Anno 1911, in un punto imprecisato della frontiera tra gli Stati Uniti e il Messico. Una landa desolata, abitata solo da coyote e altri animali selvaggi pronti a depredare chiunque cerchi di superare indenne quelle terre dimenticate da Dio. Il cielo al tramonto è colorato da tonalità purpuree, mentre il fiume scorre al nostro fianco. Un ultimo sguardo alla nostra fondina, la sicurezza d’avere la pistola carica.

Il nostro cavallo è già sellato. La caccia ha inizio Il primo Red Dead Redemption era tutto questo e molto altro: l’avventura del'ex-fuorilegge John Marston che, lasciatosi alle spalle il suo passato, viene prontamente chiamato a catturare - e ovviamente uccidere - i suoi ex compagni di banda, capeggiati da Dutch Van Der Linde.

Ora, con Red Dead Redemption 2 Rockstar ha deciso di dare un senso a tutto ciò che avvenne prima delle avventure di John, con il sequel della più grande avventura ambientata nel Vecchio West a memoria di giocatore e di cui abbiamo finalmente potuto scoprire alcuni retroscena grazie allo story trailer rilasciato solo alcuni giorni fa.

Un filmato, atteso dalla comunità armata di revolver, che non ha disatteso le aspettative, dando tutta una serie di indizi circa la narrazione del titolo, in attesa (si presume) di un terzo trailer previsto nei prossimi mesi, che ci mostri finalmente di che pasta è fatto il gameplay del titolo. Cosa siamo riusciti a carpire, quindi, da questo nuovo sguardo al Vecchio West di Rockstar Games?

Innanzitutto, trattandosi di una storia precedente alle avventure di John Marston, ciò darà modo di approfondire le vicende dietro la banda di Van Der Linde: Arthur Morgan, fuorilegge incallito e compagno della cricca di banditi più temuta del vecchio West, sarà il nuovo personaggio principale della vicenda, cui ruoteranno tutt’attorno volti già noti, nostro malgrado: ritroveremo infatti Dutch - il quale potrebbe tranquillamente indossare i panni del cattivo anche in questo sequel - ma anche Bill Williamson, in una veste decisamente più giovane rispetto a quanto visto nel primo capitolo datato 2010.

E John Marston? Di lui, nel trailer, non v’è traccia, sebbene essendo la storia ambientata anni prima quella dell’episodio originale – ossia quando John aveva ancora qualche conto in sospeso con la spietata banda di Van Der Linde – un suo cammeo è pressoché scontato. Il tono della vicenda appare in ogni caso seriamente differente da quanto visto e giocato in precedenza: non più una storia di morte e redenzione, bensì un racconto dai tratti avventurosi ben distinti, scandito non più da lunghe peregrinazioni solitarie, ma da rapine di gruppo, assalti alle diligenze e sequenze di caccia.

Sì, perché Red Dead Redemption 2 sembra voler prendere la vena “criminale” di GTA V, impiantandola in un contesto spaghetti western dall’indiscusso fascino e carisma, oltre al fatto che questa volta – appunto - non saremo soli, ma faremo parte di un vero e proprio gruppo di poveri diavoli. Il tutto, in un’ambientazione di gioco che appare essere cento volte più grande rispetto all’avventura di John Marston.

Ranch, distese innevate, foreste e villaggi sperduti tra le montagne: l’orizzonte di RDR2 appare realmente sconfinato, dando solo modo di immaginare la vastità di un territorio ricco di cose da fare e da scoprire, e soprattutto pulsante di vita propria (in questo frangente, Breath of the Wild ha fatto scuola).

red dead redemption 2
Il revolver non sarà il nostro unico amico.

La caccia, dicevamo: nel trailer è emersa la possibilità di imbracciare arco e frecce, cosa questa che lascia suggerire sequenze incentrare proprio su attacchi silenziosi, ai danni di animali selvaggi oltre che di incauti esseri umani: le terre di Red Dead Redemption 2 saranno infatti luogo fertile per orsi e alligatori, pericolosi avversari ma anche fonte di sicuro guadagnano (la pelle di un grizzly sarà sicuramente un’ottima merce di scambio).

E in questo, c’è da dire che gli ultimi capitoli della serie di Far Cry sembrano essere stati la principale fonte di ispirazione. Rockstar ad ogni modo sembra non temere il confronto, avendo messo in piedi un qualcosa di realmente unico e sorprendente, capace di andare ben oltre i confini tracciati dal predecessore: le sopraccitate sequenze di caccia, la sicura possibilità di organizzare colpi assieme alla banda di Dutch – magari anche e soprattutto grazie a un massiccio supporto online – e un comparto grafico che sorprende sia per il colpo d’occhio che la quantità di influenze e strizzatine d’occhio di stampo cinematografico prese in prestito dal leggendario Sergio Leone, sembrano essere solo la punta dell’Iceberg del progetto più ambizioso (dopo l’ultimo Grand Theft Auto) messo in piedi da quelle vecchie canaglie di Rockstar Games.

Perché se John Marston ci ha fatto scoprire cosa vuol dire vivere e morire nelle selvagge terre di confine, siamo sicuri che militare tra le fila della banda di Van Der Linde sarà un’esperienza altrettanto incisiva e indimenticabile. L’unica speranza, ora, è che la Grande R ce ne dia un altro assaggio al più presto: nell’attesa, iniziamo a sellare il nostro cavallo.