La console targata Microsoft di questa generazione, Xbox One, è probabilmente una delle cose più chiacchierate e che ha fatto nascere discussioni nel mondo del gaming. Sin dalla sua nascita, l’ammiraglia del colosso di Redmond, ha seguito un percorso tortuoso, travagliato ed è incappata in non pochi problemi dal punto di vista della propria immagine e della propria reputazione.

Un marketing confusionario e fumoso e qualche incidente di percorso di troppo hanno costantemente minato il destino di una console che, considerando cosa aveva da offrire nei suoi primi anni di vita e come si è evoluta negli ultimi anni (nel bene e nel male) meritava tutt’altra sorte, almeno mediaticamente parlando.

Xbox One è la console che ha riportato in auge il leggendario Killer Instinct, è stata la culla di uno dei più sottovalutati e sfortunati shooter di sempre, ovvero l’innovativo e maestoso Titanfall e dal suo grembo sono nati capolavori come Ori and The Blind Forest e il coloratissimo e vivace Sunset Overdrive, ed è stata la sede di ardite sperimentazioni in campo ludico grazie a titoli come Quantum Break e nel campo dei servizi, grazie ad esempio all’ormai noto e consolidato EA Access.

Xbox One però è anche la console che ha visto l’ascesa e la caduta di un progetti pomposi come nel caso di Ryse: Son of Rome, la console che costava più della concorrenza, la madre del tanto osteggiato Kinect 2.0, il luogo dove si gioca alla “deplorevole” risoluzione di 900p invece che a 1080p, l’ambiente in cui si cancellano i progetti in cantiere da troppo a lungo.

Perché la console viene ricordata ed etichettata soltanto per i suoi difetti, per il sentito dire e per tecnicismi che, molto spesso, sono impercettibili ad un occhio poco allenato invece che per i suoi pregi e per le tante ed interessanti funzioni primarie ed accessorie di cui Xbox One è dotata?

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Xbox Game Pass offre un pacchetto davvero ricco.

La mancanza di titoli in esclusiva rispetto alla concorrenza è un argomento di discussione controverso. Tralasciando il fatto che si scende nella sfera della soggettività e lì i gusti personali la fanno da padroni, è indubbio che l’esclusiva non solo serve a dare un’identità alla console ma anche a generare mercato e soddisfare le nicchie. Sebbene molte delle esclusive non figurino nelle top charts di vendite, aiutano potenzialmente l’azienda a vendere un quantitativo di console in più.

Un titolo come The Last Guardian non smuove le masse, un titolo come Persona 5 non è di certo quello che si definirebbe un system seller, ma considerando tutto il mercato giapponese (che è storicamente molto campanilista e che, oltretutto non ben si sposa con l’idea di gaming made in Xbox) si riesce a venire incontro a molte nicchie e a piazzare preziose unità di console. Sony ha fatto un lavoro encomiabile per soddisfare le fan base più ricercate, ma, come dice il mercato e offrendo l’altro volto della medaglia del discorso iniziato poco sopra, non si vive di sole esclusive

Microsoft però, conscia del fatto che battagliare sul campo delle esclusive in termini di numero e ampiezza di generi (dove, come abbiamo detto, la concorrenza eccelle, tenendo comunque una qualità mediamente alta, soprattutto negli ultimi tempi) non è un’opzione valida si prepara a rivoluzionare il modo di intendere il concetto di intrattenimento casalingo e di console.

Il colosso di Redmond ha da tempo messo in cantiere una visione più ambiziosa e ad ampio respiro del proprio ecosistema gaming.  È l’ambiente PC a cui Microsoft strizza l’occhio, alle sue feature, al suo parco titoli, alla sua community. I grossi numeri di utenti effettivi e costanti nel tempo e che generano fatturato, Steam insegna, sono i titoli con alto tasso di rigiocabilità e personalizzazione.

La forma che sta assumendo il gaming moderno è fatto di titoli multigiocatore, con giochi che hanno una forte componente online, di eSports, di streaming e di titoli multipiatta mainstream. Ed è proprio su questo che Microsoft sta costruendo il proprio futuro. Nella top 10 dei titoli più giocati su Steam ad esempio abbiamo Path of Exile e PlayerUnknown’s Battlegrounds, due titoli che, saggiamente Microsoft si è accaparrata in esclusiva (seppur temporale, di una non precisata durata).

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La chiave del futuro risiede negli indie capaci di soddisfare i gusti del mercato.

