cosa funziona, mentre il multiplayer trae beneficio dalla riduzione dell’eccessiva mobilità delle ultime iterazioni. Condite con la modalità Guerra e un’altra superlativa iterazione dei Nazi Zombie con il marchio unico di Sledgehammer, ed ecco che Call of Duty: WWII è un altro robusto CoD su cui quasi sicuramente varrà la pena investire il vostro tempo.