Con tutti i titoli episodici come questo di Deck Nine Studios adotteremo un nuovo approccio: un unico posto in cui potrete leggere le recensioni dei singoli episodi all'uscita di ciascuno di essi. Soltanto all'ultimo episodio pubblicheremo il nostro voto. Buona lettura! 

Episodio 2: Il Mondo Nuovo

Il Mondo Nuovo è il secondo episodio di Life Is Strange: Before the Storm, e si fa fatica a pensare – soprattutto dopo aver visto il finale inaspettatamente aperto – che siamo già a metà del viaggio scritto e diretto da Deck Nine.

Questo episodio è ricco di avvenimenti e situazioni interessanti, infatti, quasi a sfatare quella che sembrava fosse una storia destinata a trascinarsi o farsi accompagnare molto gentilmente verso l’inizio dell’epopea di Dontnod – l’originale Life Is Strange.

Il nuovo sviluppatore ha voluto controvertere questo facile pronostico, proponendo invece almeno tre-quattro scene di grande valore, che fanno riflettere non soltanto sulla qualità assoluta del suo lavoro (parliamo di un capitolo di mezzo, uno di quelli che siamo abituati a veder scorrere sullo schermo senza troppe pretese, e invece…) ma anche sulla possibilità di accostarlo a, se non addirittura primeggiare su, la stagione d'esordio di Life Is Strange con Max protagonista.

Ne Il Mondo Nuovo, si evolve ulteriormente il rapporto tra Chloe e Rachel, e ogni scena con quest’ultima ha qualcosa di magico. Before the Storm sta rendendo fede alle aspettative costruite intorno a questo personaggio nell'originale e nel primo episodio.

La Laura Palmer dei videogiochi è viva e vegeta qui, e la sua rappresentazione in carne ed ossa lascia spesso con le farfalle nello stomaco, al punto che persino uno come me che non le aveva dato troppo corda in Svegliati ha dovuto ricredersi e finire tra le sue braccia virtuali appena se n’è presentata l’occasione.

Non mancano, ovviamente, i riferimenti al Life Is Strange di partenza, che hanno reso il secondo episodio quasi seminale nei suoi confronti. Qui abbiamo visto la creazione della baracca nella discarica, abbiamo visto l’ex soldato Frank spostarsi a casa Price; insomma, tanti i dettagli disseminati che hanno assunto poi una notevole rilevanza nell’avventura Max.

Life is Strange: Before the Storm
Splendida.

Ma quello che mi ha sorpreso, lo accennavo anche prima, è la capacità di Deck Nine di iniziare a prendere le distanze dall’operato di Dontnod. Il Mondo Nuovo vede infatti l’introduzione di una nuova storia e non (soltanto) la spiegazione di quanto già presentato nella pentalogia di partenza.

E come potenzialità siamo forse ad un livello persino superiore, dal momento che quanto stiamo giocando ora ha una struttura ben più radicata nel presente e nel reale grazie alla quale – priva di riferimenti a volte magari un po’ forzati al sovrannaturale – risulta credibile e apprezzabile come un puro esempio di thriller.

Sarà curioso e toccante veder confluire la storia di Before the Storm nel Life Is Strange che tutti abbiamo apprezzato, e chissà che rispetto a quest’ultimo non ci sia ancora qualche sorpresa ad attenderci al varco. Di certo, per mole di spiegazioni da fornire, il terzo episodio L’Inferno è vuoto sarà molto intenso.

Life is Strange: Before the Storm

Episodio 1: Svegliati

Il ritorno ha sempre un sapore strano, e sempre lo avrà. Anche quando si tratta di andare indietro nel tempo. Arcadia Bay è sempre la stessa, Chloe Price forse: è la scintilla di luce che ha partorito l’amica di Max nell’originale Life Is Strange, una teenager un po’ stanca e copia sbiadita, almeno inizialmente, della vivace e sbandata protagonista di Before the Storm.

Se volessimo fare un raffronto, Chloe starebbe a Rachel nel nuovo titolo episodico di Deck Nine Studios così come Max stava a Chloe nel primo capitolo di Dontnod Entertainment.

La proporzione è la stessa, la software house che ha raccolto l’eredità della controparte francese ha fatto bene ad utilizzarla e rimetterla sul piatto, partendo stavolta da una coppia ancora più problematica e malata nel suo contorcersi, tra una difficoltà e l’altra, in una o più vite sgangherate.

