La nostra recensione è già online e presto lo sarà anche la controparte video. Io ho messo mano a L'Ombra della Guerra soltanto ieri, godendomi le prime tre ore del gioco e carpendo già qualche cambiamento di un certo peso rispetto all'originale di qualche anno fa. In particolare, da questo approccio iniziale ho intravisto quattro palesi differenze, in meglio, a confronto con Mordor.

I seguaci

Una piccola grande novità sono i seguaci. Aspettando di vedere quanto sarà approfondita questa meccanica, una cosa è certa: usarla facilita l'approccio sia allo stealth che alla pura azione, permettendo al giocatore di aggirare la problematica principale del sistema Nemesi e del combattimento in generale, vale a dire l'afflusso continuo di nemici da ogni angolo dell'ambientazione. Il combattimento in Mordor era fluido e divertente, infatti, ma indubbiamente veniva minato almeno alla lunga dall'arrivo continuo di bestie su bestie che estendevano fastidiosamente gli scontri all'inverosimile. Per attivare i seguaci basta avere il nemico nel mirino e premere la croce direzionale a destra, indicandogli così di eseguire una kill silenziosa. Un sistema un po' op, dal momento che anche una volta scoperto l'assistente procede ugualmente all'uccisione pure di più nemici; se non altro è d'effetto affiancarlo ed atterrare la bestia restante vicino a lui à la script di Call of Duty. Questo, ed altri piccoli accorgimenti tesi ad isolare quanto più possibile i singoli "focolai" , sembrano aver oliato a dovere l'intero processo: spero di vedere questa impressione confermata nelle prossime ore.

ombra della guerra

Varietà

Non sarà il varietà all'italiana degli anni 80 e 90, ma L'Ombra della Guerra presenta una maggiore diversificazione contenutistica se paragonato col diretto predecessore. Nelle prime tre ore, ad esempio, ho affrontato almeno un paio di nemici che non avevo visto prima e ognuno ha un modo unico di essere buttato al tappeto (salto sul groppone ftw). In aggiunta, ho dovuto utilizzarne uno in stile catapulta per liberare le strade di una città infestata da orchi di Sauron: niente di trascendentale, ma rispetto al picchia picchia di Mordor già fermarsi un attimo per fare altro è una piccola grande vittoria. Mi auguro Monolith abbia osato di più anche nelle fasi successive del gioco, con la preannunciata apertura ed estensione del sistema Nemesi.

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Focus sulla narrazione

L'Ombra della Guerra serra le fila con Mordor introducendoci alle vicende del capostipite con una breve cutscene riassuntiva sul ruolo di Talion e Celebrimbor nella lotta all'Oscuro Signore tolkeniano. Ciò fatto, le prime tre ore sono un continuo susseguirsi di scene d'intermezzo volte a completare in maniera più drammatica e cinematografica lo svolgimento di una missione, anziché lasciarla al palo dopo il conseguimento dell'obiettivo principale. Non so se sarà sempre così e alla lunga questo potrebbe persino infastidire i cultori dea fluidità ludica, ma trattandosi di missioni storia per quanto mi riguarda va bene così. Nel caso, c'è tanto fin da subito da fare all'infuori della main quest, senza troppi fronzoli, quindi...

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Personalizzazione e abilità

Tra le cose che non mi avevano esaltato in Mordor figura la personalizzazione visiva e funzionale di Talion. Il sistema di upgrade era complesso e articolato al punto da risultare farraginoso, proponendo diversi layer che per una questione di semplificazione mi sono ritrovato ad ignorare per una buona porzione del gioco. Con L'Ombra della Guerra, Monolith pare aver imparato la lezione e approntato due-tre correttivi per sistemare la situazione: la customizzazione ha ora una valenza estetica, con cambiamenti nell'armatura e nelle armi che sono visibili ad occhio nudo, mentre ciascuna abilità ha un potenziamento da scegliere in una rosa di tre e gemme classificate per categoria hanno sostituito le rune con buff più facili da assimilare. Come dicevo, piccoli accorgimenti che almeno in queste prime ore mi hanno dato l'impressione di un piacevole snellimento proprio lì dove serviva.