Quando è uscito il reboot di Star Wars Battlefront nel 2015, i giocatori chiedevano semplicemente che fosse più grande. Non aveva il single player, infatti, ed uscì con relativamente poche mappe, per quanto ampie potessero essere. Non c’era neppure il combattimento terra-aria, sebbene questo fosse presente nei capitoli originali. E bam, ecco che EA ha annunciato che in Star Wars Battlefront II (2017) c’è il single player.

EA sta avendo un po’ di problemi con Star Wars in questo momento. Il publisher ha cannato lo studio che stava lavorando a ciò che sospetto sarebbe diventato un gioco di Star Wars genuinamente interessante, e più lineare, per far diventare lo stesso gioo “un’esperienza su cui i giocatori vorranno tornare e che vorranno godersi per un lungo periodo di tempo”, il che è stato interpretato da molte persone come “produrre un titolo ‘game-as-a-service su cui possiamo continuare a far soldi dopo la sua uscita”.

La recente beta di Battlefront II ha generato un po’ di polemiche tra i giocatori per il modo in cui le loot box sono integrate al suo interno, in un momento in cui le microtransazioni sono già un argomento delicato. Potete persino usare e guadagnare Carte Stellari nel single-player, anche se non in una maniera importante come nel multiplayer. Quindi Battlefront II ha tanto da dimostrare.

Non sono esattamente sicura di cosa mi aspettassi dal single player, ma ciò che ho giocato sicuramente non era quello. Il single player è stato pensato, mi hanno detto, con l’obiettivo di restare coerente con il cuore del gioco (il bilanciamento tra l’essere un trooper, un pilota e occasionalmente un eroe) ma offrendo varietà e una “prospettiva insolita” allo stesso tempo: com’è essere uno Stormtrooper che vede la Morte Nera esplodere? A questa domanda, di norma, la risposta è: chi se ne frega?

La componente morale di Star Wars non è troppo complicata. I ribelli sono i buoni. Quelli dell’Impero sono i cattivi. Tutto qui. Jedi vs. Sith. Bene vs. Male. Amore vs. Odio. C’è stato qualche punto di contatto tra le due parti, naturalmente, ed è lì che la storia si è fatta interessante, ma in generale il fatto che l’Impero faccia saltare in aria interi pianeti ogni volta che secondo loro aveva un senso farlo ha sempre indicato efficacemente per chi dovremmo tifare e per chi no.

C’è anche il dettaglio che l’Impero è stato creato usando come parziale modello i Nazisti, come provato dal fatto che gli Stormtrooper si chiamano Stormtrooper (lo stesso nome del primo nucleo delle guardie del corpo di Hitler), per l’amor di Dio. Che quelli dell’Impero siano una manica di gente malvagia che fa impenitentemente cose malvagie è così radicato in noi che abbiamo sempre usato come gag, e ancora lo facciamo, l’idea che possano essere impiegati in lavori normali.

Se non sono tutti malvagi, allora far saltare in aria la Morte Nera o la base Starkiller è abbastanza inquietante, quindi conviene sicuramente che Star Wars rimanga nel campo del “non troppo complicato” quando si parla di morale. Ma, se torniamo al fatto che l’Impero è stato creato per somigliare un po’ ai Nazisti, allora possiamo vedere come questa discussione sulla loro rappresentazione nei videogiochi e le rappresentazioni semplici, acritiche del “male” non ci fanno più alcun tipo di favore. Ma quanto raffinata possiamo aspettarci che sia la campagna di un gioco che è stato realizzato per essere preminentemente uno sparatutto multiplayer?

È difficile dirlo, perché abbiamo visto solo alcuni livelli dall’inizio del gioco, ma apparentemente la campagna completa spazia su tutti i fronti, almeno in termini di lore:: c’è almeno una missione che coinvolge un personaggio dei nuovi film, e c’è un intero nuovo pianeta, casa della gente al servizio dell’Impero.

Il gameplay è molto divertente. È come essere in un film di Star Wars. La protagonista del single player è Iden Versio, non un clone o un trooper ordinario, ma la leader dello Squadrone Infern e la figlia di un comandante imperiale abbastanza importante che, in barba ai conflitti d’interesse sul posto di lavoro, le dà anche degli ordini. Iden parte con una voce da vera villain dei film: il momento dell’Impero è arrivato e tutte cose così, e arriva con il tono rauco e le sopracciglia tese di quelle che sono perpetuamente incazzate d’una rabbia sinistra.

A giudicare dal comportamento abbastanza ovvio dei suoi due compagni di squadra (Hash, scontato aziendalista, e Meeko, un cecchino leggermente nervoso), immagino che uno la pugnalerà alle spalle e l’altro porterà avanti questo stesso tradimento salvo poi redimersi aiutando Versio nella fuga. Versio capirà anche che l’Impero è un cumulo di merda e cambierà sponda. O qualcosa del genere, comunque.

In ogni caso, queste sono tutte speculazioni, perché la prima porzione del gioco copre soltanto gli eventi occorsi immediatamente prima, durante e dopo l’attacco andato a buon fine su Endor e la distruzione della Morte Nera, e ciascuno dei tre pezzi che ho giocato erano molto diversi tra loro. Nel prologo ho controllato il droide di Versio, pilotandolo in maniera stealth in una nave ribella per distruggere delle prove e scappare. Nella prima missione, lo Squadrone Inferno è stato mandato a provare a riparare il generatore di scudi della Morte Nera nelle fitte foreste di Endor e, trovandolo completamente fottuto, si è visto costretto a fuggire. Infine, ho provato una battaglia spaziale a bordo di un TIE fighter, pilotando attraverso i detriti galleggianti dall’esplosione della Morte Nera.

star wars battlefront ii

Il gioco usa tutti i suoni “PEW” giusti, tutte le tracce musicali giuste e tutte le transizioni da una scena all’altra giuste, quindi la sensazione di autenticità è forte in questo Star Wars. Ha il sereno spazio vuoto, la luce chiara di Endor, e sulle astronavi le porte a volte hanno dei controlli cui potete sparare per impedire che vengano aperte, quindi è proprio Star Wars.

Il droide volante di Iden è incredibilmente carino, e dopo il prologo lo potete vedere fluttuare intorno a voi e inviarlo a colpire con l’elettricità un gruppo di nemici mentre voi sparate qualcun altro tra di loro, il che è molto soddisfacente. Come nel multiplayer, i combattimenti a volte sono tattici, a volte sono frenetici, come se perdessi un po’ il controllo della battaglia. Mi sono divertita, anche se la campagna almeno per ora non sembra rompere alcun caposaldo della serie Battlefront.

Probabilmente la mi parte preferita è stata quando siamo piombati in una scena per salvare un gruppo di trooper circondati dalle forze ribelli e uno di loro ha urlato “SQUDRONE INFERNO?!” ai suoi commilitoni in un modo che non sarebbe stato fuori posto nei cartoni del sabato mattina.

C’è qualcosa di abbastanza forte nell’essere l’eroe dei villain. Quando ho abbattuto un X-Wing ribelle non ho potuto pensare altro che “quell’uomo aveva una famiglia!” perché voi ed io sappiamo che i ribelli sono i buoni, e probabilmente avevano una famiglia… vero?