Assassin’s Creed è stato lontano dai riflettori per un anno intero e, dopo questo lasso di tempo, Ubisoft Montreal è tornata con quello che potrebbe essere l’iterazione della serie più ambiziosa di sempre. Senza dubbio è la più grande. Assassin’s Creed Origins potrebbe addirittura essere troppo grande: la sua ricca riproduzione dell’Antico Egitto si è infatti dimostrata follemente estesa. Dopo dieci ore avrete a malapena assaggiato cosa l’ultimo AC ha da offrire, ma c’è altro in Origins all’infuori della superficie e delle tonnellate di contenuti: è una revisione completa del franchise, ma una di quelle fatte bene.

Origins racconta la storia di Bayek, l’ultimo Medjay e protettore del popolo d’Egitto. È un figo impegnato nella sua missione a base di vendetta, e non si fermerà davanti a nulla pur di mettere fuori gioco il malevolo Ordine degli Antichi. L’Ordine è una legione segreta di uomini mascherati che tira i fili dall’ombra e include diversi componenti, ciascuno dei quali prende il nome di un animale, uno più pericoloso dell’altro. La morsa dell’ordine si dispiega in lungo e in largo sull’Egitto di Origins, rendendolo un posto infido da esplorare. E questo senza tener conto della fauna selvatica del luogo.

Grazie ad un buon numero di influenze dalla serie Far Cry, Origins permette al giocatore di creare e aggiornare oggetti usando pelli, legno e altri materiali, mentre si possono ripulire e assaltare avamposti nemici in cerca di tesori. Come nel resto della mappa del gioco, questi avamposti sono sorvegliati da nemici dal livello simile al nostro, mentre per ciascuna regione viene consigliato un determinato livello come requisito per Bayek. Se osate avventurarvi in un’area dal livello superiore al vostro, è difficile che ne usciate vivi. Stare sotto il livello raccomandato persino di due o tre punti significa far diventare significativa ogni sfida che affronterete, dal momento che potrete essere battuti con appena un paio di colpi.

E qui entra in gioco il nuovo sistema di combattimento, che si libera delle vecchie meccaniche che sono state al centro della serie nell’ultima decade in favore di un sistema basato sulle hitbox più simile a quello di un Dark Souls. Questo significa che la chiave sta tutta nello scegliere il tempo giusto per colpire, schivare al momento più appropriato e darsi anche al parrying man mano che si sbloccano ulteriori abilità. Il button mashing semplicemente non è più un’opzione. Questo è un approccio più raffinato e complesso al combattimento, il che è più che benvenuto, anche se non privo dei suoi problemi.

assassins creed origins

Loccare i nemici può causare un po’ di confusione, specialmente nel bel mezzo di uno scontro con più avversari aggressivi. Quando vi troverete in inferiorità numerica, spesso sarà meglio darsi alla fuga anziché tentare di metterli tutti quanti al tappeto in una volta sola. O, in alternativa, c’è l’opzione stealth, che è più percorribile che mai, sebbene assassinare un nemico ora richieda di avere il suo stesso livello – in caso contrario, lo danneggerete soltanto usando la vostra lama celata prima di venire scaraventati via.

Strisciare nell’erba alta e tra i cespugli è divertente, però, così come usare Senu, la fidata aquila drone, per scoprire e marcare nemici, oggetti o punti di interesse si rivela costantemente prezioso. Come in tutti gli altri capitoli di Assassin’s Creed, Origins ha i suoi indicatori sulla mappa, anche se i collezionabili sono stati apparentemente ridotti di numero. Al posto loro cercherete armi Rare o Leggendarie, oppure abiti e cavalcature nel tentativo di portare Bayek ad un livello più alto possibile.

Le armi possono anche essere potenziate presso i fabbri del luogo, pagando ovviamente, e più rare saranno le spade, le lance e gli archi, più dracme dovrete spendere per farle salire di livello. In alternativa, potrete cercare nuove armi e Origins vi riempirà costantemente di loot, che sia dai nemici caduti in battaglia o da forzieri e urne. Potrete vendere qualunque cosa riterrete non sia di vostro gradimento, o potrete smantellarla per ottenere nuovi materiali, e quindi se non altro potrete trovare un uso interessante per tutte le armi che molto presto vi pioveranno letteralmente addosso.

Finora, ho giocato circa quindici ore di Assassin’s Creed Origins e ho trovato la storia coinvolgente, il combattimento godibile e semplicemente nel lato giusto della difficoltà, quello che non scade nella frustrazione. Ci sono leggeri, piccoli, minuscoli bug qui e lì e, come menzionato poc’anzi, il lock sui nemici potrebbe essere confuso ogni tanto, mentre il mondo del gioco sembra essere fin troppo grande. Dopo tutte queste ore, ci sono ancora innumerevoli regioni in cui non sono mai neppure stato: mi sono avventurato in alcune tombe, ho scoperto dei tesori perduti, ho combattuto con coccodrilli e ippopotami, ho partecipato a corse tra carri all’Ippodromo, ho sconfitto diversi membri ai ranghi più bassi dell’Ordine degli Antichi, e ho ancora così tante cose da fare. Ma fin qui ho amato ogni minuti che ci ho speso. La mia sola preoccupazione è che Assassin’s Creed Origins potrebbe essere un po’ troppo grande.

A presto per la nostra recensione completa.

di Richard Walker