Elex è passato un po’ in sordina, e mi è caduto in anteprima così, mentre picchiavo selvaggiamente orchetti su L'Ombra della Guerra. Sono sempre stato un fan della serie di Gothic (di cui esistono solo tre capitoli, ovviamente) e di Risen (con tutti i suoi problemi) e quindi non ho avuto molti problemi a staccarmi dalle avventure di Talion per entrare nei panni di Jax.

Purtroppo il primo impatto non è stato dei migliori, complice un framerate ballerino e delle texture non proprio eccellenti, l’intro del gioco mi è sembrata estremamente brutta. Dopo alcune scene confuse in cui il nostro personaggio vola giù da una scarpata, ci ritroviamo in una scena estremamente familiare: il nostro personaggio che si sveglia in una radura.

Il colpo d’occhio a Gothic è evidente, quasi come a voler far intendere al giocatore che qui, di Risen c’è poco. Non è proprio così. Partiamo dall’inizio.

Elex si apre, prima ancora che con la vostra caduta, con una piccola spiegazione del nuovo mondo in cui muoveremo i nostri passi, Magalan era un pianeta più o meno come il nostro, fino a quando non è stato colpito in pieno da una cometa. Questa ha portato la solita morte, distruzione e spopolamento del pianeta, ed ha “seminato” il mondo con l’Elex, un minerale dalle strane caratteristiche che viene usato dai sopravvissuti in maniera molto diversa.

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Il nostro protagonista mostra subito la sua mancanza di emozioni…

Ogni fazione del gioco ha la sua ideologia e le sue idee su come bisognerebbe usare l’Elex:

  • I Berserker ripudiano l’utilizzo della tecnologia basata sull’Elex e il suo consumo, utilizzando invece una particolare costruzione che permette di trasformarlo in Mana da cui hanno ottenuto la loro particolare forma di magia.
  • I Chierici, sebbene non consumino l’Elex, lo utilizzando per alimentare le loro macchine e le loro armi e sono devoti a Calaan, un Dio che secondo il loro credo ha avvisato un profeta dell’arrivo della cometa.
  • Gli Outlaw invece si drogano. Come dice il nome stesso sono i “criminali” di Magalan, non seguono alcuna legge, vivono nel deserto, le loro abilità speciali sono appunto l’imbottirsi di droghe create con l’Elex e razziano e uccidono senza alcun problema.

Esiste anche una quarta fazione, a cui non si può aderire, che sono gli Albs. Questa fazione è, in teoria, la più potente di tutte: consumano l’Elex come cibo e questo li rende più forti e resistenti degli altri, gli permette di usare la loro magia e hanno la tecnologia più avanzata del mondo. Purtroppo il nostro personaggio viene esiliato da questa setta nel primo minuto del gioco e quindi potete scordarvi di distruggere il mondo col potere dell’Elex (peccato però).

Ci troviamo di fronte a un titolo che riporta indietro nel tempo il giocatore fino al primissimo capitolo della fortunata trilogia di Pyranha Bytes, non solo per il feeling e la difficoltà del gioco, ma proprio perché ben poco è cambiato. Ancora una volta avremo tre fazioni tra cui scegliere e che ci permetteranno di acquisire equipaggiamento e abilità speciali, molto diverse tra loro sia come fantasia che come ideologia.

Gran parte del gioco, soprattutto le prime, faticosissime, ore, sarà occupata dalla sopravvivenza e dal racimolare abbastanza denaro per poter comprare armi e armature migliori. Ancora una volta l’equipaggiamento dei vostri avversari sembrerà incollato al loro corpo: non sbavate dietro al primo che vedete con un ascia luminosa, quasi sicuramente sarà impossibile strappargliela dalle fredde dita del suo cadavere.

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I dialoghi sono statici, ma questa foto è uscita bene!

E così, ancora una volta, vi troverete a dover uccidere topi e altri piccoli animali per permettervi le prime skill e, piano piano e con tanta pazienza, darete la scalata al potere fino a poter indossare le armature migliori e poter finalmente dar fondo a tutta la vostra frustrazione accumulata in interminabili ore di corsa da una città all’altra, massacrando qualsiasi cosa incontriate.

Vorrei sottolineare che “qualsiasi cosa” in Elex significa proprio questo: gli Sviluppatori assicurano che qualsiasi NPC può morire e questo, per alcuni, avrà grosse ripercussioni sulla storia, fino ad ora non ho ancora trovato qualcosa che neghi questa premessa, anzi, molto spesso mi è capitato di veder morire qualcuno da lontano e ricevere il messaggio “La morte di questa persona influenzerà la storia”.

Ma com’è la storia di Elex? Ci siamo levati la confusione di Risen tra pirati, Voodoo e Titan Lord che appaiono e spariscono come se niente fosse? Nì.

La trama sembra reggere molto meglio dell’ultima trilogia, ma ci sono ancora molto angoli qui e la da smussare, soprattutto nell’utilizzo dei maledetti flashback/visioni di Jax che si presentano in momenti apparentemente randomici e della non linearità delle azioni che potete compiere.

