Il primo giorno d’uscita di un’espansione è sempre quello più speciale per un giocatore di Hearthstone poiché è quel magico momento in cui tutti i giocatori smettono di utilizzare sempre i soliti mazzi e sperimentano.

Si tratta di un momento magico che dura una giornata circa, giusto il tempo che qualche pro tiri fuori dal cilindro un deck incredibilmente forte e che tutti smettano di fare test.

Hearthstone, da due espansioni a questa parte, sta vivendo un momento meraviglioso in cui Blizzard ha iniziato a dare un’identità più matura ed adulta al suo gioco di carte. Con Un’Goro, un’espansione che possiamo tranquillamente definire perfetta, il titolo ha raggiunto una maturità di meccaniche e una varietà tale da riuscire a non stagnare nel meta offrendo continui spunti ai giocatori.

Con I Cavalieri del Trono di Ghiaccio, Blizzard ha iniziato una nuova era per il suo gioco di carte collezionabili iniziando a dare un significato diverso alle carte e alle partite.

Se negli ultimi anni la priorità di Blizzard era per i neofiti, con questi ultimi due set e con l’ultimo in particolare, ci si sta iniziando a concentrare sui giocatori avanzati (senza dimenticarsi dei “più piccini” ovviamente).

Un benvenuto di quelli belli

Tempo addietro era impossibile anche solo pensare che potessero essere stampate carte che interagissero con il deck dell’avversario distruggendo combo e strategie del suo mazzo, un tipo di strategia esistente in titoli come Magic e affini. Oggi invece vediamo la spinta di meccaniche di questo genere, di hard removal potentissimi, di carte che spingono strategie OTK (One Turn KO) e così via… Insomma, Blizzard ha deciso, finalmente, di rendere Hearthstone un gioco migliore sotto ogni punto di vista.

I Cavalieri del Trono di Ghiaccio era partita come un’espansione un po’ anonima, con l’aggiunta importante delle Hero Card che avrebbero segnato un nuovo tipo di deckbuilding spingendo verso archetipi diversi per le differenti classi.

Ora, dopo le prime ore passate nella Locanda si può dire con assoluta certezza che Blizzard ha fatto nuovamente centro con le sue eccellenti idee di design. Certo, è molto presto per parlare visto che il meta deve ancora definirsi per benino ma possiamo già fare qualche supposizione sui mazzi e sugli archetipi che prenderanno piede nel corso di questo secondo quarto dell’anno del Mammuth.

Personalmente ho avuto una discreta fortuna con le sbustate (aiutata dalla mole di bustine) che mi ha consentito di fare un po’ tutte le prove che volevo durante il primo periodo dell’uscita. Da queste prove sono emersi 4 mazzi particolari che mi hanno divertito parecchio di cui in paio anche piuttosto performanti e che, con le dovute modifiche, potranno dire la loro nei mesi a venire.

L’altra considerazione riguarda una carta in particolare e il giovamento che ne trarranno tutti gli archetipi control: il Lich King. Parliamo di un costo 8, 8/8 Taunt, che, alla fine del turno, ci regala una carta particolare che va dalla Frostmourne ad una magia a costo 6 che prende le prime sei carte del deck, ce le fa pescare ed evoca tutti i minion pescati.

Tutti i token generati dal Lich King, tranne uno, sono così forti in ottica Control da rendere questa carta inclusa in ogni lista, cosa che in effetti è avvenuta in queste prime ore di gioco. Le statistiche della carta, inoltre, lo rendono un drop a 8 temibile che deve ritagliarsi uno slot nei mazzi ad ogni costo (chiaramente non sormonta carte come Tirion).

Ho sperimentato molto con classi come Hunter (una delle mie preferite) provando a sviluppare una strategia Midrange/Control grazie al Death Knight riscontrando un ottimo risultato con liste Mid mentre, per mancanza di peschini di classe, continuo a trovare poco performante il Control. Ho dato una possibilità anche a Putricide che spinge l’archetipo Secret anche se il problema delle pescate è così forte che con ogni probabilità non ci sarà molto gioco per questo particolare mazzo.

La prova successiva vede come protagonista Jaina e la sua versione Death Knight che risponde ad uno dei miei sogni bagnati da quando gioco questo titolo: un mazzo Mago basato sui minion. Con Un’Goro avevo assaporato la sinergia elementale ma mancava qualcosa, un qualcosa che Frost Lich Jaina mi ha dato con uno dei deck che più mi ha soddisfatto nelle prime ore.

Si mira a giocar sempre in curva e a fare sempre giocate che generano valore, per questo l’inclusione di N’Zoth che grazie al Pyros e ai token di Sindragosa genera un value infinito. Performante? Abbastanza anche se necessita di ritocchi qua e la che apporterò nei prossimi giorni quando prenderò più familiarità con l’espansione. Il Paladino è stato il primo con cui ho lavorato all’uscita dell’espansione per via di quello che ritengo il Death Knight più forte del gioco nonché una delle carte più forti dell’intero set.

Ho sempre avuto una passione per la versione N’Zoth Control del Paladino quindi ho provato a metterci un po’ di mano per includere questa nuova carta (e il Lich King ovviamente) ottenendo un mix piuttosto valido, performante e divertente.

Il terzo deck che merita una menzione è quello che vede da vicino Malfurion in versione Death Knight anche se la lista non è opera mia. Ho trovato fin da subito questo Eroe forte e versatile e questa lista non è che la conferma di tutto ciò nonché della propensione di Blizzard nel coccolare, finalmente, i giocatori più avvezzi al gioco.

Il mazzo si basa su una combo che mi ricorda molto la gloria di Force of Nature + Savage Roar e questo non può che farmi piacere. Un mazzo tecnico e performante, uno fra i migliori provati nelle prime ore e uno di quelli che farà parlare di sé in futuro.

L’ultima lista che merita un paragrafetto riguarda lo Stregone che, come Blizzard aveva promesso, sembrerebbe aver trovato di nuovo vigore con l’espansione. Non sono un amante di questa classe e non sono capace di creare deck perla stessa così ho utilizzato la lista creata da J4ckieChan, un giocatore molto forte che è riuscito a metter su un archetipo Control incredibilmente forte e divertente.

AoE come Defile uniti ai 3/3 giocati gratuitamente dopo una cura rendono il mazzo nuovamente solido anche se a dare il sustain che mancava è certamente il Death Knight che ci offre un potere che cura, finalmente, il nostro eroe. Insomma, le prime ore con i Cavalieri del Trono di Ghiaccio sono state sensazionali e non vedo l’ora di poterne vivere di più. Blizzard sta procedendo sulla strada giusta.