Life is Strange: Before the Storm
Un panorama piacevole e un momento di raro silenzio.

“Svegliati”, l’atto iniziale del serial videoludico che è Life Is Strange: Before the Storm, ha i suoi tempi e li spende per pochi minuti a presentarci cosa ci sia di nuovo – anch’esso, del resto poco -, ossia una meccanica che, se padroneggiata, consente di convincere l’interlocutore a muoversi a piacimento della già dura e pura protagonista. Il resto, beh, è un investimento sulla dicotomia Price – Amber, sulla sua nascita e sulla sua rapida, rapidissima evoluzione.

Quest’ultima potrebbe essere “giustificabile” con una Rachel molto attenta alle vicende della nuova amica e capace di muoversi al momento giusto per farla sua – in ogni senso possibile. Ma in realtà è solo una prevedibile accelerazione dettata dal formato scelto per la pubblicazione, ora a tre e non a cinque, come quella che nella scena d’apertura ci vede già cazzuti a prendere a parolacce un buttafuori. In tal senso, sì, è davvero consigliabile fregarsene del discorso prequel e partire dai cinque episodi del 2015, in modo da avere un quadro completo delle personalità e riempire i vuoti qui non colmati.

Chloe rimane al centro della scena, un po’ egoista come capita con gli adolescenti che hanno subito gravi perdite e pensano di essere il male del mondo/l’entità più odiata dell’universo (di cui interpreta la sofferenza, l’eccessiva affermazione di sé stessi e per certi versi il distacco della realtà), mentre Max Caulfield è sullo sfondo, impegnata com’è nel recitare il ruolo di Laura Palmer che nel capostipite del franchise era toccato proprio ad Amber. Non è un caso che, per entrambe, faccia strano vedere riferimenti prima velati, poi così palesi sullo schermo: la sensazione è tipo “tu non dovresti essere qui”. E invece c’è eccome: con Rachel la penna di Zak Garriss non si è accontentata di cavalcare l’onda della ragazza misteriosa, le ha dato anzi una caratterizzazione profonda e sfaccettata, ora debole e sincera, dopo cattiva e persino violenta, ma sempre su induzione, sempre per una ragione. (Firewalk… chissà se a Lynch staranno fischiando di nuovo le orecchie)

Life is Strange: Before the Storm
In Before the Storm si potrà "ruolare" per un'intera partita.

Fa tenerezza girare per quelle stanze piene di ricordi, incontrare quei personaggi su cui sospetti e amarezze si erano riversate in Life Is Strange, a ragione o a torto, e il meccanismo del provare a riprenderli tutti in un colpo solo è quasi da mal di testa e conseguente Moment. La verità è che, qualunque sia stata la vostra scelta finale la volta scorsa, con la produzione di Dontnod avevamo tutti dei conti in sospeso e abbiamo tutti sofferto nel leggere la parola fine, che si sia puntato sull’amicizia o sul bene comune  (io, in ogni caso, non vorrei proprio essere nei panni di chi ha aspettato due anni per darsi una ripulita alla coscienza davanti a Chloe).

E la cosa più spettacolare, il tratto più distintivo dell’IP di Square Enix non è tanto la lacrima – in tutt’onestà non me ne sono scese all’epoca e non credo me ne scenderanno a questo giro – ma il nodo allo stomaco che ancora oggi sa farti venire ad ogni scelta e al termine di ogni episodio,  quando ti fermi un attimo a guardare le statistiche della community e riflettere sul tuo operato. A me è tornato; la scelta d’applausi delle musiche d’accompagnamento, nel senso che ti accompagnano a folleggiare e di tanto in tanto a tagliarti le vene, è tornata. Io mi sento già triste, immagino per la mia inguaribile difficoltà nel lasciarmi alle spalle l’adolescenza, e paradossalmente è un segno di bontà di Before the Storm al netto del cambio alla guida.

Con “Svegliati”, insomma, Deck Nine Studios ha iniziato a sbattere le ali. Con il secondo capitolo, in uscita tra circa due mesi, e il terzo capiremo se avrà ciò che serve per restare in volo ed appaiarsi all’originale dello studio parigino oppure no. Trattandosi di un prequel sono partito abbastanza scettico, ma la prova di forza, complice una storia che potrebbe tranquillamente tirarsi su da sola, è stata piuttosto convincente.