Non pensavo che XCOM 2 potesse migliorare più di così (se non aggiungendoci il fantastico Long War 2 ovviamente) e invece mi sono dovuto ricredere quando ho messo le mani su XCOM 2: War of the Chosen. Iniziamo dalle cose semplici: come si inserisce questo enorme DLC all’interno della narrazione del gioco? La risposta è “perfettamente”. Le aggiunte hanno senso e, probabilmente, erano state previste sin dall’inizio o tagliate dal gioco originale.

Sin dalla prima cutscene del gioco i nuovi contenuti non stonano come un aggiunta secondaria ma si amalgamano perfettamente alla versione originale del titolo.

Ciò che questa espansione (DLC mi pare riduttivo, qui si tratta proprio di una espansione vecchio stampo) aggiunge cambia profondamente l’esperienza di gioco in molti modi diversi e permette soprattutto di randomizzare enormemente le partite.

Pescando a piene mani, nuovamente, dal mod Long War, abbiamo finalmente un motivo per tenere un roster di soldati più ampio in quanto sia le ferite che impiegano più tempo a recuperare (una paio di hit point in meno all’inizio significa avere un soldato fuori gioco per una ventina di giorni) sia la fatica ci impediscono di finire il gioco con una sola squadra, cosa buona e giusta direi, vedremo poi come, con l’avanzare della nostra esperienza questo particolare un po’ si perda, almeno alle difficoltà più basse.

C’è qualcosa che War of the Chosen fa benissimo: togliervi quel senso di sicurezza che vi siete costruiti con innumerevoli partite al titolo originale.

XCOM 2: War of the Chosen
Mancavano solo gli zombie…

I Chosen sono capaci di far fuori (o catturare) una squadra in pochissimo tempo. Si muovono velocemente, fanno molto male, evocano nemici e hanno abilità in grado di disabilitare moltissimi soldati in un solo colpo. Inoltre appariranno a caso nei momenti peggiori: avete attivato anche il DLC Alien Hunter e incontrato uno dei tre Ruler che, già da soli, sono capaci di tenere una squadra impegnata? Bene, ecco che arriva il Chosen ad aggiungersi alla battaglia.

I primi scontri con questi nuovi, terribili, avversari sono assolutamente devastanti. Sia per il vostro morale che per i vostri soldati. Servirà una gran quantità di tecnologia, strategia e un pizzico di fortuna per riuscire anche solo per farne fuggire uno.

Loro invece vi daranno la caccia incessantemente. Se farete l’errore di espandervi in una zona occupata da un Chosen senza aver ucciso il precedente sarà terribilmente difficile fronteggiare le due minacce mentre, inesorabilmente, loro faranno di tutto per trovarvi. Cattureranno i  vostri soldati, abbasseranno i vostri introiti nelle regioni che occupano e appariranno sempre nei momenti peggiori.

Per combattere questa nuova minaccia avrete però accesso a tre nuove classi “eroiche”. I Reaper, Skirmisher e Templar vi doneranno uno dei loro soldati (e, attraverso missioni casuali, altri di questi elementi) che, da soli, riescono a rivoltare un campo di battaglia. Le tre nuove classi hanno tutta una serie di meccaniche personalizzate che li rendono unici, difficili da utilizzare ma incredibilmente divertenti.

I Reaper sono una specie di scout, capaci di nascondersi nelle ombre, piazzare trappole e uccidere con il loro fucile da cecchino senza farsi scoprire. Estremamente utili per missioni in cui è necessario raggiungere in fretta una determinata posizione e letali in congiunzione con un tradizionale cecchino.

XCOM 2: War of the Chosen
Ora potete immortalare i vostri soldati in pose imbarazzanti!

Gli Skirmisher sono forse la classe che ho usato di meno, ma hanno una mobilità più alta rispetto agli altri due e un ottimo mix di abilità corpo a corpo e a distanza che li rendono l’ideale per fare da supporto. I Templar, ufficialmente i miei preferiti, sono un unità da media/corta distanza che possiede un potenziale distruttivo incredibilmente elevato, attacchi corpo a corpo devastanti e poteri psionici da non sottovalutare.

Le tre classi eroiche inoltre acquisiranno abilità in maniera differente rispetto ai soldati tradizionali, ogni livello metterà a disposizione un tot di nuove abilità che potranno essere acquisite utilizzando i punti abilità guadagnati dall’eroe oppure quelli in comune per tutta l’XCOM (ne parleremo dopo).

Ogni fazione inoltre fornisce un bonus speciale se si utilizza lo scan nel loro quartiere generale, fornisce supporto attraverso missioni speciali e rendono disponibili bonus mensili configurabili (il numero dei quali dipenderà dal vostro livello di amicizia con le stesse).

Queste ultime sono disponibili dopo aver creato un apposita struttura: ogni mese sarà generata una nuova lista di missioni con un numero impressionante di ricompense da nuovi soldati, tecnologie, risorse o riduzione del terribile timer del progetto Avatar.

Per quanto riguarda la ricerca ci sono due nuove meccaniche di cui tener conto. La prima riduce il tempo necessario per una ricerca in maniera randomica, sarete informati che i vostri scienziati sono “ispirati” per una determinata tecnologia e che andrà iniziata immediatamente per non perdere questa ispirazione, mentre la seconda vi metterà in mano nuovi strumenti in quanto produrrà bonus non presenti nel gioco originale come danno aggiuntivo alle vostre armi o nuovi slot di personalizzazione per le stesse.

XCOM 2: War of the Chosen
I Chosen sono caratterizzati molto bene.