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Se riuscirete a salire qua sopra senza bestemmiare vincete una bambolina.

Ci sono però anche buone notizie: il sistema di quest, per quanto inizialmente possa sembrare caotico, ha invece un elemento decisamente interessante. Scordatevi lunghe descrizioni su cosa potete o non potete fare durante una quest, vi saranno date (e troverete nel diario) solo le informazioni più importanti ma, molto spesso, l’esito sarà totalmente in mano vostra e ogni problema potrà essere risolto in diverse maniere.

Starà a voi però capire con chi parlare e da chi andare: qualche volta una quest apparentemente conclusa (con tanto di esperienza assegnata e sparizione dal vostro diario) ha invece qualche altra ramificazione che non vi siete aspettati e potrebbe causarvi problemi più in là. Il mio consiglio è di non fidarvi di nessuno su Magalan, cercate sempre la vostra strada e vi accorgerete che, veramente, il vostro intervento farà la differenza.

Ovviamente questo è il mio pensiero dopo svariate decine di ore di gioco, voi potreste anche pensare che le cose succedono per caso all’interno del gioco, ma fino a questo momento, non ho ancora incontrato qualcosa che non fosse direttamente o indirettamente risultato delle mie azioni.

Il sistema di quest, benché abbia bisogno di qualche lucidatura qua e là, è forse il meglio che Elex abbia da offrire ma, purtroppo, va a cozzare con il resto.

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Gli effetti di luce regalano qualche scorcio carino.

Chiariamo qui ed ora: Elex non è un brutto gioco, ma è un gioco non tecnicamente al passo con i tempi.

Non a caso faccio il paragone con Gothic: le animazioni, i combattimenti, le magie e lo spostamento attraverso la mappa arrivano pari pari dal lontano 2001, così tanto forte che nei primi venti minuti del gioco mi sono sentito schiaffeggiato dai ricordi in maniera brutale. E frustrante.

Ancora una volta vi troverete a raccogliere migliaia di piante qua e la, a trovare mucchietti di monete nei posti più disparati, troll che vi bloccheranno la strada e dinosauri che banchetteranno con le vostre interiora.

Elex è Gothic, ma questo non è proprio un bene. La difficoltà del gioco è basata soprattutto sul fatto che i comandi e le animazioni di combattimento sono estremamente legnosi, molto spesso vi troverete a premere ripetutamente il pulsante del mouse senza che succeda nulla oppure, come in passato, un'orda di nemici vi colpirà talmente velocemente e forte da non darvi assolutamente alcuna via di scampo.

Le cose un pochino migliorano se si utilizzano armi a distanza di cui Elex offre una gamma decisamente ampia, ma questo non giustifica una gestione del combattimento corpo a corpo che non è cambiata in sedici anni.

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Perfetta rappresentazione di Elex: un tipo in armatura con un ascia lucciccosa e degli occhiali da sole che vi corre incontro.

Graficamente ci sono degli alti e bassi. I modelli dei personaggi sicuramente richiedevano più lavoro, e più varietà (soprattutto nei companion del protagonista) mentre in generale gli ambienti sono visivamente molto belli… se non stai a guardare troppo a fondo i dettagli.

Altra cosa che rimane uguale al passato è la staticità dei personaggi durante i dialoghi, a parte muovere gli occhi (in maniera bizzarra) , grattarsi il sedere (Eh sì, mentre parlavo con un Alb, quelli senza emozioni, questo si grattava) e pochissima mimica spesso a caso, i dialoghi sono sempre dei ping-pong tra i personaggi. Molte tracce vocali, ovviamente per gli NPC secondari, sono utilizzate in maniera estremamente casuale: non è un bell’effetto quando un Alb che, in teoria, è privo di emozioni e nel pieno della sua forza fisica ti saluta con l’allegra voce di un vecchietto all’urlo di “che bello vederti”.

A parte tutto questo il mondo di Elex sembra ben costruito, vario e pieno di cose da fare e da vedere anche se spesso urlerete dal dolore perché lo stramaledetto jetpack che doveva fornire lo spostamento verticale è davvero difficile da manovrare con precisione.

Spero vivamente che questo gioco non sia la fine di Pyranha Bytes: le idee ci sono e, in ogni caso, un qualsiasi appassionato di questo genere di titoli non passerà l’occasione di perdersi per un quantitativo di ore decisamente impressionante anche se tutto il resto ha grossi problemi.

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A destra potete vedere me dopo aver finito questa recensione.

Abbiamo resistito per due trilogie, possiamo farlo ancora, perché, diciamolo, a me il gioco ha preso tantissimo. Non me ne frega del comparto tecnico datato o del gameplay da svecchiare, una volta che si inizia uno di questi titoli è come aprire un barattolo di Nutella.

Non riesci a non vedere il fondo, anche se ti fa male.