Una fiera, quella di Colonia, che non ha sicuramente bisogno di presentazioni, visto e considerato che con l’edizione 2017 della Gamescom - da poco conclusasi con buona pace degli addetti ai lavori - ha dato un ulteriore segnale di quanto il videogioco in Europa stia facendo degli enormi passi in avanti. Passi, che si riflettono anche e soprattutto nel nostro paese, più che mai coinvolto a livello internazionale rispetto alle passate edizioni della fiera tedesca.

Questo perché AESVI - Associazione Editori Sviluppatori Videogiochi Italiani, ha deciso di portare a Colonia quante più risorse possibili, raggruppate con il nome di "Games in Italy". Sotto a un unico tetto, esperti del settore, giornalisti e programmatori hanno potuto incontrarsi per scambiarsi idee, opinioni e tutto quanto serva a dare un forte scossone all’industria italiana del videogioco nei mesi a venire.

Lo stand dedicato al Made in Italy, posizionato nell'area business, ha infatti ospitato più di venti titoli realizzati da ben quattordici studi di sviluppo. Tra questi, 101% (con il loro Witness: Auschwitz per VR, in uscita nel 2018), seguiti da 3D Clouds, Adventure Production, Bad Seed, Digital Tales, Forge Reply, Mixed Bag, Sylphe Labs, Tiny Bull Studios, UNAmedia, Untold Games e Xplored.

game in italy
L'Italia della Gamescom 2017.

Con un accenno particolare a Milestone e Gamera Interactive. Si tratta di un notevole passo in avanti rispetto alle precedenti edizioni, considerano inoltre che l'industria italiana è stata sostenuta di recente dalle istituzioni grazie anche all'approvazione della legge cinema – la quale ha esteso i benefici fiscali anche a chi produce videogiochi – permettendo al nostro paese di posizionarsi in una situazione del tutto paritaria rispetto ad altre nazioni europee.

Thalita Malago, Segretario Generale di AESVI, ha dichiarato: “Questo è il padiglione più variegato che abbiamo avuto a Gamescom, ed è davvero sintomatico di ciò che sta accadendo all'industria dei videogiochi in Italia in questo momento. I nostri sviluppatori non solo stanno muovendo i propri passi all'interno di generi mai provati prima, ma alcuni di loro stanno lasciano il segno nel settore a livello globale”.

All’Italia, però, manca una fiera come Gamescom? Come saprete, Angela Merkel ha inaugurato l’edizione 2017 dell’evento tedesco: un piccolo grande passo per il medium, visto e considerato che la Germania ha da diverso tempo capito quanto il mercato dei videogiochi possa dare una spinta non indifferente all’economia di un paese. A conti fatti, l’industria videoludica vale più di un miliardo di euro solo in Italia, e spiace constatare come la nostra penisola sia costantemente arenata in una sorta di pit-stop che la vede arrancare rispetto ad altre nazioni concorrenti.

game in italy
La Merkel entra in Minecraft, letteralmente.

Eventi come Let’s Play – Il Festival del videogioco o la Milan Games Week rappresentano sicuramente dei tentativi più che validi di portare la cultura del videogioco su di un piano economico e di contatto reale con il pubblico. Ma non basta. Vedere la Merkel sorridente, circondata da cosplayer vestiti da personaggi di videogiochi più o meno noti, rappresenta una lezione che anche noi italiani dovremmo imparare al più presto.

Così come vederla giocare a Minecraft o Farming Simulator (con tanto di avatar realizzato a sua immagine e somiglianza) non può non far sorridere amaramente chi ancora è abituato a leggere articoli denigratori sul videogioco in Italia da parte di una certa stampa generalista. Perché noi siamo ancora quel paese in cui i videogame siano la causa di un omicidio. O peggio, di una strage.

AESVI ce la sta sicuramente mettendo tutta, e sebbene all’Italia manchi una fiera come quella che si svolge all’interno della Koelnmesse dal 2009, ogni anno gli sforzi si vedono e si percepiscono. Sia mai che un giorno, magari non troppo lontano, il Presidente del Consiglio inauguri per davvero una Gamescom tutta italiana.