L'omino baffuto più famoso dei videogiochi è una figura ormai leggendaria e il suo nome è associato, per antonomasia, a questo media. Mario è sinonimo di videogiochi platform, anzi, a dirla tutta, per molti il nome "Super Mario" è come un collegamento ipertestuale alla pagina wikipedia "Videogioco".

Sebbene molti siano convinti che Mario sia nato sul NES (Nintendo Entertainment System) e che l'iconico idraulico di originali italiane sia nato con quello che è probabilmente il platform più famoso di sempre (ovvero "Super Mario Bros"), la mascotte Nintendo è nata qualche annetto prima.

Certamente molti potrebbero considerare tutto ciò informativa superflua e attribuirmi l'epiteto di pseudo-retro-hipster gamer-intellettualoide (termine coniato al momento, di cui ho prontamente depositato il brevetto) ma, nell'economia del discorso, è un concetto necessario e fondamentale.

Paradossalmente la nascita stessa di Super Mario potrebbe essere considerata frutto di uno spin-off dato che, nel 1981, nel celebre arcade Donkey Kong realizzato da Nintendo (questo ultimo nato come "rework" di un titolo su Braccio di Ferro su cui era stata perduta la licenza) Mario compare come personaggio giocabile ma non come protagonista effettivo.

In questo titolo arcade, Mario, all'epoca del titolo noto ancora come Jumpman, doveva salvare la sua Pauline (eh sì, a quanto pare Peach non è stata la prima fiamma del baffo più famoso dei videogiochi) dalle grinfie del gorillone lancia barili Donkey Kong. L'idraulico, prima di avere una serie tutta sua, ha vestito anche i panni del cattivone di turno in Donkey Kong Jr. , titolo uscito l'anno dopo come sequel di Donkey Kong.

mario + rabbids
Ecco il nostro Jumpman nel lontano 1981.

Mario Bros è quindi lo "spin-off" che è alle origini del mito, se tralasciamo le apparizioni in Bomb's Away e Cement Factory, titoli per Game & Watch. In questo titolo Mario acquisisce la sua identità ed a tutti gli effetti una veste di protagonista, seppur ancora non nel formato platform canonico a cui siamo abituati. Il gioco in questione giunge tra noi, su piattaforme arcade, nel 1983 dato che il Famicom (noto da noi come NES), la prima console casalinga targata Nintendo, sarebbe arrivata sul mercato solo due anni dopo.

Il buon vecchio Mario, oltre ad offrire una formula sempre ai massimi livelli di espressione per quanto concerne sia i platform 2D che quelli 3D, ha saputo reinventarsi in tantissimi titoli spin-off (rispetto alla sua serie principale) sia di genere che di ambientazione spostandosi su puzzle, party games, titoli sportivi e prendendo parte a titoli crossover (giochi con personaggi provenienti da altri franchise) come Super Smash Bros, Mario & Sonic Ai Giochi Olimpici e Mario Sports Mix.

Ovviamente non ci siamo dimenticati il soggetto del discorso ovvero Mario & Rabbids: Kingdom Battle che costituisce l’ultimo, ottimo crossover in arrivo il nostro idraulico preferito.

Dal punto di vista del gameplay, di esperienze con combat system turn based se ne sono già viste in passato, con titoli come la saga di Paper Mario o Super Mario RPG: Legend of the Seven Stars ma, considerato quanto visto e provato finora del nuovo titolo targato Ubisoft Milano e Parigi, di sicuro Mario & Rabbids offrirà un gameplay di una profondità senza precedenti.

Siccome il suddetto gioco del mese vanta il crossover di due universi e considerando che abbiamo regalato alla nascita “spin-off” di Mario un’ampia parentesi, è giusto fare luce anche sui “coniglietti” più amati ed, al tempo stesso, odiati nel mondo dei videogiochi. I Rabbids, inizialmente noti con il nome di “bunnies” (coniglietti, per l’appunto), comparvero per la prima volta in Rayman Raving Rabbids.

mario + rabbids
Ecco i Rabbids in tutto il loro, ehm, splendore.

Quest’ultimo nacque come uno spin-off di Rayman, una delle serie platform più famose e longeve del mondo dei videogiochi, dalla mente sagace del leggendario game designer Michael Ancel (grazie ancora per Beyond Good & Evil 2, Mike). Questi coniglietti iperattivi e fuori di testa hanno ricoperto il ruolo di cattivoni, rapendo Rayman e i Baby Globox, noti anche come Littles.

Sebbene si fosse trattato di un titolo spin-off, Raving Rabbids, raggiungendo un audience diversa, più “adulta”, hanno piano piano preso un ruolo sempre più centrale esitando in un franchise corposo, ricco di merchandise e che, in ambito videoludico, è riuscito a piazzare oltre 15 milioni di copie nel giro di 10 anni ed un viaggio tra più piattaforme (tra handeld, home console e dispositivi mobile).

E pensare che inizialmente sarebbero dovuti nascere come delle specie di conigli-zombie, in veste di antagonisti nel mai pubblicato Rayman 4. Vedendo il fenomeno sociale e a tratti virale che sono diventati, un po’ amati e un po’ odiati, forse è stato meglio così.

E quando in un crossover incredibile come Mario & Rabbids: Kingdom Battle, si incontrano delle figure così carismatiche, ognuna iconica a proprio modo e con un idraulico in ottima salute ed in grande spolvero in salsa XCOM, potete stare sicuri che ci troveremo di fronte ad un gioco divertentissimo e di grande qualità.