Basterebbe prendere ad esempio quest'ultimo, l’ormai celebre Player Unknown’s Battlegrounds. Si tratta di un gioco sostanzialmente indie e lontano dal marketing e dalle prerogative dei AAA che si vedono sponsorizzati anche in TV, è un titolo che si è rivelato una sleeper hit mostruosa capace di vendere 8 milioni di copie in soli 5 mesi (su Steam).

Accaparrarsi e lanciare in anteprima determinati indie che potrebbero spopolare partendo dal nulla, come un The Darwin Project (che mescola competitivo ed interazione con i follower via streaming) e come già successo su PUBG, potrebbe essere un modo per dare ai giocatori dei titoli che assolvono il più primordiale dei compiti in modo soddisfacente, ovvero intrattenere e divertire.

Come già accennato, l’apertura al mercato PC è ormai totale grazie al neo annunciato cross play Windows 10/Xbox/Steam e all’ormai consolidato Play Anywhere che permetterà di giocare il proprio titolo (facente parte di una determinata lista) acquistato in digitale ovunque ci piaccia trasferendo con agilità i nostri dati da PC a Xbox One e viceversa.

L’altro grande macro-motivo per cui ha senso puntare sul cavallo di Microsoft è il notevole supporto ad un “bungee playing” di alta qualità e tutto sommato ad un prezzo notevolmente competitivo, offrendo al giocatore una libreria enorme a portata di mano (e di portafogli). Potremmo pagare 25 euro annui (che dalle mie parti sono il prezzo di una colazione al bar una volta al mese per tutto l’anno) e ricevere in cambio un nutrito parco titoli targati Electronic Arts grazie al grandioso EA Access.

Volete il titolo EA dell’anno e i più intriganti titoli multiplayer? Basta sottoscrivere EA Access. Volete l’accesso a Battlefield, Titanfall, Fifa, Need For Speed, Mass Effect e tutte le grandi hit targate EA comprese le vecchie glorie? Basta sottoscrivere EA Access. Volete provare in anteprima il nuovo Battlefront e avere sconti sulle microtransazioni di Fifa? Basta sottoscrivere EA Access.

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EA Access, ovvero il miglior abbonamento sul mercato

Magari, ed è comprensibile, potreste non essere tanto attratti dai titoli EA e vorreste provare un vastissimo parco titoli che spazia dagli indie come Limbo, Shantae, The Flame in the Flood, ai AAA come Halo 5: Guardians, Mad Max, Payday 2 e DMC senza disdegnare dei retrocompatibili di lusso, come la saga di Gears e quella di BioShock o magari XCOM Enemy Within. In tutto sono solo 120 giochi in continuo aumento per €9,99, direi proprio un furto.

Per quanto riguarda il Gold invece (acquistabile in pacchetto annuo nei saldi a €39,99) avremo 2 giochi retrocompatibili al mese (24 all’anno) nostri per sempre, anche in caso di interruzione dell’ abbonamento e 2 giochi One nativi “in noleggio”, senza considerare i vari sconti e offerte per utenti Gold. Quindi, insomma, per il costo di tre AAA all’anno avremo a disposizione circa 200 giochi all’anno… Un bel pacco questa Xbox One non credete?

Sebbene alle porte ci sia una nuova console, la vera strategia di Microsoft è rendere il più appetibile possibile Xbox One S riempiendola di servizi e di renderla il sistema di intrattenimento più ricco e variegato sulla piazza (grazie a servizi, abbonamenti, HDR, Blu Ray 4K e la nuova e frizzante app di Streaming, ovvero Mixer). Xbox One X invece è un prodotto destinato a chi vuole una qualità di gioco da PC e divertirsi senza compromessi godendo degli stessi vantaggi di One S ma portandoli ad un livello superiore.

Si tratta oltretutto di una console che farà bene al mercato e che segnerà nuovi benchmark di ottimizzazione e risultati su console e da essa ne gioverà molto anche la concorrenza. Sì, mancano (in parte, ed in particolar modo in questo 2017) le esclusive, ma se mettete sulla bilancia i pro e i contro, vi renderete conto che One è una console con un grande potenziale.

E poi chi ha detto che un giro ad ammazzare le locuste, fare due headshot in Warzone, salpare i mari insieme agli amici e sopravvivere insieme ad un’apocalisse zombie deve essere un’esperienza inferiore a quelle offerte dai AAA della concorrenza?