Il tutto si traduce in una gestione diversa della ricerca, se nel gioco originale era facile capire cosa ricercare quando, ora questi bonus casuali vi permettono di sviluppare differentemente il vostro equipaggiamento magari dandovi accesso a una tecnologia che solitamente lasciate da parte per colpa del suo lungo tempo di sviluppo. Questi numerosi cambiamenti al livello strategico costringono il giocatore a rivedere le proprie priorità in ogni partita e, soprattutto, a fare scelte diverse rispetto al solito.

War of the Chosen inoltre aggiunge nuove meccaniche anche per quanto riguarda i soldati, prima fra tutte la possibilità che si crei un “legame” tra due unità. Più combatteranno fianco a fianco, più questo legame diventerà forte garantendo a entrambi nuove abilità che possono cambiare radicalmente l’esito di una missione. Molto carino il fatto che i soldati con un legame potranno essere visti compiere diverse attività (bere al bar, sparare al poligono etc…) sull’Avenger.

Un'altra novità che cambia in maniera profonda il gioco è il nuovo è che i soldati guadagneranno dei Punti Abilità per determinate azioni sul campo di battaglia che potranno essere spesi in due modi: comprando abilità per le nuove classi eroiche come detto in precedenza oppure per potenziare i normali soldati.

Ammetto che questo sistema permette di creare veri e propri mostri. Non solo sarà possibile far acquisire a un soldato tutte le sue abilità di base (i vecchi due alberi del gioco base) ma gli darà accesso a un tot di abilità scelte a caso che lo doteranno di abilità di classi diverse dalla propria. Insieme al fatto che potranno acquisire bonus alle proprie statistiche attraverso le missioni secondarie permetterà di dar vita a un supersoldato capace di far fuori squadroni interi di alieni.

A tutto questo aggiungete il fatto che WotC aggiunge anche una serie di armi speciali, dopo aver sconfitto i Chosen, che andranno a unirsi al già nutrito arsenale di Alien Hunter. Insomma, il mio cecchino era in grado di volare sopra un palazzo e uccidere qualsiasi cosa intorno a se con un pochino di punti abilità e potenziamenti vari in un unico turno.

XCOM 2: War of the Chosen
Nuove cutscene aumentano l’immersione.

Superare la parte iniziale, come al solito per questa serie, è la vera sfida. I Chosen aumentano la difficoltà già enorme di riuscire a sopravvivere ai primi assalti alieni ma, verso la fine del gioco e una volta riconquistata gran parte del mondo, sarà possibile creare una squadra praticamente invincibile, in grado di completare le missioni in pochi turni, non stancarsi quasi masi e far fuori un Chosen in due turni (mi è capitato).

Chiaramente a difficoltà molto alte questo non è così facile, ma le aggiunte di WotC decisamente permettono di sconfiggere facilmente gli alieni con un pochino di pianificazione. Le nuove unità a disposizione dei nemici hanno un impatto abbastanza marginale sulla difficoltà ma possono creare grossi problemi se lasciate libere di agire.

Piuttosto la “nuova” fazione nemica regala un diverso approccio strategico: i Lost fanno squadra a se e se incontrano le truppe aliene in missione, nonostante la loro origine comune, non si faranno troppi problemi ad attaccarli selvaggiamente.

Le missioni con questo nuovo nemico hanno una profonda differenza rispetto a quelle tradizionali. Prima di tutto i nostri amici zombie sono attirati dai rumori forti: esplosioni e combattimento ne attireranno sempre di più, comprese vere e proprie orde con decine di nemici che attaccheranno contemporaneamente una singola unità. A venirvi in aiuto c’è il fatto che un attacco contro i Lost vi renderà un punto azione, in questo modo potrete far fuori decine e decine di nemici, ricariche permettendo.

Secondo voi è finita qui? No, non lo è.

XCOM 2: War of the Chosen
La visuale delle uccisioni mi rende difficili fare foto decenti!

Questa espansione infatti aggiunge nuovi obiettivi nelle missioni e una serie di eventi che possono cambiare profondamente le difficoltà che affronterete. Per esempio potrà capitarvi di dover salvare un Vip in una città completamente invasa dai Lost, oppure vi troverete con NPC speciali da salvare che vi garantiranno dei bonus. Un'altra aggiunta, marginale, che però mi è piaciuta molto è che nelle missioni in cui dovrete salvare la resistenza finalmente questa prenderà un ruolo più attivo, con veri e propri soldati che difenderanno i civili insieme a voi.

E, quasi dimenticavo, è stata aggiunta una modalità che vi permette di creare dei “poster” di propaganda dell’XCOM (spiegazione ufficiale in gioco per questa funzionalità) per celebrare missioni riuscite, soldati che cadono in battaglia o soldati che stringono amicizia: potrete posare i soldati come volete e aggiungere un ottima quantità di effetti e filtri.

Per finire c’è una nuova modalità “challenge” che vi permette di combattere in missioni predefinite, con soldati e equipaggiamento standardizzato e ci tentare di raggiungere il maggior punteggio possibile che è possibile confrontare con altri giocatori di tutto il mondo.

La quantità di materiale inserita in questa espansione potrebbe tranquillamente passare per un nuovo titolo della serie senza troppi problemi. Il gioco viene notevolmente stravolto, e in meglio, oltre che ad aumentare la longevità del titolo. Non potevo chiedere di meglio, in attesa di un sempre più probabile XCOM 3 (DATEMELO ORA, IN VENA), non posso che ringraziare per questa nuova incarnazione di una delle serie più belle di sempre.